E' tempo di inaugurare la rubrica AMARCORD, per ricordare le gesta e le imprese dei romoletti del passato. Cominciamo con un grande violinista prestato al calcio: Rudi Garcia, che meritò le struggenti rime di Giacomo Leopardi
A GARCIA
Garcia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale
quando promettevi ogn'ora
di vincer lo scudetto (non solo quello morale)?
I giornalari riommici, supini e prezzolati
le terga ti leccavano, ma proprio tanto tanto!
Caressa, la Sanipoli, Foschini e Mensurati
facevan da eco (eco...) al tuo perpetuo canto.
Venne il settembre odoroso: che pensieri soavi,
che speranze, che cori, e quanta foga!
Della Ciampion Lìg vedevi già gli ottavi,
la chiesa già sognavi al centro dell'Europa.
Ma poi arrivò marzo, bizzarro e un pò crudele
e come Nicce profetò: eternamente uguale ritorna la tua storia.
Non più sogni di gloria, ma merda e fiele
concimano i desolati campi di Trigoria.
O Natura, o Natura, perchè non rendi poi
quel che prometti ai romanisti e inganni i figli tuoi?
Adesso però basta pallone, voglio boccia e pallino,
così che potrò vincere anche se solo mi avvicino!
(G. LEOPARDI, A Garcia).