Giornalisti che parlano di Lazio....

Aperto da gentlemen, 30 Apr 2014, 19:04

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dario

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Citazione di: Cesio il 03 Feb 2021, 00:20
Per me state sottovalutando la portata di ciò che potrebbe accadere nel vedere il nome di mussolini su una maglia della Lazio e ciò mi perplime dato che quotidianamente ci difendiamo su questo topic da attacchi esterni. Questo ragazzo può anche essere un chirichetto (personalmente uno che sceglie quel cognome vuol dire che ne è fiero ma, ripeto, è una mia considerazione personale) ma non è questo il punto: se uno che si chiama mussolini giocasse in un'altra squadra se ne fregherebbero, alla Lazio no! Dice "eh ma ha giocato con i putridi" e secondo voi noi abbiamo la loro protezione mediatica? Loro sono da decenni etichettati come squadra fascista? C'è un sistema mediatico atto a inculcare in ogni testa in italia e, di riflesso, nel mondo che noi siamo razzisti e fascisti nel dna, cosa c'è ancora da capire? È una guerra. Cosa facciamo, scardiniamo l'ordine mediatico precostituito? Non ne abbiamo il potere, non siamo protetti, possiamo solo difenderci da attacchi infondati e non prestare il fianco per crearne di nuovi. Quindi cosa scegliamo di fare? Far arrivare un ragazzo magari in prima squadra che, giocando in campionato e coppa, mostra una maglia della Lazio con scritto dietro  mussolini? Ma avete idea della montagna di merda che ci arriverebbe addosso? Una bomba dalla quale difficilmente se ne esce fuori. E invece qui si leggono post da libro cuore, sembra che dobbiamo stroncare la carriera di questo giocatore quando potrebbe giocare in qualsiasi altra squadra. Faccio solo notare che quando ci sommergeranno di merda poi non esisteranno più le uscite alla madre teresa di calcutta di stasera, non esisteranno più i topic tipo questo, non  si potra più venire a scrivere "ci siamo stufati di questa nomea, basta", poi dovremmo solo fare pippa e sorbirci tutto perché lo abbiamo voluto noi, tenetelo bene a mente.

Adler Nest

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Molti dicono che se ne parla adesso perché ha compiuto 18 anni.
Ma di Koulibaly se ne è parlato prima.
Idem di Raul Moro.
Molti dicono che se lo è scelto quando gli è stato dato (imposto) che aveva 8 mesi....
Un processo alle intenzioni da isteria che ha portato ad esasperare i toni.
Io propongo di stendere un velo su sta cosa .
Fate colazione , magari mangerete quei biscotti così buoni che allietano le nostre giornate...
Se solo sapeste il nome dei forni con cui vengono cotti......

adiutrix

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Per capire, perché non è ancora chiaro ma il ragazzotto il doppio cognome l'ha chiesto lui o gli è stato messo da baby?

AquilaSlovacca

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Citazione di: Barabba Terzo il 03 Feb 2021, 01:14
Ogni tanto guardare la luna invece del dito potrebbe essere utile.
era giusto una proposta
per non farci chiacchierare dietro su questi argomenti... mica per niente

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LuloFr

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Citazione di: adiutrix il 03 Feb 2021, 08:15
Per capire, perché non è ancora chiaro ma il ragazzotto il doppio cognome l'ha chiesto lui o gli è stato messo da baby?
da quello che si legge sopra, glielo hanno messo quando aveva 8 mesi.
comunque qui non si parla dei "giornalisti" che parlano di Lazio?
per gli altri commenti non c'è la sezione temi?

Adler Nest

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Citazione di: adiutrix il 03 Feb 2021, 08:15
Per capire, perché non è ancora chiaro ma il ragazzotto il doppio cognome l'ha chiesto lui o gli è stato messo da baby?
la seconda.
A 18 anni si è fatto aggiungere gott mit uns

adiutrix

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Citazione di: LuloFr il 03 Feb 2021, 08:19
da quello che si legge sopra, glielo hanno messo quando aveva 8 mesi.
comunque qui non si parla dei "giornalisti" che parlano di Lazio?
per gli altri commenti non c'è la sezione temi?

però se un giornalista scrive che un tesserato della Lazio, appena è diventato maggiorenne  è andato di corsa al comune per aggiungere il secondo cognome, credo che questo sia il topic giusto.

MisterFaro

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Citazione di: adiutrix il 03 Feb 2021, 08:33
però se un giornalista scrive che un tesserato della Lazio, appena è diventato maggiorenne  è andato di corsa al comune per aggiungere il secondo cognome, credo che questo sia il topic giusto.

Esatto, purtroppo il giornalista di merda si merita che parliamo di quello che ha scritto


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Adler Nest

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Mussolini, la Lazio è casa «Qui sono solo Romano» (Il Messaggero)

IL PERSONAGGIO

ROMA Il giorno dopo la eco è stata enorme. Mussolini alla Lazio è rimbalzato ovunque. Romano però è abituato al clamore mediatico. Nonostante abbia solo 18 anni è già grande. Contattato direttamente dimostra grande maturità: «Problemi per l'articolo su Il Messaggero? No, nessuno», risponde serenamente. Così come la mamma Alessandra: «Per noi non c'è stato nessun problema. L'articolo riportava solo fedelmente la verità. Però le ripeto che io sulle cose di mio figlio non voglio entrare». D'altronde è la normale logica di tutte le mamme alle prese con figli 18enni e per giunta calciatori. Il cognome è ingombrante ma lui tiene a chiarire una cosa: «Alla Lazio vengo giudicato solo per come so giocare e non perché di cognome faccio Mussolini». Che poi a dirla tutta il cognome del padre è Floriani ma lui, come testimoniano le distinte di gara, ha deciso di utilizzarli entrambi. In Italia è possibile da di versi anni. La proposta di legge risale addirittura a 40 anni fa. Dicevamo del peso di essere il pronipote del Duce. Alla Lazio ha trovato un ambiente severo ma giusto. Tutti lo hanno sempre giudicato come Romano (così lo chiamano da sempre i compagni e l'allenatore). E lo testimoniano i due anni in cui non riusciva a trovare spazio. Così come la parentesi di sei mesi in cui venne dato in prestito a gennaio 2018 alla Vigor Perconti. Ha lavorato sodo e ora sta raccogliendo i frutti di quel lavoro. Lo scorso anno titolare nell'Under 17 (14 presenze e un gol, quello del 4-0 nella cinquina rifilata al Pisa), poi il salto nell'Under 18 e le due convocazioni nella Primavera di Menichini: la prima il 23 gennaio, in occasione della sconfitta contro il Milan, la seconda sabato scorso nel ko con la Juventus. Dove, va sottolineato, è rimasto in panchina. Un premio al suo lavoro e un primo assaggio di quello che potrebbe essere. «Spero prima o poi di fare anche l'esordio» ci confida.
IL TECNICO
«Un problema il suo cognome? Non ho mai parlato con i genitori, non si sono mai interessati dell'andamento sportivo del ragazzo. Per me il cognome non influisce, in campo va chi merita. È un bravo ragazzo, faceva parte già del gruppo prima che arrivassi io. È molto bravo a scuola, dimostra grande intelligenza», rimarca Mauro Bianchessi responsabile del settore giovanile biancoceleste. Che poi aggiunge: «Un ragazzo veramente umile, un grandissimo lavoratore che non si è mai lamentato anche se per due anni non ha giocato un minuto. A me piaceva e piace ancora, è un tardivo, un longilineo, e i longilinei arrivano sempre dopo. Secondo me non è ancora pronto ma ha ancora margini di crescita e può uscire un giocatore vero». Sulla questione è intervenuto anche Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote di Benito, nipote di Alessandra e cugino di Romano: «Dato che gioca per la prima squadra della Capitale, sulla maglietta può metterci Romano. Ma cambierebbe poco o nulla. Da laziale, spero comunque che sia davvero bravo e che abbia una lunga e luminosa carriera».
Emiliano Bernardini

Più maturo di molti di noi.
Adesso possiamo passare oltre?

Millenovecento Lazio

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Ripeto, una madre disinteressata non può fare un'operazione del genere, nel mettere quel cognome a un baby di otto mesi. Questa cosa già ci dice tutto sull'opportunismo della signora Mussolini.
Adesso tocca a lui.
Se decide di portarsi dietro il suo secondo cognome, cosa lecita in democrazia, faccia pure. Ma la S.S. Lazio dovrebbe impedire che figuri nelle sue maglie. Pena la catastrofe planetaria in termini d'immagine della società.
A parte ovviamente la costoletta di fasci che già nelle radio stamani sono intervenuti dicendo che per loro "sarebbe un onore".  :S






AquiladiMare

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Citazione di: Millenovecento Lazio il 03 Feb 2021, 08:53
Ripeto, una madre disinteressata non può fare un'operazione del genere, nel mettere quel cognome a un baby di otto mesi. Questa cosa già ci dice tutto sull'opportunismo della signora Mussolini.
Adesso tocca a lui.
Se decide di portarsi dietro il suo secondo cognome, cosa lecita in democrazia, faccia pure. Ma la S.S. Lazio dovrebbe impedire che figuri nelle sue maglie. Pena la catastrofe planetaria in termini d'immagine della società.
A parte ovviamente la costoletta di fasci che già nelle radio stamani sono intervenuti dicendo che per loro sarebbe un onore.  :S

Sinceramente dare pressioni a questo ragazzo per via del bisnonno mi sembra come minimo squallido...


Tarallo

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Citazione di: Millenovecento Lazio il 03 Feb 2021, 08:53
Ma la S.S. Lazio dovrebbe impedire che figuri nelle sue maglie. Pena la catastrofe planetaria in termini d'immagine della società.

E' vero, siamo OT, se la signorina vuole spostare o creare un altro topic faccia pure.

Ma qui sta il busillis. Deve vincere l'ideale di libertà di espressione e diritto del giovane a chiamarsi come vuole, elevando il dibattito a una superiorità basata sui principi e sulla separazione dello sport dal becero opportunismo politico e giornalistico, o deve vincere la realpolitik che vedrebbe quella maglia con quel nome su tutti i siti del mondo con la foto di Di Canio con la mano a paletta a conferma di quello che si sapeva già, e cioè che la SS Lazio non è che una estensione del defunto partito fascista degnamente rappresentata da una curva nera e fiera di esserlo, col marchio che diventerebbe ufficiale a imperitura memoria e le orde di fascisti del terzo millennio in curva tutti a indossare una maglia di cui essere fieri?

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adiutrix

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se mai succederà, ci potrebbe mettere il nome del cugino sulla maglietta, Caio Giulio Cesare.
Poi si che i francesi si incazzano...  :)

Tarallo

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* 111.509
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Citazione di: Barabba Terzo il 02 Feb 2021, 22:42
Mi raccomando, usa questo potere immenso con parsimonia e rettitudine :)


AquiladiMare

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Citazione di: Tarallo il 03 Feb 2021, 09:00
E' vero, siamo OT, se la signorina vuole spostare o creare un altro topic faccia pure.

Ma qui sta il busillis. Deve vincere l'ideale di libertà di espressione e diritto del giovane a chiamarsi come vuole, elevando il dibattito a una superiorità basata sui principi e sulla separazione dello sport dal becero opportunismo politico e giornalistico, o deve vincere la realpolitik che vedrebbe quella maglia con quel nome su tutti i siti del mondo con la foto di Di Canio con la mano a paletta a conferma di quello che si sapeva già, e cioè che la SS Lazio non è che una estensione del defunto partito fascista degnamente rappresentata da una curva nera e fiera di esserlo, col marchio che diventerebbe ufficiale a imperitura memoria e le orde di fascisti del terzo millennio in curva tutti a indossare una maglia di cui essere fieri?

Deve vincere la libertà di ogni individuo, deve vincere la responsabilità delle proprie azioni, non di quelle degli avi.

Buckley

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Citazione di: Tarallo il 03 Feb 2021, 09:00
E' vero, siamo OT, se la signorina vuole spostare o creare un altro topic faccia pure.

Ma qui sta il busillis. Deve vincere l'ideale di libertà di espressione e diritto del giovane a chiamarsi come vuole, elevando il dibattito a una superiorità basata sui principi e sulla separazione dello sport dal becero opportunismo politico e giornalistico, o deve vincere la realpolitik che vedrebbe quella maglia con quel nome su tutti i siti del mondo con la foto di Di Canio con la mano a paletta a conferma di quello che si sapeva già, e cioè che la SS Lazio non è che una estensione del defunto partito fascista degnamente rappresentata da una curva nera e fiera di esserlo, col marchio che diventerebbe ufficiale a imperitura memoria e le orde di fascisti del terzo millennio in curva tutti a indossare una maglia di cui essere fieri?
se la Lazio schierasse il nipote di Togliatti, uscirebbero comunque gli articoli "che ci fa un Togliatti in una squadra di fascidemmerda?" e gli darebbero del rinnegato. L'aereo della Lazio, gli stipendi pagati in anticipo, tutti fatti positivi distorti e divenuti negativi. Il discorso tuo sarebbe valido se la guerra alla Lazio si basasse su eventi e fatti reali. Cosi' non e'. E temo che alla gente interessi ben poco sapere dove sta la verita'. Se si colpisce il nemico e se ne possono ricavare vantaggi, si assiste con piacere alla gogna mediatica per gli altri. Se si lascia il controllo dell'editoria in poche mani, questo e' il risultato. E' il conflitto di interesse.

Pergianluca

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Citazione di: Tarallo il 03 Feb 2021, 09:00
E' vero, siamo OT, se la signorina vuole spostare o creare un altro topic faccia pure.

Ma qui sta il busillis. Deve vincere l'ideale di libertà di espressione e diritto del giovane a chiamarsi come vuole, elevando il dibattito a una superiorità basata sui principi e sulla separazione dello sport dal becero opportunismo politico e giornalistico, o deve vincere la realpolitik che vedrebbe quella maglia con quel nome su tutti i siti del mondo con la foto di Di Canio con la mano a paletta a conferma di quello che si sapeva già, e cioè che la SS Lazio non è che una estensione del defunto partito fascista degnamente rappresentata da una curva nera e fiera di esserlo, col marchio che diventerebbe ufficiale a imperitura memoria e le orde di fascisti del terzo millennio in curva tutti a indossare una maglia di cui essere fieri?
Tara', premesso che la alternativa secca (con associato scenario apocalittico) che poni mi sembra un po' forzata, io non avrei dubbi nello scegliere la prima delle due opzioni.
Ci facciamo vanto, a ragione, per essere storicamente una società sportiva aperta, multiculturale, non identificabile con questa o con quell'idea, la cui storia è stata fatta da uomini di mille estrazioni e mille provenienze e poi, con un ragazzino di diciotto anni sbattutto sul giornale per questioni di mero opportunismo, ci pieghiamo alla logica del più bieco pregiudizio per ragioni (eventuali) di real politik, ossia di pragmatismo egoistico?

MisterFaro

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Sarà l'effetto Rao ma per ora vedo molti articoli che trattano questo fatto di costume di avere un ragazzo di cognome (al 50%) "mussolini" in maniera anche utile per l'immagine della Lazio, almeno non dannosa.

Molti menzionano che prima di venire da noi a giocato con i dirimpettai, alcuni arrivano anche a specificare la distanza della SS Lazio dal fascismo.

Ieri c'era stato questo:


Da  Il Messaggero
LAZIO, UN MUSSOLINI IN PANCHINA

IL PERSONAGGIO


C'è un Mussolini che gioca con la Lazio. No, nessun caso di omonimia. La discendenza è diretta: è il pronipote del Duce. Figlio di Alessandra e di Mauro Floriani. Cognome pesante. Un luogo comune spesso abusato e rigettato dalla gran parte del popolo biancoceleste che nell'equazione laziale=fascista non si ritrova. Ma tutto questo non tocca Romano che per la politica non ha nessuna passione. Pensa solo al calcio.
...
Emiliano Bernardini


==> "laziale=fascista" luogo comune rigettato dalla gran parte del popolo biancoceleste


Oggi questo:


Romano, figlio della Mussolini talento 18enne della Lazio (Corriere della Sera)

...
Romano Floriani Mussolini, oltre a due cognomi, ha anche sei nomi, tra cui Benito. Al quale una frangia di tifosi della Lazio si è ispirata spesso, procurando non pochi guai alla società di Lotito. Ma al ragazzo importa giocare a pallone.
...
Stefano Agresti


==> Specifica che quella fascista è una frangia della tifoseria laziale e che ha creato problemi alla Lazio, altro che vicinanza



Più altri articoli in cui si fa simpaticamente notare che

"sulla maglietta potrebbe metterci anche solo Romano, visto che gioca per la prima squadra della Capitale"


Se "siamo" bravi e se il ragazzo non farà stronxate questo fatto può rivelarsi utile
Poi se il ragazzo migliorerà e diventerà un giocatore di calcio ancora meglio, per lui e per noi.





PS: ho messo i nomi degli autori degli articoli perché a chi scrive correttamente (non ci siamo abituati) è giusto riconoscerglielo


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vaz

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Citazione di: Pergianluca il 03 Feb 2021, 10:12
Tara', premesso che la alternativa secca (con associato scenario apocalittico) che poni mi sembra un po' forzata, io non avrei dubbi nello scegliere la prima delle due opzioni.
Ci facciamo vanto, a ragione, per essere storicamente una società sportiva aperta, multiculturale, non identificabile con questa o con quell'idea, la cui storia è stata fatta da uomini di mille estrazioni e mille provenienze e poi, con un ragazzino di diciotto anni sbattutto sul giornale per questioni di mero opportunismo, ci pieghiamo alla logica del più bieco pregiudizio per ragioni (eventuali) di real politik, ossia di pragmatismo egoistico?
Perfetto: grazie esprimi il mio pensiero.

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