Citazione di: sharp il 11 Feb 2021, 23:21
ho letto quello che riporta precisione riguardo ai giornali dell'epoca, però sinceramente io le polemiche me le ricordo,
e me le ricordo subito dopo la tragica morte del ragazzo (cioè prima della partita)
anche io mi ricordavo di polemiche per non aver permesso il rinvio della partita.
La tragedia avvenne il venerdì sera prima della partita domenicale con la asmafia.
Ho trovato qualche articolo de La Repubblica di quei giorni in cui viene scritto, che il Bologna aveva chiesto, anche se non ufficialmente, che la partita venisse rinviata. Ci sono articoli del giorno stesso della partita e quindi di dichiarazioni fatte il sabato.
Dunque il Bologna ha chiesto timidamente ma qualcuno gli ha fatto capire che non sarebbe stato possibile.
La asmafia stava già a Bologna e avrebbe giocato il giovedì successivo in Uefa(cosa che non ricordavo, pensavo che non erano andati in coppa quell'anno). Qualcuno ha detto no al tentativo di rinvio, dimostrando insensibilità, appellandosi al regolamento, la merda? o l'allora Lega? la stessa Lega che avrebbe cambiato i regolamenti in corsa di quel campionato per favorire una particolare squadra.
Io comunque ricordavo la As mafia.
questo è un passaggio di un'articolo del giorno della partita:
"Qualche istante a fissare quei mazzi di fiori col nastrino rossoblù e quelle sciarpe della curva arrotolate sul guard rail assurdamente monco contro il quale il loro giovane amico ha lasciato la vita. «Vorremmo saltare questa partita con la Roma a piè pari mormora Oreste Cinquini con un filo di voce, gli occhi umidi ma purtroppo non si può. La testa è altrove, la squadra è sconvolta e esterrefatta». Il doveroso e insostenibile compito di ricordare Niccolò tocca al direttore generale rossoblù, sinceramente distrutto dall' accaduto."
questo è il link
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/02/11/oggi-avrebbe-giocato.html?ref=searchquesto è un altro passaggio di un altro articolo, dopo la partita
"C' è chi avrebbe detto no. «Quella partita, con la Roma, non volevamo e non dovevamo giocarla. Ma il circo e lo spettacolo devono andare avanti: è gravissimo che non si sia nemmeno posto il problema». Guidolin racconta con forza il disagio di una squadra costretta a scendere in campo riassumere tutto il proprio dolore per la scomparsa di Niccolò Galli, in un lutto al braccio. L' ha spiegato in tv a «Squola di calcio», lunedì sera, seguendo un ragionamento che va ben oltre il risultato: «Per noi sarà comunque un campionato di 33 partite, quella di domenica non conta. Vorrei essere chiaro: non è perché abbiamo perso, con la Roma ci sta di perdere, in qualsiasi situazione. Il mio pensiero è un altro: noi, noi che apparteniamo al mondo del calcio, abbiamo tanti doveri. Cose giuste, legittime, perché siamo superpagati. Credo però che avremmo il diritto di non entrare in campo se non ce la sentiamo, a 48 ore da una tragedia così». Di fatto il Bologna non ha presentato una richiesta ufficiale per lo spostamento, ma aveva provato a capire se fosse possibile farla. Nel campionato primavera, ad esempio, la partita è stata rinviata. Ma per la serie A, non essendo previsto dal regolamento (già, lo spirito delle leggi) ed essendoci soprattutto la Roma, i diritti tv, le coppe, il calendario, era impossibile. «Il nostro mondo ha perso un' occasione per mostrare che abbiamo dei valori: invece non c' è più coscienza. Di fronte ad un dramma la priorità è che non si riuscirebbe poi ad incasellare una partita. Io non ho soluzioni, dico solo che se continuiamo ad accettare tutto, senza nemmeno denunciare il nostro malessere, le cose non cambieranno mai»"
e questo e il link
https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/02/14/rabbia-guidolin-quella-partita-andava-rinviata.html?ref=searchho trovato solo questi di repubblica come archivi, altri archivi vogliono l'abbonamento.