Questa settimana volge al termine. Per la prima volta, colpito dal clamore e dalle reazioni scomposte dopo Lazio-Inter, ho perso un po' di tempo dietro al circo intorno al calcio. Poi Inter-Roma ci ha messo un bel carico. Teatrino deprimente, ma istruttivo. I protagonisti cambieranno, e alcuni cambieranno faccia. Ma la tabellina che segue mi permette di valutare il coefficiente di Idiotina dei vari personaggi. E' un documento riservato, in effetti, ad uso e consumo del prof. Rooney e del team che studia l'Idiotina (cui si è aggiunto, con mio sommo gaudio, il dr. Barbas, degno partner dell'esimio prof. Pasculli). Però credo di far cosa gradita pubblicandone alcuni stralci.
cavia MARI1
Non so perché rientri in questo elenco. Sicuramente tale personaggio non ha alcuna valenza al di là del GRA, altrettanto sicuramente non è Idiotino-dipendente. E' freddo, lucido, conosce bene l'Idiotina e sa come acquisire credito presso il popolo bue sparandole sempre più grosse, insinuando, minacciando, provocando. E' facile da evitare, basta non ascoltarlo, però consiglio caldamente pochi minuti di ascolto al giorno. Avete problemi di autostima? Vi sentite inferiori? Ascoltare lui, i suoi sodali, gli ospiti e gli ascoltatori che intervengono, sarà per voi un toccasana. Vi sentirete immediatamente meglio, superiori, più colti e più belli.
I TELECRONISTI (RAI-SKY)
Che questi personaggli siano o meno tifosi della Roma è poco interessante. Le loro passioni sportive - trattandosi di servizio pubblico o comunque a pagamento - dovrebbero garantire un commento al di sopra delle parti. Ma nun gliela fanno. Che poi il telecronista è sostanzialmente inutile. Ci dovrebbe dire quello che vediamo, o magari anche quello che non vediamo, da un'ottica diversa, direttamente dal campo. Dato che si vede meglio in tv (specialmente rispetto all'Olimpico), in pratica lui, guardando la tv, ci dice cosa stiamo guardando in tv. Utile... ma tanto tanto fosse solo un cronista, invece no, deve dare la sua interpretazione, inzeppare il suo "commento" di aggettivi ed iperboli. Un sospetto di Idiotino-dipendenza in alcuni soggetti è evidente. Altri non ne hanno bisogno. La mamma li ha fatti così, e poi bisogna pur sopravvivere...
GIORNALISTI
Mi rendo conto che Bruno Roghi, Gianni Brera, Gianni Mura, Paolo Liguori ed Emilio Marrese sono tutti giornalisti, quindi l'analisi della categoria è complicata. In questi giorni si è assistito ad una competizione nella competizione, in due categorie distinte: informazione ed opinione. L'informazione pareva facile, ci sono una serie di agenzie, basta fare cut and paste. Sé, pare facile. Sò boni tutti. L'arte è quella di mischiare creativamente fatti ed opinioni, in modo che la gente non capisca più dove sono gli uni e dove le altre. Le due categorie quindi convergono parallelamente. Fatti scomodi finiscono in fondo, qualora non cancellati, nel miglior stile del Miniver di orwelliana memoria. A proposito di Orwell, lui affermava che "la vera libertà di stampa è dire alla gente ciò che la gente non vorrebbe sentirsi dire". Se ne deduce che da noi la libertà di stampa è un optional. Se uno si compra il Romanista o il Corriere dello Sport, sa da prima cosa ci trova. Chi vi cerchi un commento equilibrato ed indipendente, è come se cercassimo una critica al Berlusca su Libero o sul Giornale, o alla Lega sulla Padania. Sono giornali di partito, così come il Romanista e il Corriere dello Sport. Altre testate sono abbastanza leggibili. Fuori dalla regione, la Roma è quello che è. Un foruncolo sul culo dell'Italia. Risulta fastidioso l'accostamento tra città e squadra, che qui si tenta con tutti i modi di avvalorare. Ma l'analisi, che sarebbe un diritto-dovere di un giornalista, è faticosa, quindi è più facile far passare tutti i romani come famiglie di Cesaroni. Però quello che merita maggior considerazione sono le testate locali (Tempo e Messaggero) e le redazioni romane dei quotidiani nazionali. Qui troviamo uno schieramento e un'unanimità plebiscitaria di un Iran o di un'Unione Sovietica. Dire alla gente ciò che non vorrebbe sentirsi dire? Scherziamo? La mia redazione è tappezzata di poster daa maggica, l'idiotinizzato in attesa della sua dose vuole leggere delle ultime stimmate del cappetano, io sò daa maggica, me pagano pure per questo, domanda ed offerta si incontrano. Opinione indipendente e super partes? Ma tornatene a Formello, come direbbe il Caracciolo. E non è che noi non si accetti critiche, è che non vorremmo leggerle a firma di un Fedayn in doppiopetto...
OPINIONISTI
Gli opinionisti sono una new entry nelle professioni. Io non so fare un cazzo, ma metto il naso ovunuque. Mi è richiesta solo arroganza, assoluto disprezzo delle opinioni altrui, incompetenza ai massimi livelli, meglio se accompagnata da volgarità, ancor meglio se urlo. Poi ci si stupisce se tra gli opinionisti allignano i romanisti. Eccelso in questo è il Mughini, ignoto ai più se non per la sua prosopopea, gli occhiali e una juventinità che mi fa pensare some esista un ceppo di Idiotina sintetizzato per gli juventini. Oggi come oggi, odia l'Inter, quindi ama la Roma, quindi odia la Lazio, e le augura tutto il male possibile. Tale profondità di solito verso i nove anni lascia il posto ad un pensiero più strutturato. Ma l'Idiotina può fare questo ed altro.
Mi trovo imbarazzato sulla scelta della categoria in cui inserire Paolo Liguori. Ha il tesserino da giornalista, mi risulta addirittura diriga un telegiornale, ma sguazza allegramente tra un'ospitata e l'altra. Ogni tanto si ricorda di saper scrivere. L'ossequio al calcione di Totti riferito su queste pagine è la gemma di una carriera. Ne abbiamo discusso col prof. Rooney. E' assolutamente impossibile che questi capolavori possano essere scritti in assenza di dosi da cavallo di Idiotina. Non c'è la viscida raffinatezza di un Renga, che si districa tra le righe per i suoi peana giallorossi, ma al quale si richiede conoscenza della realtà per poterla travisare ad arte. Qui c'è l'assoluto. Gli scenziati che - con mezzi di fortuna - si affannavano negli anni '20 in oscuri scantinati nella sintesi del prodotto, oggi si stringerebbero la mano soddisfatti, per i risultati eccezionali che hanno raggiunto.
IL GHOST WRITER DI TOTTI
Solo due righe. Complimenti. Ce ne vuole per tradurre su carta, con profusione di aggettivi, il pensiero originario del Pupone: "Boh".
POLITICI
Per i politici vale il discorso fatto sui giornalisti, con l'aggravante che questi dirigono la nostra nazione. Non è il caso di soffermarsi sulle malefatte di questa categoria, così come bisogna rifiutare le generalizzazioni. Ma le loro reazioni (o almeno quelle di una parte di loro) dopo Lazio-Inter ci portano considerare che, se affrontano i problemi della Nazione in questo modo, sarebbe opportuno segnarsi i loro nomi al momento di votarli. E' non è perché attacchino la Lazio. E' per la mancanza di senso critico, per lo sgomitare in cerca di un po' di notorietà, per il fatto che le passioni sportive - guarda caso, sò tutti daa maggica - facciano loro dimenticare quello che sono: impiegati pagati da noi per rappresentarci. Tutti. E' l'effetto secondario - il più grave - dell'Idiotina. La foto dell'on. Gasparri allo stadio Olimpico dovrebbe far riflettere tutti in cabina elettorale, anche i romanisti. Se non fosse che...
NOI
Poi ci siamo noi. Last but not least. A lungo ho ponderato se fossimo diversi, noi e loro. Non parlo degli ultras, quelli meritano un discorso a parte. No, un normale impiegato delle Poste laziale e romanista. Fisiognomicamente, identici. Ma andiamo un po' nel suo ufficio. Il romanista ha il poster del cappetano, lo sfondo del desktop con la Lupa, per carità di patria evito di parlare della sua macchina. Sfotte il laziale, di solito non da solo, sono in tanti e si danno coraggio l'un l'altro. La domanda è: sono romanisti perché prendono l'Idiotina o prendono l'Idiotina perché sono romanisti? Esiste un "homo trigoriensis" e un "homo lazialis"? Dopo lunghi studi, la mia teoria è questa: in partenza siamo tutti uguali. Poi a scuola c'è chi ha più bisogno di far parte di un gruppo per affermare la propria identità. Gli amichetti vanno a scuola con la maglietta daa maggica, hanno il diario del cappetano, sono di più. Meglio prendere in giro il lazialotto che è da solo, no? Dandosi di gomito, ridacchiano e sfottono. Qui l'Idiotina assume un ruolo pedagogico importante. Al momento della formazione della personalità, qualcuno potrebbe farsi delle domande. L'Idiotina dà le risposte, pronte ed impacchettate. Parliamo di calcio, una società si distingue per la sua storia, per le sue tradizioni. Non è opportuno che si sappia troppo della storia, e della nascita dell'A.S. Roma. Ho conosciuto ragazzi romanisti convinti che la Roma fosse nata prima, non sanno nulla e in definitiva non gliene frega nulla. Vivono nel presente, un maggico presente fatto di cappetani e scudetti morali.
Il Laziale si deve difendere. E' abituato fin da piccolo, geneticamente prova diffidenza nei confronti del gregge. Sviluppa curiose affinità verso chi è emarginato, gli irlandesi, gli scozzesi, le minoranze. Alle volte è anche fascista, spesso per ribellione contro l'omologazione. Non mi si fraintenda, ma siamo stati tutti a scuola. E c'è stato un lungo periodo in cui a scuola se eri di destra prendevi le sveglie. Non entro nel merito di nazisti e apologie del Ventennio. Parlo di reazione epidermica all'ideologia totalizzante del momento. Probabilmente se fosse vissuto durante il Ventennio sarebbe stato socialista o comunista. A pelle.
Poi cresce. Idiotin-free, si guarda intorno e non sa se ridere o piangere. Struttura la sua personalità, e vede intorno a sé greggi che continuano ad aver bisogno di esibire i propri colori, per esistere. Non è vero, infatti, che siamo molti di meno. Ma siamo più silenziosi. Non abbiamo bisogno di girare con le magliette col numero dieci di mercoledì, sappiamo di essere laziali anche se la nostra auto non gronda di bruchi o di lupetti attaccati allo specchietto, versione trigorica dell'Arbre magique (magique, come aa maggica).
Dopo ancora, vive, lavora, si confronta con il tessuto sociale della città. Ma i giochi sono fatti. Ha rifiutato l'Idiotina da piccolo, vede il Re nudo, ne ride. Lo so, è confortevole essere coccolati e vezzeggiati in continuazione da stampa, tivvù, fiction e pubblicità, ma noi semplicemente non ne abbiamo bisogno, per essere noi stessi. Una squadra di calcio ti dà felicità o sofferenza, e di sofferenza ne abbiamo avuta, oh se ne abbiamo avuta! Loro no, loro hanno sempre vinto pure quando perdevano, perché il loro mondo è fatto di scudetti morali e di complotti del Palazzo, sfidano imperterriti il ridicolo, l'Idiotina è il loro Lexotan, non hanno ansie. Non sapendo perdere (non perdono mai), non sanno nemmeno vincere. Le rarissime volte che vincono, non si tengono. Esagerano, certi dell'impunità, possono fare quello che vogliono, ci sarà sempre un benevolo papà Liguori o sorridenti esponenti della classe politica che abboneranno loro ogni peccato, in nome daa maggica. A reti unificate.
Pensate se la Roma non esistesse, e la cavia mari1 fosse il nostro Profeta, se straccio, Cerqueti, Caressa, Marrese, Cento, Gasparri, Caracciolo e compagnia danzante si sperticassero in lodi del cappetano biancoceleste, se i Cesaroni fossero Ultras della Curva Nord, se noi fossimo identificati con la romanità becera, vanaglioriosa, arrogante dei film di Verdone, se il prefetto Serra coprisse le malefatte dei nostri ultras con benevole benedizioni (la Santa Puncicata), se non fossimo in grado di ridere di noi stessi ma solo di deridere gli altri, se avessimo già vinto una ventina di scudetti morali, se ci fosse in edicola il Laziale... ogni tanto ci penso, rabbrividisco. Nelle mie imperfezioni, nei miei errori, nelle imperfezioni, errori, tragedie e folli momenti di felicità della mia squadra mi ci riconosco. La sento mia, ma è un sentimento individuale, che non esibisco per pudore, come l'amore per la mia donna. Non ne ho bisogno. Grazie Idiotina, grazie Foschi. Grazie Roma.
Ad maiora. Guy.