quell'altra merda di bocca:
"Il gioco dei tre tamponi
e un Lazio-Juventus
da non giocare"
Quanto accaduto alla Lazio non è uno schiaffo al calcio, un aggiramento delle sue norme, una polemica su il tampone mio è meglio del tuo, una furbata con cui di è giocato nonostante tutto, è un fatto grave in termini di convivenza sociale, una violazione dei principi che stiamo cercando di darci nel tentativo di arrivare con meno danni e meno morti possibile al primo porto sicuro. Più che dal punto di vista pratico – ovviamente mi auguro che di tutto ciò non ci siano conseguenze – è un pessimo esempio, continuo a ripetere, visto che siamo circondati di gente che delle regole se ne infischia: mascherine abbassate, metropolitane stracolme di gente, lungomare e piazze affollate, aperitivi uno appiccicato all'altro. Cosa vuoi che sia dunque se Immobile ha giocato da positivo... Significa semplicemente che ognuno di noi può farsi una strategia anticontagio su misura. A proprio comodo. E il calcio lo ribadisce a quelli che già se infischiano.
E' in questo clima di dichiarato o anche solo strisciante negazionismo – per cui il Covid non riguarda tutti, ma solo i vecchi e i già malati – che nasce il caso Lazio, il trionfo dell'opportunismo.
La realtà è che viviamo in un'anomalia continua, nell'eccezione all'eccezione. Essendo Immobile, Leiva e Strakosha stavolta "ufficialmente" positivi ed essendosi allenati con i compagni, secondo le norme che ci siamo dati tutti, andava fermata l'intera Lazio in quanto i "contatti stretti" vanno automaticamente in quarantena. Come succede a tutti. Ma non nel calcio, che non è un po' più immune degli altri, semplicemente ha messo in piedi un sistema di controlli a tappeto che offre qualche opportunità di difesa in più, ma una volta che i positivi sono in giro, sono entrati nelle "bolle" più virtuali che reali delle squadre, le conseguenze sono le stesse per tutti.
Lazio-Juventus semplicemente non andava giocata, rimandata a un momento più sicuro, oppure andava sanzionata anche questa inderogabilmente con un altro 0-3 a tavolino se la logica è sempre quella della "violazione del protocollo". Che è quel complesso di pandette che su tutto governa e che permette di accomunare assurdamente sotto la stessa voce il caso Juve-Napoli – una Asl che ferma il Napoli alla vigilia della trasferta – al caso Lazio – dove la Asl è rimasta ferma fino all'ultimo. Allora la Asl era colpevole di aver messo il naso in mezzo ad affari non suoi, ora di non avercelo messo o avercelo messo quantomeno troppo tardi. Sacrosanto che si sia messo fine al gioco dei tre tamponi di Lotito, era il minimo. Ma comunque niente sta in piedi se si giudica col metro della vita quotidiana, tutto si regge se si giudica col metro del furbo opportunismo del calcio.