Citazione di: FatDanny il 15 Ago 2021, 09:05
Forum dei tifosi della squadra di calcio della Lazio, cosa c'entra la difesa ad oltranza dell'operato di un dirigente?
Sarebbe come dire che siccome tifo Italia alle olimpiadi devo difendere malagó a spada tratta.
Che la proprietà abbia lasciato ampio margine al dirigente in questione lo dimostrano tante cose. Fatti, non opinioni. Dal mercato alla gestione sportiva più ampia (primavera, tanto per dirne una).
E si continua anche sul refrain delle poche risorse quasi non fosse cambiato nulla da dieci anni a questa parte, come se la Lazio non avesse invece investito circa 30 mln a stagione negli ultimi anni.
Rispondere alle critiche attraverso i successi passati equivale a rispondere agli elogi ricordando vignaroli e postiga.
Sono modi per affermare una narrazione tramite cui i dirigenti diventano incriticabili.
Anche sul lavoro: tu ti occupi di antivirus, che ne sai delle difficoltà che affronta il direttore generale?
L'espertismo è altrettanto pericoloso, un'arma incredibilmente potente per il mantenimento dello status quo.
Se un perfetto illetterato fa un discorso logico sul lavoro del più grande scienziato di tutti i tempi la risposta non può essere "tu che ne sai". Se davvero ci sono argomenti allora basterà citare quelli, altrettanto logici. Se invece si mette in mezzo il divario culturale ciò è segno che forse questi argomenti logici mancano e che quindi l'unica cosa che resta è far valere l'ordine gerarchico.
Quindi, tornando al prosaico mercato, se ci sono argomenti logici alle critiche odierne toccherebbe far valere quelli.
Temo però che siano esattamente questi a mancare, motivo per cui l'unica cosa che resta è ripetere allo sfinimento il grande successo di aver portato Savic o raggiunto la cl.
EDIT: l'ultimo tuo post ne è un perfetto esempio
Il salto logico per cui siccome vogliono il bene della Lazio sapranno sicuramente farlo e non possiamo saperlo noi è una cartina al tornasole.
Potremmo spiegarla a scuola in merito a come si costruisce una propaganda che anestetizza qualsiasi possibilità critica. Non nel calcio, in qualsiasi campo.
È ovvio che nessuno conosce i conti e i fattori come i dirigenti.
È chiaro che i dirigenti non vogliono il male dell'organizzazione in cui operano.
I dirigenti sono per questo incriticabili da parte di qualsiasi soggetto a loro esterno.
Il diritto di critica è sacrosanto, Fat - penso non ci fosse nemmeno il bisogno di ribadirlo, ma per sicurezza l'ho fatto!
Credo che nessuno voglia nascondere gli errori (palesi) di Tare o sminuirne gli effetti sulla mancata crescita delle potenzialità della squadra.
Allo stesso modo, tutti possono parlare di tutto. Siamo su un forum di tifosi. Se cercassimo altro, si affitterebbe un'aula universitaria, chiameremmo degli addetti ai lavori, e organizzeremmo una bella tavola rotonda per un dotto seminario, con tanto di prelibato banchetto (che poi gli ospiti prenderebbero d'assalto alla pausa dei dotti lavori, soprattutto Tare, che sta sempre a magnà).
Tuttavia, cercare di contestualizzare il più possibile (nello spazio e nel tempo) l'operato del nostro direttore sportivo, non credo sia un modo per negarne i limiti e gli errori, quanto piuttosto dare un contributo al confronto, che non si limiti a: "dorme"; "una vagonata di pippe"; "fa cose inspiegabili"; "ha vinto le coppe"; "ha budget limitati (non in assoluto, ma relativamente alle nostre diretti concorrenti questo è assolutamente vero); etc.
La storia professionale di una persona infine (questo, purtroppo, vale soprattutto quando si sale in la scala gerarchica, quanto a tutele; ma non solo, nelle imprese soprattutto medio-piccole e a volte anche in quelle medie, un po' come la Lazio) la storia professionale di una persona può legittimamente essere presa in considerazione, nel valutare il percorso lavorativo di un singolo. Ai freddi numeri della produttività aziendale, possono essere affiancati quelli dell'attaccamento alla causa; della gratitudine umana; dell'affetto personale; etc, etc. Se il tuo datore di lavoro, per sei mesi così così, non cerca di capire cosa succede, dandoti fiducia, e... ti caccia! Beh. Allora aveva proprio ragione Marx (come infatti ne ha per tante cose, per altre invece meno)

Lotito tuttavia è un fervente cattolico, dedito alla dottrina sociale della Chiesa, e dunque è un padrone misericordioso, che sa amare e perdonare.
Insomma.
Nessuno - almeno io parlo per me - vuole mettere a tacere il dissenso, negando la verità - sfacciatamente come nell'Unione Sovietica, o più sottilmente come nelle cosiddette democrazie liberali - per mezzo di una propaganda politica becera.
Piuttosto, si cerca di mettere insieme passato e presente di Tare - in una valutazione complessiva del suo operato, legato non esclusivamente al calciomercato - al fine di arrivare a una valutazione del suo operato la più oggettiva e condivisa possibile, da perfetti dilettanti quali (quasi) tutti noi siamo, in materia.
Viva la Revolucion Sarrista!
Viva El Comandante!