pompati e riveriti da tutti i giornalari.
ci vuole penna fine e piena di coraggio.
il grande Bertolt Brecht, poeta di gran fama.
LE CONFESSIONI DI UN DIRETTORE SPORTIVO
Dici: per noi va male, il buio cresce,
mi urlano: "cazzaro!" E questo mi rincresce.
Un tempo ero un fenomeno, conteso nei salotti
e oggi mi rincorrono per darmi bei cazzotti.
Al pari di John Wayne, la sigaretta in mano,
vantavo la grandezza del sogno americano:
Pallotta, il nuovo stadio, i bond e il Master Plan
e oggi chi mi incontra dice: "Ahò, facce Tarzàn..."
Compravo, rivendevo, facevo plusvalenze,
la stampa mi lodava: "Hai grandi competenze!
Sei grande, Sabatini, fai solo mosse furbe!"
E invece sono un glande, e compro il nano Iturbe.
Un dì pronosticai: "Vinciamo trionfando!"
Invece stiamo a pezzi, e la Lazio sta arrivando.
Le sberle in tutta Europa, e poi la coppainfaccia:
è un cumulo di sfighe "stò cazzo di squadraccia".
E tutte quelle inutili, patetiche parole:
"Il capitano è grande, risplende come il sole!"
Quante cazzate ho detto per compiacere il boro...
'fanculo pure a Totti, mi fumo una Marlboro.