Il mio primo bacio assomiglia a quello di Drake, ma molto più squallido.
In prima media, durante la ricreazione, sono solo in classe. Entra una ragazzina di terza, che conosco di fama, ha un nome volgare, è stata bocciata due volte e nella mia mente immagino per lei un futuro gramo. Senza rivolgermi la parola mi bacia e se ne va. Con la stessa attenzione che avrebbe potuto riservare al cancellino.
Adesso mi viene in mente un altro episodio da uomo oggetto.
Un periodo ho frequentato una scuola serale. All'uscita, vado alla fermata dell'autobus e aspetto. È uno di quelli che non passano mai e quella sera disgraziatamente piove. Sono senza ombrello, dopo un tempo imprecisato durante il quale ho avuto modo prima di maledirmi e poi di arrendermi quasi con gusto a una lenta riduzione allo stato liquido si avvicina una macchina, alla guida c'è un'insegnante della scuola, che conosco di vista. Mi offre un passaggio, cerco di rifiutare, senza essere convincente.
La donna mi racconta che quella sera è il compleanno del ragazzo, che si devono incontrare e non ha nessuna voglia di farlo. Non so come, giunti sotto casa mia, riesce a mettermi le mani addosso, ma non per menarmi. Non sono per niente attratto da lei, però non ho la forza e la voglia di ribellarmi. Mi ha preso proprio fisicamente e ha disposto di me.
A posteriori mi sono chiesto se fosse vera la storia del ragazzo.