Citazione di: 12.maggio.74 il 31 Mar 2022, 21:04
probabilmente non ho capito bene io, ma messa così sembra che tutto sia razzismo a parte l'anarchia totale ( concettuale più che politica). È evidente che qualsiasi cultura tende ad autoproteggersi e ad espandersi perché si considera la migliore. Questo vale anche nelle piccole cose, guarda i tifosi delle squadre di calcio, quale tifoseria si considera inferiore ad un'altra? Il problema nasce quando si vuole affermare, eventualmente, con la forza e non capire che ogni cultura ha diritti pari alla tua e quando dal generale si passa al diritto individuale, perche poi è vero che è un passo molto breve considerare inferiore un individuo appartenente ad una cultura piuttosto che un certo tipo di cultura stessa. Ti faccio un esempio eclatante, per me, una cultura che giudichi le donne inferiori, che non hanno diritto di studiare e che debbono essere soggette ai mariti è una cultura inferiore e retrograda, ma non per questo mi sento razzista ne mi augurerei mai di andare a portare la civiltà con le armi e.con la forza.
"È evidente che ogni cultura tende ad autoproteggersi..." No, non è evidente.
Ancora una volta ogni volta che si parla di una caratteristica della nostra società (tendenzialmente negativa) c'è qualcuno che risponde che è evidente che per tutti sia così.
No, non è vero. Sta tutto qui il problema. Si naturalizza una peculiarità tutta nostra.
Decine di altre culture non si pongono proprio la questione di essere egemoni sulle altre.
Ma il problema non è se tu vai a portare o meno con le armi la tua cultura. Tu puoi non sentirti razzista ma semplicemente, come dice balibar, la gerarchia è passata dalla biologia alla cultura ma il seme è lo stesso.
Puoi non sentirti razzista ma lo sei.
Perché la nostra cultura inferiorizza le donne in molti aspetti sostanziali. Tu ti attacchi a quello formale (non solo tu, è la prassi) e sulla base di questo tiri giù una comparazione che si basa unicamente su questa forma.
Quando magari se andassi ad alcuni aspetti sostanziali avresti meno distanza o addirittura una situazione rovesciata.
Spivak faceva l'esempio del sati in India per denunciare il modo errato con cui l'occhio occidentale leggeva una pratica che per noi è inconcepibile (la vedova che si dà fuoco sulla pira del marito).
Altro esempio quello della vendita delle mogli tra le classi popolari (creava scandalo sui giornali borghesi che predicavano contro una pratica barbara, nel concreto spesso era la forma di divorzio che i poveri potevano permettersi).
Insomma il problema sta proprio nel fatto che tutto nella nostra società si basa su una forma. La nostra forma. Noi i paragoni non li facciamo sulla sostanza ma comparando ciò che fanno gli altri con la nostra forma. Se le cose coincidono poco automaticamente gli altri sono poco liberi/inferiori/etc
Quando magari semplicemente le due forme in cui un contenuto si esprime non sono concepibili se si vuole per forza usare la propria in un contesto altrui.
È un qualcosa questa che nelle culture postcoloniali, in cui due culture si sovrappongono, è facile da capire. Tra gli europei penso sia più facile fare capire un trattato di astrofisica nucleare che questa cosa.