Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

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radar

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Intanto oggi notizie interessanti sulla Repubblica

Il Comune chiede i danni alla Roma
"331 milioni, una montagna di lavoro"


Il danno di immagine calcolato attraverso la chiave di ricerca "lo stadio non si farà" inserita su Google

di Lorenzo d'Albergo

Trascinato in tribunale dal ricorso da 291 milioni di euro presentato da Eurnova e dalla Cpi del tycoon ceco Radovan Vitek, il Campidoglio contrattacca. L'epopea dello stadio a Tor di Valle si chiude con una maxi- richiesta di risarcimento dell'amministrazione capitolina. Una causa nella causa in cui, oltre alle due società che nel corso di un iter lungo più di 7 anni hanno parlato (senza fortuna) con palazzo Senatorio per realizzare la nuovo impianto dei giallorossi, adesso entra anche la Roma. Già, perché il Comune chiede 331 milioni di euro di danni al club giallorosso oltre che ai suoi due ex partner. Nel conteggio c'è di tutto: i soldi per la figuraccia internazionale incassata da Roma Capitale, quelli dovuti per i dirigenti e i funzionari che hanno lavorato a vuoto, le opere pubbliche che la città ha perso. Il controricorso firmato dall'avvocatura capitolina è stato depositato al Tar del Lazio lunedì ed è un j'accuse lungo 30 pagine. Un romanzo burocratico a tinte fosche che ripercorre l'ascesa e il declino del progetto voluto dall'ex presidente giallorosso James Pallotta e cancellato dai nuovi proprietari statunitensi della Roma, Dan e Ryan Friedkin. «Una montagna di lavoro!», esclama il Campidoglio nel documento di cui Repubblica è in possesso. Anni e anni di riunioni che, andando a stringere, non hanno prodotto nulla. L'avvocatura capitolina mette in fila «migliaia di ore di lavoro» e «centinaia di riunioni interne», lo studio trasportistico commissionato al Politecnico di Torino dalla giunta Raggi e la due diligence, la revisione di tutti gli atti, svolta dal dipartimento Urbanistica dopo l'inizio dell'inchiesta su Tor di Valle che portò all'arresto, tra gli altri, del costruttore e titolare di Eurnova, Luca Parnasi. La storia è nota, compresi gli ultimi risvolti: prima la scoperta «della circostanza che i terreni non erano nella disponibilità di Eurnova sin dal 2018 essendo sottoposti a pignoramento immobiliare», quindi l'addio della Roma al progetto e il passo indietro del Campidoglio, uno degli ultimi atti dell'era grillina. Ora il ricorso. «L'amministrazione, la cittadinanza, in questa vicenda è parte offesa», scrive il Comune. Come «centinaia di migliaia di tifosi » e le loro «quote emozionali». Quindi l'accusa: «Eurnova, Cpi e As Roma hanno determinato il naufragio dell'iniziativa e frustrato l'interesse pubblico dichiarato nel 2017». Ecco, allora, la conta dei danni. Il primo è quello d'immagine: la«rilevanza ultranazionale» assunta nel tempo dal progetto di Tor di Valle unita alla mancata realizzazione dell'opera valgono 32,7 milioni di euro secondo l'avvocatura capitolina. La cifra è calcolata in base ai 23,8 milioni di risultati prodotti da Google immettendo la chiave di ricerca «lo stadio della Roma non si farà». Segue il danno per le ore perse dai dipendenti capitolini: quelle dei manager valgono dai 56 ai 63 euro, quelle dei funzionari 22 euro e quelle degli impiegati 11 euro. Il totale fa quasi 2 milioni di euro. Al capitolo opere pubbliche arriva la posta più pesante: il risarcimento sale di 276 milioni di euro in un sol colpo. Tanto valgono il parco fluviale, le golene Est e Ovest, i pontili sul Tevere, la videosorveglianza, la messa in sicurezza dei fossi di Vallerano e Acqua acetosa Ostiense, il ponte ciclopedonale tra la stazione Magliana della Fl1 e l'area dello stadio, la stazione Tor di Valle della Roma- Lido, la riunificazione dell'Ostiense, il recupero della tribuna del vecchio Ippodromo, i parcheggi e il verde pubblico. Interventi che non verranno più realizzati e donati alla città. Alla somma vanno aggiunti anche 9 milioni di euro per il potenziamento della Roma-Lido. Fino a raggiungere il totale di 311.356.733,57 euro. La battaglia legale è appena iniziata.




La trattativa

La mossa dei legali di Gualtieri complica i piani futuri del club

Previsto. Preannunciato nella delibera con cui il Campidoglio ha salutato Tor di Valle e spiegato di essere pronto a tutelarsi in vista di eventuali contenziosi. Ma comunque dirompente: l'ultima mossa dell'amministrazione capitolina ha l'effetto di mettere formalmente uno contro l'altro il Comune e l'As Roma. La notizia arriva a poco più di due settimane dalla stretta di mano tra il sindaco Roberto Gualtieri e Dan Friedkin, presidente dei giallorossi, all'Olimpico prima di Roma-Inter. Secondo le norme Anac, ora che il contenzioso è avviato, le parti non possono più sedersi a trattare. In Comune già da giorni, a prescindere dal braccio di ferro di cui saranno arbitri i magistrati della seconda sezione del Tar del Lazio, si ipotizzano soluzioni alternative. La Roma è sempre interessata a realizzare il suo stadio, guarda all'Ostiense. Due gli obiettivi: l'area degli ex Mercati generali oppure quella all'ombra del Gazometro, di proprietà di Eni. Per la seconda nelle ultime settimane è stato firmato un non disclosure agreement, un patto di riservatezza, per lo scambio delle prime informazioni sul terreno. I Friedkin sono quindi all'opera. Ma, come si ragiona in Campidoglio, potrebbero essere costretti a cambiare pelle: a causa ormai avviata, serve un nuovo contenitore societario. Un altro soggetto che non sia il club per permettere alla dirigenza di Trigoria di riavviare le trattative con Roma Capitale per il post Tor di Valle. Una complicazione in più nella rincorsa al nuovo stadio. Un passaggio delicato, rischioso: in un modo o nell'altro, alla fine gli interlocutori al tavolo saranno gli stessi. Intanto gli avvocati affilano le penne. Roma, Cpi ed Eurnova si preparano a rispondere al ricorso del Comune. I legali di Vitek, come si dice per i corridoi dell'avvocatura capitolina, stanno già preparando la difesa. La società del costruttore ceco potrebbe cercare di sfilarsi subito dalla contesa basandosi proprio sulle 30 pagine firmate dal Campidoglio: prima a Cpi viene negata la posizione di proponente (nel tentativo di rendere vana la sua richiesta di risarcimento) e poi riassegnata al momento del conteggio dei danni. In seconda battuta, l'azienda potrebbe provare a demolire le prove, da Google in giù, su cui si basano le pretese di ristoro di Roma Capitale.
— l.d'a.

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Citazione di: Precisione il 23 Dic 2021, 10:44
I legali di Vitek, come si dice per i corridoi dell'avvocatura capitolina, stanno già preparando la difesa.

Gli prestiamo Calveri.

Slasher89

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Cioè, aspettate, prima si accordano e poi Gualtieri gli fa causa??

Ma è fantastico.

alasinistra

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Questa cosa mi puzza.
Non vorrei che le richieste di risarcimento presuppongano ad una procedura "accelerata" per realizzare il nuovo stadio........ :asrm

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PARISsn

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cioe' per mesi e mesi i pennivendoli prezzolati dalla as mafia c'hanno detto e ridetto che se non si faceva  lo stadio il comune doveva pagare danni e penali ( e purtroppo lo diceva pure quell'incompetente della Raggi ) ....ora si scopre che invece a dover chiedere danni e risarcimenti  è proprio il comune... 8)

SubumaniInterceptor

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Ma quanti topic hanno sti vermi?
Ma uno unico dove buttarci tutto lo schifo loro?

Comunque sono d'accordo con chi dice che la storia puzza 😷 e non potrebbe essere altrimenti.

Questa mossa, conoscendoli, potrebbe essere un modo per avere in cambio qualcosa di importante.

Cioè in pratica si sono denunciati da soli, si sono chiesti i danni guardandosi allo specchio.

Strana anche la tempistica

Travis

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Capitan Achab

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Citazione di: alasinistra il 23 Dic 2021, 12:40
Questa cosa mi puzza.
Non vorrei che le richieste di risarcimento presuppongano ad una procedura "accelerata" per realizzare il nuovo stadio........ :asrm

Non sto per niente tranquillo!!
Gualtieri è uno $&%* patentato e giallorosico fino al midollo!!!  :asrm

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PARISsn

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mah...io leggo che  il comune di roma ha debiti di svariati miliardi di cui 2,5 non possono essere coperti dallo stato con finanziamenti ad hoc per roma capitale, in quanto sono verso le banche che hanno rifiutato qualsiasi transazione o passaggio del debito, po esse pure che Gualtieri di fronte a questi numeri si proponga di racimolare quanto piu' possibile da contenziosi vari e potrebbe esserci anche in mezzo questa causa per danni vari dovuti alla mancata realizzazione dello stadio , per carita' co quelli de mezzo possiamo magna' tranquilli pero' tanto per perdere tempo un occhiatina a come procede sta vicenda va data ogni tanto  ;)

WhiteBluesBrother

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A leggere bene l'articolo, basta che invece dell'aesse ndrina 1927 si presenti la Friskies RE Ltd che poi affitta lo stadio alle merde (insomma il solito vecchio imbroglio alla pallocca) e tutto torna a posto. Fatece caso.

TheVoice

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Due sono le paroline magiche: atto transattivo.

Alzano il polverone per arrivare ad una soluzione che convenga ad entrambi

radar

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Citazione di: WhiteBluesBrother il 23 Dic 2021, 22:02
A leggere bene l'articolo, basta che invece dell'aesse ndrina 1927 si presenti la Friskies RE Ltd che poi affitta lo stadio alle merde (insomma il solito vecchio imbroglio alla pallocca) e tutto torna a posto. Fatece caso.

Lo spiega per filo e per segno il Corriere dello Sport
Magno tranquillo ma nel cuore una piccola speranza che ci sia "un giudice a Berlino" ce l'ho sempre specie davanti ad una candida confessione come questa

CitazioneIl Comune chiede 331 milioni 
«Atto dovuto, la Roma è serena» 


Il Campidoglio risponde attaccando alla causa di Parnasi-Vitek. «Club parzialmente coinvolto». Il dialogo con Gualtieri per la nuova area procede 


di Roberto Maida
ROMA
 
 
Una causa supermilionaria, che chiama in causa formalmente anche la Roma. Il Comune per difendersi attacca, sulla torbida vicenda dello stadio di Tor di Valle. Come riportato da "Repubblica", l'ufficio legale del Campidoglio ha depositato al Tar del Lazio una memoria di 30 pagine nella quale chiede un risarcimento danni di oltre 331 milioni di euro, tirando in ballo i tre proponenti del progetto abortito: la società Eurnova di Luca Parnasi, la Cpi di Radovan Vitek che è subentrata nell'acquisto dei terreni e appunto la Roma, che si è sfilata dalla partita quando ha capito che non sarebbe stato conveniente (né tecnicamente possibile) costruire un intero quartiere sul sito di Tor di Valle.

LA MOSSA. I Friedkin tuttavia non sono rimasti sorpresi dalla notifica del papiro. Anzi, l'attendevano come un «atto dovuto». Espressione che compare anche nella nota pubblicata ieri dal Comune «a tutela di tutta la cittadinanza». Privatamente, la Roma ha ricevuto rassicurazioni dalla giunta Gualtieri, che non ha interesse a frenare l'apertura di un nuovo iter. Tutt'altro. La scelta del Comune di passare al contrattacco nasce da una strategia legale, di risposta alla causa che Parnasi e Vitek avevano intentato dopom la rinuncia al progetto Tor di Valle. Se non avesse depositato una memoria, il Campidoglio avrebbe dovuto iscrivere a bilancio il "rischio" di soccombenza finanziaria in un contenzioso. Così invece diventa parte attiva, sotto il profilo amministrativo, di una causa civile che teoricamente potrebbe addirittura garantire un ritorno economico.

A LATERE. La Roma in questa vicenda entra solo di riflesso, come si legge anche nelle pagine della richiesta del Comune. Viene citata perché da un punto di vista formale faceva parte della lista dei proponenti del progetto. Ma al tempo stesso appare chiaro che l'ufficio legale di Gualtieri, che ha solo ereditato la questione dalla giunta Raggi, attribuisca le responsabilità a Eurnova, l'azienda di Parnasi. E nel comunicato di ieri lo esplicita parlando di «parziale coinvolgimento dell'As Roma».

DIALOGO. Ma sul piano politico il contenzioso non inciderà più di tanto. All'inizio del nuovo anno Gualtieri prevede di ospitare i Friedkin per un colloquio conoscitivo, dopo il breve saluto avvenuto allo stadio Olimpico in occasione di Roma-Inter. Come è noto, la Roma vorrebbe costruire lo stadio e solo lo stadio, possibilmente in un'area già densa di infrastrutture. Già i vecchi dirigenti Fienga e Scalera avevano individuato il sito dell'ex Gazometro, zona Ostiense, come territorio preferito: nel cuore della città e a pochi passi da Campo Testaccio, luogo iconico per la tifoseria. Ma il club è pronto a considerare altre aree, se verificasse che le condizioni per procedere fossero più snelle. Nel frattempo i Friedkin fonderanno una nuova società, sulla scia di quanto fece Pallotta all'alba del proprio progetto: in quella scatola confluiranno i costi di creazione del nuovo stadio, senza gravare direttamente sul bilancio di As Roma, aggirando la normativa che impedisce la presentazione di progetti quando esistono contenziosi tra enti pubblici e privati. Ma lo stadio stavolta sarà di proprietà del club, senza equivoci.

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hafssol

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CitazioneNel frattempo i Friedkin fonderanno una nuova società, sulla scia di quanto fece Pallotta all'alba del proprio progetto: in quella scatola confluiranno i costi di creazione del nuovo stadio, senza gravare direttamente sul bilancio di As Roma, aggirando la normativa che impedisce la presentazione di progetti quando esistono contenziosi tra enti pubblici e privati. Ma lo stadio stavolta sarà di proprietà del club, senza equivoci.

Molto interessante la parte evidenziata da radar. A parte il sentirsi furbi per "aggirare" le norme, andrebbe chiesto a chi ha scritto l'articolo come farà lo stadio a essere di proprietà del club se i costi per realizzarlo saranno sostenuti da un soggetto terzo.
Ovviamente la "scatola" che lo costruisse potrà conferirlo nel capitale dell'asspurghi o entrare a farne parte con una quota corrispondente al valore dell'immobilizzazione (e lì se ne vedrebbero delle belle...), altrimenti lo stadio costruito da una diversa società è, banalmente, di proprietà di questa, secondo lo stesso identico schema usato da Pallotta.

GoodbyeStranger

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Il bello è che la furbata per aggirare la normativa non solo è di dominio pubblico ma annunciata sul giornale .... Pensa come può essere vero.

WhiteBluesBrother

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Citazione di: GoodbyeStranger il 24 Dic 2021, 21:36
Il bello è che la furbata per aggirare la normativa non solo è di dominio pubblico ma annunciata sul giornale .... Pensa come può essere vero.
Ma è vero: pensi che qualcuno mai si opporrà? La gente vuole tornare a casa la sera...
Mi sa che non vi rendete bene conto, se aspettate l'inchiesta scandalo su "Report" a cura der parucca con l'erre moscia state freschi (a meno che l'amico suo maryone non sia escluso da qualche bel bonifico, allora potremmo vederne delle belle).

JoeStrummer

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All'esito di una serie di riunioni congiunte tra gli uffici dell'amministrazione capitolina e i tecnici di AS Roma Spa tenutesi negli scorsi mesi, Roma Capitale prende atto positivamente della volontà da parte della società giallorossa di presentare nelle prossime settimane al Campidoglio uno studio di fattibilità per la realizzazione di uno stadio su un'area comunale nella zona di Pietralata.

L'iniziale esame urbanistico svolto sull'area individuata da AS Roma non ha infatti messo in evidenza elementi ostativi alla presentazione del suddetto progetto che sarà attentamente valutato da Roma Capitale secondo l'iter amministrativo disciplinato dalla cosiddetta legge stadi (art. 1, comma 304, L. 147/2013).

AS Roma esprime grande soddisfazione per il clima di collaborazione che ha caratterizzato gli incontri con gli uffici comunali.

Roma Capitale e AS Roma condividono che il nuovo stadio dovrà rappresentare un volano per la riqualificazione sostenibile e senza aggravi urbanistici del quartiere Pietralata e, più in generale, per lo sviluppo della capitale.

arturo

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Quindi ai sorci danno Pietralata e a noi vorrebbero accollare il Flaminio....
Ammerde!!!! :asrm

hafssol

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Quindi aggirerebbero agilmente la norma per cui terreni espropriati non possono essere alienati, con una concessione di edilizia privata su un'area che rimarrebbe pubblica?  :?

Ovviamente bisognerà approfondire, ma come soluzione a me qualche dubbio lo pone lo stesso.
Tanto ci metteranno un attimo a sostenere la pubblica utilità della  :asrm :x

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Ranxerox

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Aho ma i Friskies hanno buttato già 500 milioni nella fogna. Glie la vogliamo far  fare o no sta cazzo di speculazione per rientrare e che peraltro era l'obbiettivo principale da raggiungere?

italicbold

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A me me fa una tristezza, almeno Pallotta aveva fatto un modellino, una cosa tutta precisa.
Questi stanno con un disegnino tutto stortignaccolo...

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