La sensazione è che il Porto abbia sempre "gestito" e "controllato" la situazione, nei 180 minuti, accelerando sempre e solo al momento opportuno. Infatti non è mai stato sotto, nel punteggio totale (0-1 a parte, prontamente recuperato).
Hanno uno status (nazionale ed europeo) diverso.
Una consapevolezza ed una esperienza diverse.
Una qualità complessivamente superiore (la rosa e alcuni duelli nei ruoli).
Solo una cosa poteva far deragliare il destino di questo confronto: la fortuna di portare gli episodi (decisivi) dalla nostra parte; e ce ne sono stati davvero tanti, sia oggi che sette giorni fa.
Purtroppo, per imprecisione e sfortuna, non ci siamo riusciti.
Il livello è alto: loro hanno castigato tutti i nostri errori.
Il rammarico sta in ciò.
Per il resto, la Lazio di Sarri ha confermato di essere in crescita, mostrando una solidità; una compattezza; delle geometrie, dei sincronismi e dei ritmi diversi, rispetto solo a qualche mese fa (da dicembre in su).
Ora tutto sul campionato.
L'obiettivo è restare in Europa.
Con una partita a settimana - Atalanta in EL, Roma in Conf., Fiorentina in CI, Juve in CL - salvo infortuni possiamo dire la nostra.
A giugno, poi, tutti tireranno le somme (Lotito-Tare, Sarri, i giocatori).