Situazione difficile 2 - il ritorno

Aperto da Drake, 19 Feb 2022, 21:06

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.Christina.

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Citazione di: FatDanny il 20 Mar 2022, 05:19
Vabbè Christi ma insomma ste gare come so andate?

Bene bene 😁😁😁😁 giornata intensa ieri,piena di soddisfazioni. Ho partecipato a quattro categorie e non ho mancato nemmeno un podio.Non parlo per non smaltire la tensione pre-derby 😬😬

StylishKid

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Lo scaldaphregna e' quello che le passa a prendere tutte a inizio serata con la sua macchina, le porta in giro tutta la notte locale per locale e alla fine riporta a casa l'unica che non ha beccato niente in giro.
Alla fine un ti voglio bene lo becca anche lui però.

Fiammetta

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Va beh, tocca a me. Non è un palo, è solo un rimpianto.
Avevo ventisette anni, ero reduce da una storia che definire brutta è poco. Decisi di concedermi una vacanza premio e me ne andai in Grecia, da sola, come piace a me. Come al solito, ogni volta che sono partita da sola, mi sono accadute le cose più assurde. Alla stazione incontrai due ragazzi napoletani, il più carino si offrì di portarmi lo zaino. Avevo un Ferrino più grande di me, quindi gli sorrisi, ringraziai e glielo mollai più che volentieri. Partimmo dopo mezz'ora, direzione Brindisi, lanciai una sessione di stretching nel corridoio del treno. Quello carino mi guardava e continuava a sorridere, forse chiedendosi chi cazzo glielo aveva fatto fare. Arrivammo al porto e ci separammo, mi imbarcai ed ero diretta sul ponte perché è così che viaggio sulla nave, anche quando il mare è agitato e gli altri vomitano. A proposito, sul traghetto per Cagliari, con la nave che faceva l'altalena, lanciai uno scivolo nel corridoio con quattro musicisti sardi. Fu un momento bellissimo, ma questa è un'altra storia.
Fui letteralmente travolta da una comitiva di ragazze che mi trascinarono a un tavolo del bar e facemmo l'alba chiacchierando. Arrivammo a destinazione e ci separammo. Al porto incontrai un gruppo di ragazzi di Benevento che decisero di dover necessariamente prendere alloggio dove ero diretta. Va beh. Per strada, con quel povero asino che trainava il carretto con i nostri bagagli, uno del posto puntò il dito e disse convinto: "Italiana!". Feci sì con la testa. Per i successivi venti giorni fu il mio nome, l'Italiana. Non so da cosa se ne accorse, dai capelli rasati a zero, da come ero vestita o, meglio, svestita, dalla faccia di culo che sorrideva al mondo intero, non lo so. Sì, avevo la faccia di culo, una abnorme, sfacciatissima e sorridente faccia di culo. L'ho amata da morire, peccato sia svanita con tutto il resto. Comunque, arrivammo a destinazione e cominciò la vacanza. Non cercavo niente, non volevo nessuno e feci un sacco di danni. Andavo in discoteca col walkman, non sopportavo niente e nessuno, l'unico che mi piaceva era Marcos, era inglese dello Yorkshire e aveva gli occhi tristissimi, avrei dovuto capire che stavo procedendo spedita solo verso un elevato momento di depressione. E depressione fu, la peggiore che potessi immaginare e l'ultima cosa che avrei voluto. Si fece male lui, io non cercavo niente, ma ancora me ne pento. Per mettere fine allo strazio, tagliai corto e ripartii quattro giorni prima. Per arrivare da Brindisi a Scalea impiegai dodici ore, cambiando quattro treni. Sul terz'ultimo, mi fermai nel corridoio, davanti a uno scompartimento con quattro ragazzi. Mi affacciai al finestrino e guardai una coppia estiva che si salutava. Alle mie spalle si affacciò un ragazzo magro e alto quanto un palo della luce e mi disse che se volevo nel loro scompartimento c'era posto. Così entrai. Salutai, ringraziai e andai a sedermi vicino al finestrino. E lo vidi. Uno dei ragazzi più belli che abbia mai visto in vita mia, palermitano, 24 anni, si chiamava Emanuele, riservato e schivo, biondo come un normanno, scuro come un arabo. Volevo dare una craniata nel vetro perché sapevo di avere solo un'ora prima di Villa San Giovanni, gli altri mi parlavano, io rispondevo, ridevo e continuavo dentro di me a maledire la sorte. Quando scendemmo dal treno, mi avviai davanti e sentivo i suoi occhi appiccicati addosso, mi girai di scatto, lui li abbassò immediatamente rovistando nella borsa. Avevo dieci minuti ancora e decisi di prendere un caffè. I ragazzi erano già saliti sul treno. A un certo punto mi sentii chiamare, il suo amico si sbracciava dal finestrino salutandomi. Alle sue spalle c'era Emanuele, fece solo un cenno con la mano e continuò a guardarmi, finché il treno non partì. Quello sguardo me lo ricordo ancora, è quello che mi ricorda quando nemmeno hai potuto giocare la partita e perderla, perché non c'è stato modo di cominciarla.
Buona ansia pre-derby. Io nemmeno lo guardo, perché non ce la faccio.

StylishKid

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I pali si danno e si prendono, da sempre.
Ma nente ti perseguiterà di più dello sguardo dell'unic* con cui non c'hai provato.

Cazzo.

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FatDanny

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So, so true.
Daje, buon derby

edge24

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Citazione di: Fiammetta il 20 Mar 2022, 17:09
Va beh, tocca a me. Non è un palo, è solo un rimpianto.
Avevo ventisette anni, ero reduce da una storia che definire brutta è poco. Decisi di concedermi una vacanza premio e me ne andai in Grecia, da sola, come piace a me. Come al solito, ogni volta che sono partita da sola, mi sono accadute le cose più assurde. Alla stazione incontrai due ragazzi napoletani, il più carino si offrì di portarmi lo zaino. Avevo un Ferrino più grande di me, quindi gli sorrisi, ringraziai e glielo mollai più che volentieri. Partimmo dopo mezz'ora, direzione Brindisi, lanciai una sessione di stretching nel corridoio del treno. Quello carino mi guardava e continuava a sorridere, forse chiedendosi chi cazzo glielo aveva fatto fare. Arrivammo al porto e ci separammo, mi imbarcai ed ero diretta sul ponte perché è così che viaggio sulla nave, anche quando il mare è agitato e gli altri vomitano. A proposito, sul traghetto per Cagliari, con la nave che faceva l'altalena, lanciai uno scivolo nel corridoio con quattro musicisti sardi. Fu un momento bellissimo, ma questa è un'altra storia.
Fui letteralmente travolta da una comitiva di ragazze che mi trascinarono a un tavolo del bar e facemmo l'alba chiacchierando. Arrivammo a destinazione e ci separammo. Al porto incontrai un gruppo di ragazzi di Benevento che decisero di dover necessariamente prendere alloggio dove ero diretta. Va beh. Per strada, con quel povero asino che trainava il carretto con i nostri bagagli, uno del posto puntò il dito e disse convinto: "Italiana!". Feci sì con la testa. Per i successivi venti giorni fu il mio nome, l'Italiana. Non so da cosa se ne accorse, dai capelli rasati a zero, da come ero vestita o, meglio, svestita, dalla faccia di culo che sorrideva al mondo intero, non lo so. Sì, avevo la faccia di culo, una abnorme, sfacciatissima e sorridente faccia di culo. L'ho amata da morire, peccato sia svanita con tutto il resto. Comunque, arrivammo a destinazione e cominciò la vacanza. Non cercavo niente, non volevo nessuno e feci un sacco di danni. Andavo in discoteca col walkman, non sopportavo niente e nessuno, l'unico che mi piaceva era Marcos, era inglese dello Yorkshire e aveva gli occhi tristissimi, avrei dovuto capire che stavo procedendo spedita solo verso un elevato momento di depressione. E depressione fu, la peggiore che potessi immaginare e l'ultima cosa che avrei voluto. Si fece male lui, io non cercavo niente, ma ancora me ne pento. Per mettere fine allo strazio, tagliai corto e ripartii quattro giorni prima. Per arrivare da Brindisi a Scalea impiegai dodici ore, cambiando quattro treni. Sul terz'ultimo, mi fermai nel corridoio, davanti a uno scompartimento con quattro ragazzi. Mi affacciai al finestrino e guardai una coppia estiva che si salutava. Alle mie spalle si affacciò un ragazzo magro e alto quanto un palo della luce e mi disse che se volevo nel loro scompartimento c'era posto. Così entrai. Salutai, ringraziai e andai a sedermi vicino al finestrino. E lo vidi. Uno dei ragazzi più belli che abbia mai visto in vita mia, palermitano, 24 anni, si chiamava Emanuele, riservato e schivo, biondo come un normanno, scuro come un arabo. Volevo dare una craniata nel vetro perché sapevo di avere solo un'ora prima di Villa San Giovanni, gli altri mi parlavano, io rispondevo, ridevo e continuavo dentro di me a maledire la sorte. Quando scendemmo dal treno, mi avviai davanti e sentivo i suoi occhi appiccicati addosso, mi girai di scatto, lui li abbassò immediatamente rovistando nella borsa. Avevo dieci minuti ancora e decisi di prendere un caffè. I ragazzi erano già saliti sul treno. A un certo punto mi sentii chiamare, il suo amico si sbracciava dal finestrino salutandomi. Alle sue spalle c'era Emanuele, fece solo un cenno con la mano e continuò a guardarmi, finché il treno non partì. Quello sguardo me lo ricordo ancora, è quello che mi ricorda quando nemmeno hai potuto giocare la partita e perderla, perché non c'è stato modo di cominciarla.
Buona ansia pre-derby. Io nemmeno lo guardo, perché non ce la faccio.

tristemente profetica

Adler Nest

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terribilmente profetica.
Neanche l'oracolo di Delfi poteva essere più chiaro.

.Christina.

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Citazione di: Fiammetta il 20 Mar 2022, 17:09
Va beh, tocca a me. Non è un palo, è solo un rimpianto.
Avevo ventisette anni, ero reduce da una storia che definire brutta è poco. Decisi di concedermi una vacanza premio e me ne andai in Grecia, da sola, come piace a me. Come al solito, ogni volta che sono partita da sola, mi sono accadute le cose più assurde. Alla stazione incontrai due ragazzi napoletani, il più carino si offrì di portarmi lo zaino. Avevo un Ferrino più grande di me, quindi gli sorrisi, ringraziai e glielo mollai più che volentieri. Partimmo dopo mezz'ora, direzione Brindisi, lanciai una sessione di stretching nel corridoio del treno. Quello carino mi guardava e continuava a sorridere, forse chiedendosi chi cazzo glielo aveva fatto fare. Arrivammo al porto e ci separammo, mi imbarcai ed ero diretta sul ponte perché è così che viaggio sulla nave, anche quando il mare è agitato e gli altri vomitano. A proposito, sul traghetto per Cagliari, con la nave che faceva l'altalena, lanciai uno scivolo nel corridoio con quattro musicisti sardi. Fu un momento bellissimo, ma questa è un'altra storia.
Fui letteralmente travolta da una comitiva di ragazze che mi trascinarono a un tavolo del bar e facemmo l'alba chiacchierando. Arrivammo a destinazione e ci separammo. Al porto incontrai un gruppo di ragazzi di Benevento che decisero di dover necessariamente prendere alloggio dove ero diretta. Va beh. Per strada, con quel povero asino che trainava il carretto con i nostri bagagli, uno del posto puntò il dito e disse convinto: "Italiana!". Feci sì con la testa. Per i successivi venti giorni fu il mio nome, l'Italiana. Non so da cosa se ne accorse, dai capelli rasati a zero, da come ero vestita o, meglio, svestita, dalla faccia di culo che sorrideva al mondo intero, non lo so. Sì, avevo la faccia di culo, una abnorme, sfacciatissima e sorridente faccia di culo. L'ho amata da morire, peccato sia svanita con tutto il resto. Comunque, arrivammo a destinazione e cominciò la vacanza. Non cercavo niente, non volevo nessuno e feci un sacco di danni. Andavo in discoteca col walkman, non sopportavo niente e nessuno, l'unico che mi piaceva era Marcos, era inglese dello Yorkshire e aveva gli occhi tristissimi, avrei dovuto capire che stavo procedendo spedita solo verso un elevato momento di depressione. E depressione fu, la peggiore che potessi immaginare e l'ultima cosa che avrei voluto. Si fece male lui, io non cercavo niente, ma ancora me ne pento. Per mettere fine allo strazio, tagliai corto e ripartii quattro giorni prima. Per arrivare da Brindisi a Scalea impiegai dodici ore, cambiando quattro treni. Sul terz'ultimo, mi fermai nel corridoio, davanti a uno scompartimento con quattro ragazzi. Mi affacciai al finestrino e guardai una coppia estiva che si salutava. Alle mie spalle si affacciò un ragazzo magro e alto quanto un palo della luce e mi disse che se volevo nel loro scompartimento c'era posto. Così entrai. Salutai, ringraziai e andai a sedermi vicino al finestrino. E lo vidi. Uno dei ragazzi più belli che abbia mai visto in vita mia, palermitano, 24 anni, si chiamava Emanuele, riservato e schivo, biondo come un normanno, scuro come un arabo. Volevo dare una craniata nel vetro perché sapevo di avere solo un'ora prima di Villa San Giovanni, gli altri mi parlavano, io rispondevo, ridevo e continuavo dentro di me a maledire la sorte. Quando scendemmo dal treno, mi avviai davanti e sentivo i suoi occhi appiccicati addosso, mi girai di scatto, lui li abbassò immediatamente rovistando nella borsa. Avevo dieci minuti ancora e decisi di prendere un caffè. I ragazzi erano già saliti sul treno. A un certo punto mi sentii chiamare, il suo amico si sbracciava dal finestrino salutandomi. Alle sue spalle c'era Emanuele, fece solo un cenno con la mano e continuò a guardarmi, finché il treno non partì. Quello sguardo me lo ricordo ancora, è quello che mi ricorda quando nemmeno hai potuto giocare la partita e perderla, perché non c'è stato modo di cominciarla.
Buona ansia pre-derby. Io nemmeno lo guardo, perché non ce la faccio.

Pesante quando è così... vabbè mondo al cazzeggio che se ripenso a ieri mi sale un veleno 🤬

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Fiammetta

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Va beh, me lo sentivo che il derby sarebbe andato male, ma non credevo fino al punto di corrispondere a una metafora sulla vita amorosa. :s

emi-grato

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Citazione di: StylishKid il 20 Mar 2022, 14:16
Lo scaldaphregna e' quello che le passa a prendere tutte a inizio serata con la sua macchina, le porta in giro tutta la notte locale per locale e alla fine riporta a casa l'unica che non ha beccato niente in giro.
Alla fine un ti voglio bene lo becca anche lui però.

È vero.
Così è quello che nel soprannome ha PH come dici tu.
8)

Scherzi a parte, così non lo sono mai stato
:beer:

Jabot

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Sto ancora sotto botta derby. Scriverò piu avanti della mia piccola rivincita con la numero 1.

pan

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Fiammetta, del ragazzo palermitano conoscevi solo il nome o anche il cognome? Mai avuto possibilità di cercarlo in rete nel tempo?

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Fiammetta

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Citazione di: pan il 22 Mar 2022, 19:31
Fiammetta, del ragazzo palermitano conoscevi solo il nome o anche il cognome? Mai avuto possibilità di cercarlo in rete nel tempo?
Macché, per quanto ero determinata un tempo, se avessi avuto il cognome, tempo un mese per riscuotere lo stipendio, sarei ripartita e avrei setacciato Palermo finché non lo trovavo. Eravamo in una situazione impossibile, perché un suo amico mi sbavava dietro senza farne mistero nemmeno mezzo minuto. E' stata un'ora assurda, non dico imbarazzante perché difficilmente mi imbarazzavo (faccia di culo, appunto). Emanuele invece era a disagio. Facevamo finta di guardare fuori e incrociavamo gli sguardi sul vetro del finestrino a mo' di specchio.

pan

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che peccato...
ovviamente neanche dell'altro che ti batteva i pezzi o degli altri ragazzi dello scompartimento conoscevi nomi o riferimenti, se no magari saresti potuta risalire a lui tramite loro, tipo nel tempo pagine facebook.
(scusa se insisto, ma ste cose del passato/rimpianto me fanno morì  ;) )

Tarallo

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A pan e su, magari era un coj0ne e questo ricordo è meglio di quella che sarebbe stata la realtà :)

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Fiammetta

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Citazione di: pan il 23 Mar 2022, 00:51
che peccato...
ovviamente neanche dell'altro che ti batteva i pezzi o degli altri ragazzi dello scompartimento conoscevi nomi o riferimenti, se no magari saresti potuta risalire a lui tramite loro, tipo nel tempo pagine facebook.
(scusa se insisto, ma ste cose del passato/rimpianto me fanno morì  ;) )
No, Pan. Solo i nomi, purtroppo, anche perché dopo un paio di fermate salì un napoletano, si sedette accanto a me e fu tutto un: "Teresa ma tu cosa fai, e dove vivi, e dove sei stata, ma stai tornando a casa o sei diretta altrove?". Io sorridevo, al solito, e dentro di me pensavo: "ma perché non te ne vai affanculo, per esempio, che già così non so come fare per rivolgergli due parole in croce". Ero troppo socievole, quello è il guaio, avrei dovuto rispondergli a grugniti. Però si sentiva a disagio perché loro parlavano soprattutto con me, probabilmente si sentiva un po' tagliato fuori, quindi niente, doveva proprio andare così.
Taralluccio, non credo, ma è meglio pensarlo.
Stylish, nah. Era un siciliano innamorato della sua terra. Una delle centomila cose che mi sono piaciute di lui. Io adoro la Sicilia e i siciliani.

porga

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Citazione di: Tarallo il 23 Mar 2022, 06:18
A pan e su, magari era un coj0ne

ma perché pensi che si stia parlando sempre di te?

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Tarallo

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Ecchelo, è arrivato adesso e già piscia sul tappeto.

porga

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Citazione di: Tarallo il 23 Mar 2022, 12:42
Ecchelo, è arrivato adesso e già piscia sul tappeto.

come tutti i cuccioli

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