Sono due notti che non chiudo occhio.
In circa venti anni di servizio situazioni difficili ne ho dovute gestire molte, in alcune ho avuto fortuna e magari un pizzico di bravura, in altre ho commesso errori, ma ho smepre cercato di fare del mio meglio.
Due sere fa sono intervenuto per sventare un suicidio. Non era un'azione dimostrativa, come spesso accade: un ragazzo minacciava davvero di buttarsi giù da un ponte. Sono riuscito a parlarci, si è aperto, mi ha raccontato dei suoi enormi problemi (omosessuale, rifiutato da tutti, senza più un lavoro ed un posto dove andare). Il protocollo non ci consente di instaurare un rapporto troppo coinvolgente dal punto di vista emotivo, per ovvie ragioni, ma è stata dura dimostrarsi empatici "ma non troppo".
Per fortuna è andata bene, io e due miei colleghi ci siamo impegnati a garantirgli una sistemazione temporanea in cambio della sua promessa di farsi seguire da uno specialista. Ci ha detto che vuole andarsene da questo posto e sincermante lo capisco, a volte vorrei andarmene anche io.