Ribadisco il mio messaggio di pag. 119. Bisogna ripartire dalle giovanili e -aggiungo- dalla meritocrazia.
Ha ragione chi parlava di allenatori (nel caso specifico delle giovanili, ma non solo) incapaci e pieni di teoria. E' lo specchio del Paese, dappertutto gente capace ed esperta viene messa da parte in favore di giovani con tanti bei pezzi di carta in mano (nel calcio, i diplomi di Coverciano) ma che non hanno mai fatto un briciolo di gavetta, ma che si sentono i nuovi fenomeni.
Se ci pensate, quante persone eccellono in più mestieri? Conoscete un buon elettricista che sia anche un eccellente commercialista? Dubito. Bè, calciatore e allenatore sono due mestieri DIVERSI. Di fenomeni in entrambi i settori ricordo solo Zidane. Una volta diventavano allenatori di A calciatori di media bravura, e dopo aver mostrato quel che valevano nelle serie minori o squadre di seconda fascia; adesso se sei stato un campione di calcio giocato automaticamente puoi andare in A ad allenare una grande senza aver fatto neanche un anno in D. Pirlo l'esempio più lampante, ma non l'unico. Cannavaro a che titolo dovrebbe ereditare la nazionale non me lo spiego. Perchè ci ha fatto vincere un mondiale??? Che c'entra? Se mettono lui, il nuovo ciclo riparte male (Mancini molla dopo la Turchia).
Poi meritocrazia significa prendere e far giocare gente che vale, non gente che ti paga (anche io ho sentito molte storie di genitori e procuratori che pagano, anche a livello professionistico!) o che ti serve a mascherare fondi neri all'estero (molti acquisti di ragazzini stranieri servono a questo, poche balle).
Ma per cambiare il livello di melma attuale e cominciare a valorizzare chi merita serve la volontà di tutti, come si può riuscirci, se tutti o quasi ci sono dentro fino al collo? Chi può imporlo da fuori, da sopra?