FD, rispondo principalmente al tuo penultimo messaggio.
Sul primo punto concordo in tutto, e pure di più. Con l'aggiunta del ribrezzo fisico che mi provoca sentire quei discorsi da uno che paga, OGGI, aziende di sondaggi per trovare gente comune che (venendo pagata) ascolti le sue comparsate in questo o quel programma tv e dica se è stato convincente, se l'ordine degli argomenti andava bene, se lo slogan X è piaciuto o magari la prossima volta è meglio usi lo slogan Y o Z. Ma critica l'uso dei social e della politica mordi e fuggi. L'ipocrisia fatta politico.
Sul MES, idem. Suicidio prenderlo. Almeno su quello spero che i 5s tengano il punto.
Sul recovery e la risposta alla pandemia, sono un pò meno d'accordo. Nel senso che le infrastrutture servono come l'aria. Ma non perchè, come dici tu, creano TDE e danno soldi ai capitalisti. Quello è una conseguenza. Il motivo principale per cui servono le infrastrutture è perchè altrimenti sto debito mostruoso che è il RF (chiamiamolo col suo nome, debito, mica babbo Natale!) non potremo ripagarlo mai e poi mai!! I sussidi, i bonus, aiutano, ma prima o poi finiscono. Quando hai finito i soldi per pagare il rdc, se non sono nate imprese per assumerti (o se non hai aperto una partita IVA), che fai?
Le infrastrutture aiutano a creare lavoro e benessere, sono molto più di "4-5 anni di cantiere!". Per dire, il sud è una terra meravigliosa dove ci sono città in cui l'acqua potabile arriva un giorno sì e uno no. Ti pare possibile, in un Paese progredito, nell'anno del signore 2020? Altrove, anche al nord, si disperde il 30% dell'acqua che si immette (molti sono allacci abusivi, ma ci sono anche gran tubi marci). Ti pare normale, in uno scenario di siccità crescenti, e riscaldamento globale? Bè, gli acquedotti SONO infrastrutture!
Ancora, al sud l'alta velocità non esiste. Per andare dalla costa adriatica a quella tirrernica in treno è un calvario. Delle strade non ne parliamo. Collegare meglio il sud non è una bestemmia, è una necessità.
Ancora, costruire un retroterra ferroviario al porto di Gioia Tauro sarebbe utile a tutto il Paese. Adesso ci sono molte portacontainer che vanno ad Amsterdam e scaricano là poi mandano i container in Italia piuttosto che scaricare a Gioia Tauro. Ti pare normale? Se il sistema logistico complessivo del Paese decolla, tutto ne trarrà beneficio, dall'agricoltura alle industrie.
E potrei continuare, anche con molte cose al nord. Di investimenti utili anche alungo termine ce ne sono infiniti. Il problema non è fare infrastrutture IN SE'. Il problema è QUALI fare e QUANTO pagarle. Se le infrastrutture sono quelle giuste, avremo quella crescita indispensabile a non andare in default. Se invece sono sogni pindarici o cattedrali nel deserto, no.
Qui sta la mia critica. Nel mondo reale non bastano gli slogan dei nostri governanti. Le cose vanno fatte davvero. E quindi non basta dire "Rilanciamo il Paese con le infrastrutture" ma devi:
1) sapere quali fare. E temo non abbiano la minima idea
2) Scegliere cose (quasi) immediatamente cantierabili. Invece parlano di opere che richiedono decenni (e sarebbero inutili). Vedi il ponte sullo stretto
3) costruire consenso. Se appena parti ti trovi i comitati NIMBY non riuscirai neanche a posare la prima pietra che l'Europa ti avrà chiesto indietro tutto il RF. Le opere devono essere considerate universalmente necessarie.
4) avere chiaro chi fa cosa, con una catena di comando snella e operativa. Invece qui parlano di task force, di cabine di regia, di agenzie per l'attuazione del RF. Il contrario di quel che serve.
5) avere misura nelle tangenti. In una torta simile, tutti potranno portarsi a casa una fettina, è da ingenui pensare che non avverrà. Ma bisogna che ci sia misura anche nell'ingordigia, altrimenti sarà un disastro.
In definitiva, Renzi per me vuole solo una grossissima fetta di torta per i suoi sodali, e non a caso si vocifera della Boschi alle infrastrutture. E questo mi preoccupa più di tutto, perchè quando ho visto all'opera questi "signori" ho visto cose da voltastomaco.
Alla fine basterebbe che in Parlamento si mettessero d'accordo per dividersi i soldi e gli incarichi tra tutti modello manuale Cencelli con l'impegno però di non intascarsi più dell'X% (io direi un 5% è inevitabile) e con l'impegno a realizzare veramente le opere, e come si deve, entro i
termini.Io sarei già contenta così. Perchè questo è esattamente quel che succede all'estero, e che si è fatto in Italia nel dopoguerra.
Invece questi qua litigano ancor prima di cominciare e pensano che una volta trovato l'accordo basti fare un decreto alle 3 di notte che dica "modello Genova" per risolvere i problemi come d'incanto. Per me son pazzi.