Il nostro Italia-Germania 4-3.
La Partita. L'unico giorno nella mia lunga storia di spettatore in cui allo stadio vidi davvero la paura di tanta gente che aveva nel cuore e nella testa l'idea che quella poteva essere la nostra ultima partita.
Il brano "Un amore cosi grande", quel prepartita carico di ansia che sembrava presagire un funerale.
Quello stadio con qualche migliaio di persone oltre la capienza, neanche uno scalino libero nelle file basse livello campo.
Poi l'Urlo. Quell'urlo terribile, liberatorio, mai più risentito, quella tensione repressa, animale, scaricata in ogni modo, ricordo gente spingersi darsi pugni prendere a calci i seggiolini, piangere, urlare.
L'urlo di chi era caduto nell'inferno e ne è uscito vivo.