Citazione di: JSV23 il 02 Ago 2021, 10:56
Durmisi era un ottimo giocatore.
Come abbia potuto fare questa fine è un mistero sinceramente (o no? Problemi alla schiena).
Guarda, al di là degli equivoci tecnico-tattici (che possono esserci) e dei problemi fisici (che possono nascere), dalle letture di qualche addetto ai lavori, mi sono fatto l'idea che in casi simili un aspetto molto spesso sottovalutato in sede di critica è quello psicologico. Che per un atleta di alto livello è veramente tutto - purchè ci siano la salute e almeno dei discreti mezzi tecnici.
Da quando il mercato dei calciatori si è allargato considerevolmente, questi sportivi si spostano da una parte all'altra d'Europa (e del mondo) con disarmante facilità. Ma non è semplice mettere le radici in posti sempre diversi; a volte lontani da casa e dagli affetti; ed entrare in sintonia con ambienti, culture e club spesso molto differenti tra loro. Perderti - e a volte affossare la propria carriera, che non tutti poi sanno rilanciare - è un attimo: può bastare una scelta sbagliata. Ti manca la fiducia dell'ambiente, dell'allenatore, della dirigenza, vieni messo da parte per anni, cominci a peregrinare senza meta e rischi di vanificare tutto (o quasi). Poi è chiaro: magari, è tutto un problema tecnico; non sei semplicemente all'altezza di un certo livello. Ma non sempre è così.
Sono tanti i fattori che permettono il successo. Tra questi, probabilmente il più difficile da valutare in sede d'acquisto è il carattere. Chi non impara la lingua; chi soffre la concorrenza; chi ha problemi personali; chi non lega coi compagni; chi sta sempre a casa e non esce mai; etc, etc.
Queste cose, generalmente, non si valutano sui giornali ed in sede di critica - come normale che sia. Ma chi fa questo mestiere (allenatori, d.s., calciatori, etc) ne parlano spesso.
I casi di giocatori che cambiano dal giorno alla notte - specie quelli di livello medio, in bilico tra l'esercito dei mestieranti e il pugno di buonissimi giocatori - come al solito sono innumerevoli.