Non dimenticherei la madre di tutte le porcate, ossia il calcioscommesse 1980. A beneficio dei più giovani giova ricordare la vicenda, che ruotava attorno ad un ristorante romano, frequentato dai calciatori di Roma e Lazio. Il suo gestore e un suo amico fornitore, soliti scommettere con il totonero, pensarono ad un certo punto di fare il grande salto truccando le partite e, ovviamente, scommettendo sull'esito dei match combinati. Nello scandalo finirono coinvolti, tra gli altri, giocatori della Lazio, diversi ex giocatori della Roma che (guarda un po'...) quell'anno giocavano altrove, ma "casualmente" nessun giocatore della rosa di quell'anno delle merde.
Sembrerebbe che siccome la truffa era andata tutt'altro che bene (spesso gli esiti concordati non si verificavano e i due sovente piazzavano scommesse anche per conto dei calciatori, oltreché per sè stessi), il ristoratore e l'amico, ormai rovinati e inseguiti dagli allibratori clandestini, prima di denunciare il tutto alla Procura della Repubblica, fossero andati a bussare alle porte delle società a cui appartenevano i giocatori coinvolti, chiedendo soldi in cambio del silenzio nei confronti dei loro tesserati. Alla luce della singolare coincidenza di cui sopra, vi lascio fare uno più uno due.