Forze dell'ordine: non è una mela ad essere marcia

Aperto da FatDanny, 19 Giu 2017, 09:45

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12.maggio.74

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Citazione di: Adler Nest il 05 Apr 2022, 14:08
Giustizia è fatta.
Che il povero Cucchi possa trovare adesso pace.
Sua sorella persona coraggiosissima.
L'Arma che si scusa un segnale tardivo, ma positivo.
giustizia fatta non del tutto, anche i medici.... ed ho letto bene tutto... hanno parecchie colpe.

Il nostro Giorgione

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Stefano Cucchi, condannati per depistaggi gli otto carabinieri. L'Arma: condotte lontane dai nostri valori

Menzogne, calunnie, pressioni, atti modificati con il bianchetto. Dopo il verdetto della Cassazione che, lunedì scorso, ha condannato per omicidio i due miliari autori del pestaggio nei confronti di Stefano Cucchi, nell'aula bunker di Rebibbia è arrivata anche la sentenza di primo grado sui depistaggi, che sarebbero stati compiuti per insabbiare l'aggressione. Il generale Alessandro Casarsa, all'epoca dei fatti comandante del Gruppo Roma, è stato condannato a 5 anni di reclusione. Per il colonnello Francesco Cavallo sono stati disposti 4 anni. Stessa pena per l'ex comandante della compagnia di Montesacro, Luciano Soligo 4 anni. Mentre per il carabiniere Luca De Cianni, la pena è di 2 anni e 6 mesi. Condannati anche l'allora comandante della quarta sezione del Nucleo Investigativo, Tiziano Testarmata, Francesco Di Sano, il carabiniere scelto che prestava servizio alla stazione dei carabinieri Tor Sapienza, e Lorenzo Sabatino: la sentenza a loro carico è rispettivamente di un anno e 9 mesi di reclusione, il primo, un anno e 3 mesi gli altri due. Per Massimiliano Colombo Labriola, luogotenente ed ex comandante della stazione di Tor Sapienza, il giudice ha disposto un anno e 9 mesi.

APPROFONDIMENTI

«Sono sotto shock - ha detto Ilaria Cucchi -. Non credevo sarebbe mai arrivato questo giorno. Anni e anni della nostra vita sono stati distrutti, ma oggi ci siamo. E le persone che sono state la causa di tutto questo, i responsabili, sono stati condannati».

Le indagini

Secondo il pm Giovanni Musarò, titolare del fascicolo, durante le prime indagini sulla morte del geometra romano, avvenuta nel 2009, gli imputati avrebbero cercato in ogni modo di nascondere le prove del pestaggio messo in atto da Alessio Di Bernardo e Raffaele D'Alessandro - condannati in via definitiva a 12 anni di carcere - il 15 ottobre 2009 nella caserma Casilina. Una manipolazione scattata nell'immediatezza dei fatti ma che, aveva sottolineato il pm Musarò nel corso della requisitoria, sarebbe proseguita negli anni, nel tentativo non solo di insabbiare le indagini, ma anche di delegittimare chiunque tentasse di collaborare con gli inquirenti nel corso di tre inchieste e vari processi.

Il generale Casarsa, all'epoca comandante del Gruppo Roma, quindi capo dei corazzieri del Quirinale, insieme al colonnello Cavallo, al luogotenete Colombo Labriola, al militare Di Sano e al maggiore Soligo, si legge nel capo di imputazione, avrebbe indotto un collega a compilare e sottoscrivere un'annotazione di servizio falsa, datata 26 ottobre 2009. Nel documento veniva attestato che «Cucchi riferiva di essere dolorante alle ossa sia per la temperatura freddo umida che per la rigidità della tavola del letto priva di materasso e cuscino». Nell'annotazione non venivano menzionati - aggiunge il pm - «i dolori al capo, i giramenti di testa e i tremori» manifestati da Cucchi dopo il pestaggio. Il colonnello Sabatino e il capitano Testarmata sono stati accusati di omessa denuncia alle autorità: non avrebbero segnatalo le contraffazioni sui registri dell'Arma. Uno su tutti, per gli inquirenti: il nome di Stefano sbianchettato nel registro delle presenze fotosegnalate la notte dell'arresto.

«Sono state alzate tante cortine fumogene - aveva detto il pm durante la requisitoria - Il depistaggio del 2009 è particolare. Nel 2009, soprattutto dopo la pubblicazione delle fotografie del cadavere di Stefano Cucchi, con il volto tumefatto, tutti chiedono la verità sulla sua morte. Viene organizzata un'attività di depistaggio che viene portata avanti scientificamente». Per l'accusa, dopo il 2015, quando le indagini sulla morte del ragazzo vennero riaperte, i carabinieri che si sarebbero accorti dell'esistenza di documenti falsi non avrebbero denunciato nulla ai magistrati. De Cianni, per l'accusa, avrebbe calunniato Riccardo Casamassima, poi diventato uno dei testimoni principali del processo. Il pm aveva sottolineato che si era arrivati a dire che Cucchi «si era auto lesionato sbattendo più volte il viso a terra e contro al muro in cella». Musarò ha descritto «depistaggi ostinati e a tratti ossessivi». E ha specificato: «Non è un processo all'Arma dei carabinieri», considerando che alle nuove indagini hanno collaborato in modo fondamentale proprio i militari dell'Arma.

«La sentenza odierna del processo che ha visto imputati otto militari per vicende connesse con la gestione di accertamenti nell'ambito del procedimento 'Cucchi-ter', riacuisce il profondo dolore dell'Arma per la perdita di una giovane vita. Ai familiari rinnoviamo - ancora una volta - tutta la nostra vicinanza. La sentenza, seppur di primo grado, accerta condotte lontane dai Valori e dai principi dell'Arma». È quanto sottolinea il Comando generale dell'Arma, ribadendo il «fermo e assoluto impegno» ad agire sempre «con rigore e trasparenza» specie nei confronti dei propri appartenenti.


Questa sentenza, per me, è ancora più storica di quella che ha condannato i due agenti per il pestaggio.
Un generale di brigata dei carabinieri condannato per un fatto di frode processuale. Una roba inaudita.
Tutto questo, per il coraggio indomito di una donna minuta, di professione amministratrice di condomini.
Detto questo, che pena per l'Arma. Che macchia indelebile.
Quanto ai medici, erano colpevoli, ma loro grazie ai depistaggi hanno salvato la fedina penale. Vivranno male con la loro coscienza, visto che hanno tradito il loro giuramento.


Severino.Cicerchia

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Quanto successo a Stefano Cucchi è estremamente doloroso, innanzitutto per la famiglia a cui sento di dover esprimere la mia vicinanza per la tragica perdita e la mia ammirazione per la dignità e la tenacia con cui ha cercato di far luce su quanto accaduto.
Mi duole molto, inoltre, constatare che l'operato di diversi colleghi, a diverso titolo implicati nella vicenda, abbia seguito percorsi marcatamente difformi dai protocolli alla cui osservanza avrebbero dovuto attenersi scrupolosamente. Ho sperimentato sulla mia pelle che la frustrazione e lo stress a cui siamo sottoposti spesso mette in pericolo la linearità dei nostri comportamenti: ma nulla può giustificare quanto avvenuto.
NULLA.
Il mio approccio è sempre stato quello del ricorso all'uso della forza come ultima opzione. Anche per questo ho frequentato il corso di negoziatore di primo livello. Ma qui non si tratta neppure di questo: qui si parla di violenza gratuita e trovo le parole del mio segretario generale (NSC) irricevibili sotto ogni profilo. Per cui domani stesso presenterò le mie dimissioni da vice segretario di sezione.

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PabloHoney

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Di tutta sta brutta storia mi resta l'ammirazione per Ilaria Cucchi, che per 13 anni e' riuscita a resistere alla tentazione di mollare contro attacchi, diffamazioni, bugie e depistaggi provenianti da praticamente tutto il mondo politico e dalle forze dell'ordine, le parole usate contro Stefano Cucchi dovrebber var vergognare parecchia gente che se ne guardera' bene anche dal chiedere scusa.. un'in.fa.mia che non va dimenticata   

COLDILANA61

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Citazione di: COLDILANA61 il 05 Apr 2022, 17:07
NO MAS .

Le scuse dell'arma , o di qualsiasi organo di sicurezza , varranno SOLO se non ci saranno piu' casi Cucchi .

Citazione di: Severino.Cicerchia il 07 Apr 2022, 22:41
Quanto successo a Stefano Cucchi è estremamente doloroso, innanzitutto per la famiglia a cui sento di dover esprimere la mia vicinanza per la tragica perdita e la mia ammirazione per la dignità e la tenacia con cui ha cercato di far luce su quanto accaduto.
Mi duole molto, inoltre, constatare che l'operato di diversi colleghi, a diverso titolo implicati nella vicenda, abbia seguito percorsi marcatamente difformi dai protocolli alla cui osservanza avrebbero dovuto attenersi scrupolosamente. Ho sperimentato sulla mia pelle che la frustrazione e lo stress a cui siamo sottoposti spesso mette in pericolo la linearità dei nostri comportamenti: ma nulla può giustificare quanto avvenuto.
NULLA.
Il mio approccio è sempre stato quello del ricorso all'uso della forza come ultima opzione. Anche per questo ho frequentato il corso di negoziatore di primo livello. Ma qui non si tratta neppure di questo: qui si parla di violenza gratuita e trovo le parole del mio segretario generale (NSC) irricevibili sotto ogni profilo. Per cui domani stesso presenterò le mie dimissioni da vice segretario di sezione.

Bravo . Da qualche parte bisogna ricominciare .

Questi sembrano NON averlo capito e la cosa mi preoccupa .

"CUCCHI, USIC CARABINIERI: "SISTEMA GIUDIZIARIO FALLISCE QUANDO SI CERCA COLPEVOLE E NON VERITA'"
"Il sistema giudiziario, di qualsiasi nazione, fallisce nel momento in cui la ricerca del colpevole prevale sulla ricerca della verità. Questo è quanto sembrerebbe emergere dalla sentenza della Corte di Appello sulla morte di Stefano Cucchi, anche se un'altra sentenza aveva dichiarato colpevoli i medici. Questo fa presumere che la Cassazione non avrà vita semplice nel dover valutare l'accaduto nella sua complessità
L'Unione Sindacale Italiana Carabinieri, nel rispetto della vittima e dei suoi familiari, ritiene doveroso attendere l'esito finale di questa odissea giudiziaria per poter esprimere un suo giudizio complessivo. Fino a quel momento resterà vicina ai colleghi poiché riteniamo che il carabiniere, nella sua funzione sociale, non toglie la vita agli altri ma sacrifica la sua". Lo dichiara la segreteria nazionale dell'Unione Sindacale Italiana Carabinieri (Usic). "

nestorburma

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Una domanda: per le forze dell'ordine sono previsti regolari esami psichiatrici e/o test antidroga?



Karen Leonardi per "il Messaggero"
Rissa a bordo vasca nel centro sportivo dei Castelli Romani di Vallericcia. Insulti, minacce e botte tra genitori, mentre i figli si affrontavano in acqua, con grande agonismo: così la partita di pallanuoto si è trasformata in una corrida e alla fine sono dovuti arrivare i carabinieri. Il bilancio è stato: un papà di Albano preso a manganellate in testa e un altro che tifava per la squadra opposta, un poliziotto in servizio presso l'Ufficio immigrazione della Questura di Roma, denunciato per lesioni e uso di arma impropria. È una zuffa senza precedenti quella avvenuta sabato scorso, nel pomeriggio, durante una partita del campionato Regionale Under 16 tra le formazioni del Vallericcia e del SIS di Roma.

«È stato uno spettacolo vergognoso per tutti i giovani atleti - ha commentato Angelo Emanuele Catucci, presidente del centro sportivo che, oltre a coltivare la passione per lo sport, è anche primario presso l'ospedale Regina Apostolorum di Albano - In 41 anni di agonismo su tanti campi italiani non era mai capitata una cosa simile. Noi che facciamo di tutto per educare i giovani al rispetto dell'avversario, al fair play e ai valori sui quali deve fondarsi lo sport ci ritroviamo a fare i conti con il comportamento violento degli adulti. Un vero paradosso».

E i conti, ora, la società sportiva deve farli sul serio: oltre alla beffa, anche il danno, dal momento che i dirigenti di Vallericcia dovranno pagare una multa di almeno 500 euro. «Come impianto ospitante - aggiunge il presidente - siamo tenuti alla responsabilità oggettiva per il rispetto delle regole anche da parte dei tifosi sugli spalti. Il problema non è tanto la sanzione, comunque, quanto il cattivo esempio dato ai ragazzi».

I FATTI La cronaca del pomeriggio di ordinaria follia a bordo piscina comincia quando il match sta per finire. Il tifo assume toni impropri. Si passa ai fatti.

Calci, pugni, fino a che qualcuno interviene a sedare gli animi e tutto sembra finito. Almeno all'apparenza. E, invece, a un certo punto, entrato chissà come nell'impianto sportivo, spunta anche uno sfollagente, che viene dato in testa ad un 51enne di Albano.

A colpire - secondo la prima ricostruzione dei fatti - un poliziotto dell'Ufficio Immigrazione che ha perso le staffe e preso a manganellate il papà di un ragazzino della squadra di casa.

Scena surreale: i giovani che guardano scuotendo la testa verso quelli che dovrebbero dare loro l'esempio. Sia gli atleti in acqua, attoniti, sia gli allenatori increduli per quanto sta avvenendo sulle gradinate. Intorno alle 19,30 sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Ariccia e, subito dopo, un'ambulanza. La vittima dell'aggressione, operaio saltuario presso una ditta di trasporti, è stata medicata dai sanitari sul posto e poi, da sola, si è recata al Pronto soccorso dell'ospedale dei Castelli: prognosi di 3 giorni per una ferita alla testa.

Secondo quanto riportano alcuni conoscenti, in passato il papà testa calda aveva già dato in escandescenze durante le gare del figlio. «Insomma, prima o poi si sapeva che sarebbe andata a finire così - dice un altro padre a proposito del 50enne tifoso del Vallericcia - infatti capitava che litigasse spesso con i genitori delle altre squadre, oppure che insultasse gli arbitri e addirittura che si esprimesse con parole pesanti nei confronti di suo figlio». Secondo quanto accertato dai carabinieri della compagnia veliterna il poliziotto è andato in auto a prendere il manganello di metallo e poi è tornato sugli spalti, aggredendo l'altro. Cinque minuti di follia in un tranquillo giorno di sport.

Jabot

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Ni.
Ti parlo per me (vigili del fuoco)
Colloquio con psicologo ogni 18 mesi alla visite mediche (sangue, urine, vista, otorino, ecg, pneumologica e colloquio con psicologo).
A seconda degli interventi che fai (gravità etc) e' prevista un colloquio con lo psicologo, ma e' facoltavivo.
Drug test e alcool test vengono invece fatti ad estrazione durante tutto l'anno.

Il problema e' che questa gente, oltretutto se recidiva, deve essere cacciata fuori dai palazzetti e dagli allenamenti dei figli, tanto possono solo dare un esempio di merda.

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FatDanny

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Anche con un fenomeno che coinvolge centinaia di alpini si riesce a parlare di "mele marce" :lol:

l'albero.
è sempre l'albero.

COLDILANA61

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spiega la questione alpini .

da dove nasce ?

e perche' ?


FatDanny

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mah, secondo me semplicemente le adunate militari sono soggette a questa roba perché palesano l'arretratezza culturale che purtroppo pervade la società più in generale.
Se ci fosse l'adunata delle squadre del calciotto del giovedì non penso che ne uscirebbe qualcosa di molto meglio.

Ciò che aggrava la situazione è che qui parliamo di un pezzo di esercito italiano.
Un pezzo di Stato.
Che per altro nel comunicato uscito oggi dimostra che il problema è proprio la cultura diffusa e radicata al loro interno e non alcuni singoli "maleducati" (cit).
Perché non ci si può nascondere dicendo che i grandi eventi so' così o addirittura che c'erano finti alpini infiltrati e che le denuncianti non sapevano riconoscere gli originali.

Una roba [...].

alasinistra

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Senza voler giustificare le eventuali molestie messe in atto dagli alpini, cosa dovrebbero dire quelli che ogni fine settimana (a volte anche per l'intera settimana) subiscono ogni tipo di molestia, verbale, fisica, acustica, dagli allegri frequentatori della movida di ogni benedetta città italiana?
Anche in questo caso è l'alcool  a farla da padrone (nello movida condita da tanta droga) e quindi non condannerei l'appartenenza ad un corpo militare o meno, piuttosto l'uso è abuso sconsiderato di sostanze alcoliche e droghe.
Sempre ieri un poliziotto ubriaco ha investito e ucciso un ragazzo, così come accade a centinaia di persone non necessariamente in divisa.

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FatDanny

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ma che c'entra mo' la droga?
:lol:

Duecento denunce rispetto ad un evento specifico che ha come minimo comun denominatore gli alpini ma se tira fuori la droga.
Così, de botto, senza senso.

ah, io me so' drogato per anni, non ho mai molestato mezza persona.
E come me tanti altri.
Non è la droga o l'alcool a rendere molesti, si è molesti e al massimo le sostanze aumentano il proprio essere una rottura de cazzo irrispettosa del prossimo (e soprattutto della prossima).

TheVoice

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Citazione di: alasinistra il 10 Mag 2022, 22:21
Senza voler giustificare le eventuali molestie messe in atto dagli alpini, cosa dovrebbero dire quelli che ogni fine settimana (a volte anche per l'intera settimana) subiscono ogni tipo di molestia, verbale, fisica, acustica, dagli allegri frequentatori della movida di ogni benedetta città italiana?
Anche in questo caso è l'alcool  a farla da padrone (nello movida condita da tanta droga) e quindi non condannerei l'appartenenza ad un corpo militare o meno, piuttosto l'uso è abuso sconsiderato di sostanze alcoliche e droghe.
Sempre ieri un poliziotto ubriaco ha investito e ucciso un ragazzo, così come accade a centinaia di persone non necessariamente in divisa.

Da un appartenente ad un corpo dello Stato (io allargherei il discorso anche a chi svolge ruoli amministrativi) ci si dovrebbe aspettare un codice morale ed etico inattaccabile, proprio per il ruolo e le funzioni che lo Stato gli attribuisce, ovvero di difesa degli interessi della collettività.

Che è tutt'altro rispetto a quello che pare emergere dai fin troppo numerosi episodi che si raccontano.

Nel caso degli alpini credo ci sia un fraintendimento rispetto al concetto di "spirito di corpo".

Oppure, ancor peggio, è paradigmatico

alasinistra

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Se non si è presenti a se stessi (a causa di abuso di alcool o droga che sia) succede quello che è successo con gli alpini o con i simpatici  frequentatori della movida notturna (in quei locali non si vendono tisane, giusto?).
Quindi, ripeto, a mio avviso è un problema che esula dallo status di chi compie le molestie.

FatDanny

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stai spostando la questione sulle sostanze per non parlare degli Alpini.
Un classico.
Pur di non criticare il corpo si tira fuori la mela marcia e i suoi comportamenti specifici.

E invece il problema è proprio la cultura di merda che è ampiamente diffusa nelle forze armate di questo paese, dalla polizia ai paracadutisti, passando per carabinieri, alpini e decidi tu chi vuoi aggiungerci.

Non c'entra assolutamente niente il discorso sulle sostanze, non c'è alcuna testimonianza che faccia pensare a sostanze come causa dei comportamenti, avvenuti a qualsiasi ora del giorno, nei bar, negli alberghi, per strada. Anche a mattino inoltrato, non alle due di notte.

Quindi perché tirare fuori le sostanze? Per non parlare della cultura.
Tiri fuori la movida perché in Italia è sempre così, se tocchi un corpo armato è tipo una bestemmia in piazza san pietro. Non sia mai.
Una bella eredità indiretta del fascismo questa sacralità della divisa.
Ed è proprio questo parte del problema.
In Italia la divisa finisce per essere marcia perché viene difesa da questa cultura di merda.
Non avesse questa sacralità il problema sarebbe stato estirpato alla radice da tempo.
A calci nel culo.

per altro non è affatto vero che non si è presenti a se stessi.
L'unica sostanza con cui non sono stato presente a me stesso è stata la salvia divinorum e tale effetto è durato circa 10 minuti.
Con tutte le altre sostanze mai perso la mia volontà consapevole. Al massimo un po' rallentato o rintonato, esaltato, distorto, iperattivo, introiettato o sparato in mille pensieri, ma sempre presente a me stesso e in grado di compiere scelte.
Le sostanze che ti fanno perdere coscienza, soprattutto se mischiate con l'alcool (cosiddetta droga dello stupro, metanfetamine, ecc), non sono così diffuse in raduni del genere, si trovano in altri contesti. E soprattutto se fosse questo il caso diventi una sorta di ameba ambulante, il rischio è di essere molestati più che di molestare.


alasinistra

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Rispetto il tuo punto di vista ma non concordo.
A me degli alpini o delle forze di polizia non interessa niente, ma fare una crociata su ogni caso che li riguarda, come se non si tratti di esseri umani, quindi in grado di sbagliare, è, sempre a mio avviso, sbagliato.
È non credo che l'atteggiamento degli alpini, alterati o no, sia differente da quello di gang o, per restare in tema, gruppi di ultras che insieme sbracano in azioni che, singolarmente, non farebbero

FatDanny

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Ma che c'entra che sono esseri umani?
Anche i soldati russi sono esseri umani. Anche i mafiosi sono esseri umani.
Quindi se parlassi della cultura mafiosa tu interverresti dicendo "consideriamo che sono esseri umani e possono sbagliare"?
No. Guarda caso sta cosa succede sistematicamente solo quando il gruppo considerato indossa una divisa.

Certo che singolarmente è probabile non ci sarebbe lo stesso comportamento, infatti stiamo parlando della cultura e delle dinamiche di determinati gruppi e non facendo il processo ai singoli. Ma non è questione generica, come se qualsiasi gruppo finisse per comportarsi così.
Come prima le sostanze questo è un modo per sviare.
No, non sono le sostanze né il fatto di essere in gruppo.

È quel gruppo specifico che dona ai componenti un senso di impunità. E spesso questo senso di impunità si accompagna ad una divisa. Non significa mica che connota solo le divise, ma che spesso le accompagna.

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Maremma Laziale

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Ci furono segnalazioni di simili comportamenti anche nelle precedenti edizioni, solo che non ebbero sufficiente risalto. Per dire, anche in questo caso ci sono voluti circa tre giorni per riuscire a scoperchiare sto squallido vaso di Pandora.
Diciamo che, al netto dei gggiovani (anzi, come dice quel tizio che sta sempre dalla Berlinguer, "giovinastri") infiltrati con il cappello tarocco, esiste effettivamente un bel problemino riguardante queste adunate.

Però è stupendo che, alle strette, basti dare la colpa alla gioventù. Nun c'hanno voglia de lavora' e ora si imboscano pure alle feste degli alpini....

Gio

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Chi ha fatto quelle cose è fortunato per il fatto di non dover tornare in caserma. Ha infangato il corpo e non ha applicato alcun codice condiviso. Prendersela coi più deboli e con gli indifesi è quanto di più disonorevole un soldato, di qualsiasi corpo e di qualsiasi grado, possa fare. In branco ancora di più. E' esattamente il contrario di quello che si sostiene in questo topic.
Qualcuno, tra gli Alpini, passerà un brutto quarto d'ora. Non pubblicamente perché, nell'esercito, i panni sporchi si lavano in famiglia. All'esterno si difende.
Che, poi, l'esercito abbia le sue regole è innegabile. D'altronde deve prepararsi a fare la guerra che è cattiva (e bisogna comprenderlo, si scrive altrove). Bisogna comprendere tutto, allora.

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