È chiaro che siamo davanti ad un caso magistrale di pensiero unico pre confezionato e servito bello pronto alla gente.
Viene tutto distorto ed interpretato a senso unico di proposito per dare alla Lazio il ruolo di quella brutta, sporca e cattiva.
È così soprattutto su argomenti ben più importanti, da sempre.
Ad un certo punto però si è deciso di attuare questo metodo anche nello sport, ai danni della Lazio.
Essendo un argomento di facile approccio però, il calcio e le sue dinamiche, il risultato di questo trattamento- metodo anti Lazio è imbarazzante, ridicolo, palesemente in malafede, lo capirebbe anche un bimbo di 8 anni che c'è qualcosa che non va.
Il pensiero indotto, preconfezionato, è che la Lazio è il male del calcio.
Perché fanno questo?
Non è difficile pensare che lo facciano perché sono pagati per farlo. E chi ci odia così, tanto da utilizzare il suo potere politico ed economico nel paese della mafia e dettare ai massmedia la linea da tenere?
Loro ovviamente, la risposta è scontata.
Da una parte ci sono Loro, belli, onesti, la squadra dei bambini che giocano a palla in strada durante il lock down, dall'altra quelli brutti che provano a bluffare con le provette.
Loro sono talmente belli che possono essere scelti come seconda squadra da tifare o seguire con simpatia, aumentando il traffico dei click e delle interazioni social che sono la nuova economia.
Ma cosa vendono Loro per far sì che vengano scelti per essere tifati?
Niente, essendo delle merde perdenti non hanno trofei, campionati o coppe da mostrare.
Hanno solo il potere economico e politico che usano per ricavarne il maggior profitto possibile e la nostra colpa è solo quella di essere nel posto sbagliato nel momento sbagliato.