Stadio della.... (Topic ufficiale)

Aperto da Redazione Lazio.net, 24 Dic 2014, 08:05

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

TestaccioLaziale

*
Lazionetter
* 4.693
Registrato
Citazione di: hafssol il 07 Lug 2022, 11:19
Quindi aggirerebbero agilmente la norma per cui terreni espropriati non possono essere alienati, con una concessione di edilizia privata su un'area che rimarrebbe pubblica?  :?

Ovviamente bisognerà approfondire, ma come soluzione a me qualche dubbio lo pone lo stesso.
Tanto ci metteranno un attimo a sostenere la pubblica utilità della  :asrm :x

Oddio non conosco bene questa situazione, me la potresti spiegare? Grazie

hafssol

*
Lazionetter
* 12.695
Registrato
Nei dettagli non la conosco nemmeno io, visto che il lancio sopra riportato parla genericamente di Pietralata e di terreni comunali, ma senza specificare di quale esatta area si tratti.
Qualora si trattasse di terreni che sono di proprietà comunale in seguito a espropriazioni condotte una decina di anni fa per finalità di edilizia pubblica direzionale, ricadrebbero sotto una norma che ne impedisce la successiva rialienazione a privati (che in effetti sarebbe illogica e smentirebbe l'interesse pubblico alla base dell'esproprio dell'epoca).
A parte cambiare le norme o inventarsi qualche interpretazione fantasiosa come quella che immaginavo prima, mi viene difficile pensare che un qualsiasi manufatto di un privato possa sorgere su un terreno che mantenesse destinazione pubblica.

arturo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.504
Registrato
Faranno un cambio di destinazione d'uso allora .
già mi immagino Gualtieri come un novello Marino che inviterà i sorci a fare pressione sui consiglieri comunali. :asrm

TestaccioLaziale

*
Lazionetter
* 4.693
Registrato
Iniziano come sempre a uscire cose non del tutto chiare.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Ranxerox

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.502
Registrato
Non credere, questi sono molto più scafati dei 5stelle. Andrà tutto liscio come l'olio.

WhiteBluesBrother

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 22.321
Registrato
Nel caso servisse, vi ho già detto come faranno.

.jacko.

*
Lazionetter
* 55
Registrato
Citazione di: WhiteBluesBrother il 07 Lug 2022, 19:29
Nel caso servisse, vi ho già detto come faranno.
Ti friskin non parlano ma li mortacci loro me sembrano pure seri speriamo che vadano falliti

COLDILANA61

*
Lazionetter
* 17.365
Registrato
Che faccio ? Ci vado pesante ?

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Goceano

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 6.785
Registrato

Ranxerox

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.502
Registrato
Dai, godiamocelo ancora un po'.
So' popo forti 'sti Friskies... :=))

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.740
Registrato
Stadio, c'è il sì a Pietralata La Roma: «Obiettivo 2026» (Il Messaggero)

IL FOCUS

Incassato dal Comune il primo, vero sì sullo stadio della Roma a Pietralata, in casa giallorossa si pensa alle mosse successive: depositare il progetto preliminare entro settembre. Ieri mattina, nota congiunta Campidoglio As Roma: «All'esito di una serie di riunioni congiunte», il Comune «prende atto positivamente della volontà da parte della società giallorossa di presentare nelle prossime settimane al Campidoglio uno studio di fattibilità per la realizzazione di uno  stadio su un'area comunale nella zona di Pietralata. L'iniziale esame urbanistico svolto sull'area individuata da AS Roma non ha infatti messo in evidenza elementi ostativi alla presentazione del progetto che dovrà essere attentamente valutato da Roma Capitale secondo l'iter amministrativo disciplinato dalla cosiddetta legge stadi (art. 1, comma 304, L. 147/2013)».
Un sì formale, nell'aria già da un paio di settimane. Ma, a viale Tolstoj il cronoprogramma interno prevede di chiudere entro settembre la stesura del progetto preliminare da consegnare in Campidoglio: la Roma ha già iniziato da settimane a lavorarci, di fatto sin da quando si era capito dai colloqui che carichi urbanistici, mobilità, impatto acustico e proprietà delle aree erano problemi considerati dagli uffici comunali più che risolvibili.

IL COMMENTO
«La possibilità di fare lo stadio entro il 2026 c'è, dovremo lavorare molto ma finora tutto è andato bene», ha detto il CEO della società giallorossa, Pietro Berardi, a margine della presentazione del trofeo della Conference League nel tour dell'Olimpico. Berardi ha aggiunto «Ci sono varie fasi amministrative, servono rilevazioni archeologiche, ambientali, acustiche, di mobilità. È ancora presto per un disegno definitivo dello stadio, ci sarà nelle prossime settimane e mesi ma il nuovo stadio non avrà una capienza inferiore all'Olimpico». Il nuovo impianto - capienza prevista fra 55mila e 60mila posti, da realizzare in rialzo rispetto al piano stradale, con qualche negozio intorno - sorgerà alle spalle della stazione Tiburtina, quindi connesso sia con i treni alta velocità che con i regionali, inclusi quelli da e per l'aeroporto di Fiumicino. Avrà la fermata della linea B della metro di Quintiliani a 400 metri di distanza e sarà accessibile da Bologna, linea B1 attraverso un ponte pedonale che scavalcherà i binari della ferrovia all'altezza di viale Lorenzo il Magnifico. I parcheggi dovrebbero essere collocati nelle aree limitrofe alla ferrovia. L'accessibilità privata sarà garantita dalla Tangenziale Est, da via dei Monti Tiburtini e via di Pietralata, da Via Tiburtina (raddoppiata) e dalla penetrazione urbana dell'autostrada Roma-L'Aquila. La costruzione dei due ponti ciclopedonali, quello a Lorenzo il Magnifico e quello sull'uscita Pietralata della stazione serviranno per ricucire la connessione con l'area verde entro cui sorgerà lo Stadio.

LA MOBILITÀ
Da un punto di vista di mobilità, quindi, l'unico vero nodo da sciogliere in sede progettuale sarà garantire un corridoio riservato alle ambulanze da e per l'adiacente ospedale Sandro Pertini. Che dovrà anche essere ben isolato acusticamente. Non a caso, nelle scorse settimane anche l'assessore ai Trasporti, Eugenio Patanè, aveva spiegato: «È evidente che il sito di Pietralata da un punto di vista trasportistico e viabilistico avrebbe dei vantaggi rispetto ai siti proposti in passato. Pietralata è ben servito dal trasporto pubblico locale. Bisognerà puntare l'attenzione su via dei Monti Tiburtini per salvaguardare in qualche modo l'ingresso dell'ospedale Pertini». C'è infine la questione che riguarda i vecchi espropri fatti nei decenni scorsi per realizzare lo Sdo. Sia la Roma che il Campidoglio, però, ritengono che il tema sia risolvibile: gli anni trascorsi dovrebbero mettere al riparo l'iter dal rischio ricorsi.

Fernando Magliaro

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.740
Registrato
L'amministrazione  e il club rompono  gli indugi: comunicato ufficiale sulla scelta del sito, ora un bando designerà l'architetto del nuovo impianto

roma, ecco la tua casa  (Corriere dello Sport)

L'iter comincia immediatamente , entro ottobre  il progetto completo. Gualtieri: «Questi sono fatti» 
La capienza sarà  di circa 65.000 spettatori: simile   a quella attuale 
Zona ben servita dai trasporti  Superabile il nodo degli espropri 


di Roberto Maida

ROMA
 
Non è ancora la prima pietra ma è sicuramente Pietralata. Nel giorno in cui la coppa della Conference League è stata portata all'Olimpico, la Roma e il Campidoglio rompono gli indugi sul nuovo stadio: attraverso un comunicato congiunto, viene ufficializzata la scelta del sito sul quale l'opera verrà costruito, con l'obiettivo di inaugurarlo «entro il 2026» come ha chiarito il Ceo incaricato dalla famiglia Friedkin, Pietro Berardi.

  PASSAGGI. Il progetto compiuto verrà consegnato entro il mese di ottobre negli uffici del Comune. Per poi avviare l'iter che passa per la concessione dei vari permessi: l'analisi di eventuali irregolarità del dossier, la delibera del Consiglio sul pubblico interesse, la Conferenza dei servizi della regione, la convenzione urbanistica che servirà a sancire l'accordo tra parte privata e pubblica, la variante al piano regolatore urbano. Ci vorrà pazienza, come è successo in passato, ma stavolta la Roma è sicura di arrivare fino in fondo perché dal primo giorno ha concertato ogni passo con la giunta Gualtieri. Ieri il sindaco, a Parigi per il gemellaggio tra le capitali, ha chiarito: «La nostra politica è stata "prima i fatti, poi gli annunci". Ora possiamo svelare che questa fase istruttoria ha verificato che in quell'area, scelta dalla As Roma, è possibile costruire uno stadio. Adesso aspettiamo che la Roma presenti il suo progetto, che noi valuteremo».

SOLO LUI. In verità la Roma aveva studiato altre zone, prima di virare su Pietralata. Ma i Friedkin hanno compreso che sarebbe stato più agile il processo in un'area ben servita dalle infrastrutture, tra stazione Tiburtina e metro B, non lontana dal centro ma neppure dal Raccordo Anulare, che anche il Comune aveva intenzione di riqualificare. «Il profilo e il perimetro dell'area - ha continuato Gualtieri - sono adatti a uno stadio, non ad altre tipologie di edificazione». Questo è un altro elemento che la Roma ha sposato: rispetto al progetto abortito di Tor di Valle, che prevedeva la costruzione di un complesso immobiliare, i Friedkin hanno garantito di essere interessati esclusivamente allo stadio, con tutte le attività commerciali connesse, che potranno favorire «la riqualificazione urbanistica» di una vecchia borgata piazzata nel quadrante nord-est della città.

IL NODO. Lo stadio è stato dunque immaginato sui "prata lata", vecchia denominazione latina dei Grandi Prati della zona. Pietralata, appunto, che Pier Paolo Pasolini ha reso famosa attraverso i suoi capolavori. Oggi l'area scelta, tra via dei Monti Tiburtini e la via Tiburtina, si presenta brulla e scoscesa ma sotto il profilo idrogeologico, nonostante la vicinanza del fiume Aniene, non presenta criticità. Il problema che gli uffici legali della Roma e del Comune stanno risolvendo riguarda la proprietà della zona: la superficie era stata espropriata negli Anni 60 per consentire la realizzazione dello Sdo, il Sistema direzionale orientale, una sorta di città dei ministeri. La legge prevede che un esproprio venga effettuato per una finalità specifica. Se la finalità cambia, esiste l'ipotesi che il vecchio proprietario impugni il provvedimento per riavere indietro i terreni. Ma dopo un'attenta analisi, gli esperti hanno valutato di poter difendere il progetto anche davanti a una causa perché sarebbe scaduto il termine di 10 anni entro il quale il proprietario avrebbe dovuto chiedere la restituzione dell'area. Questo tema sarà comunque oggetto di ulteriore approfondimento nei prossimi mesi.

FANTASIE. Per il resto è prematuro prevedere il design dello stadio, dal momento che l'architetto a cui sarà affidato il progetto verrà selezionato attraverso un bando, né si conoscono ancora i finanziatori che sosterranno la famiglia Friedkin nel lungo viaggio verso l'inaugurazione. Di sicuro non sarà uno stadio piccolo: Berardi ha spiegato che conterrà più o meno gli stessi spettatori dell'Olimpico, quindi non meno di 65.000.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.740
Registrato
il commento

La Capitale che esce dal letargo  (Corriere dello Sport)

di Marco Evangelisti
 

Il Cristiano Ronaldo della Roma non dribbla, non sfonda sulla fascia, può segnare diversi gol ma in senso metaforico. Soprattutto, non va via ogni volta che si alza il vento e a lui o ai suoi rappresentanti viene in mente che bisogna tentare di vivere da qualche altra parte. Non è una decorazione squisita, è la base della torta. Lo stadio di cui si parla da dieci anni e di cui ad andare bene ma proprio bene si dovrà fare a meno per altri quattro. 
Ieri era il settimo giorno di luglio, la data da qualche profeta detta che avrebbe dovuto portare in giallorosso il grande bonbon di mercato, l'avvento del secondo messia dopo lo smisurato atterraggio di Mourinho. Ha portato invece un fragile e magro comunicato, qualcosa di simile a una promessa pronunciata al vento, una dichiarazione d'intenti esposta alle diecimila cose che possono succedere nell'universo, novemilanovecentonovantanove delle quali negative. Però è un primo foglio in attesa della prima pietra. E ha l'aria di essere molte volte più solido, come promessa, di qualsiasi precedente spettacolo messo in scena nelle sale luccicanti del Campidoglio con sindaci, urbanisti, assessori spenti e plastici coreografici.
Inutile star qui a ripetere perché non si fa calcio di vertice autentico oggi senza uno stadio moderno e in uso esclusivo da etichettare e sfruttare a proprio piacimento. Basterà ricordare come la Juventus nei primi cinque anni di attività del suo impianto abbia quintuplicato gli introiti derivanti dalle giornate di partita, arrivando a 66 milioni nella stagione precedente il Covid, come da report annuale della Deloitte. Mentre il Barcellona, maestra di vita nel settore, aveva toccato quota 158. Meglio della vendemmia di una Champions. 
Saranno calcoli divertenti con cui giocherellare, quando i soldi cominceranno ad affluire davvero. Ciò che oggi ci chiediamo e si chiedono i tifosi della Roma è perché mai bisognerebbe credere a questo foglio di carta, o a questo messaggio effimero come tutti gli enti digitali, dopo essere passati attraverso nuvole di coriandoli, annunci roboanti, meaviglie architettoniche, due inversioni di marcia politiche nell'amministrazione della città, veti del sovrintendente, progetti storpiati, accordi disattesi, ansie per l'attività riproduttiva delle rane salterine, ed esserne usciti a bocca asciutta.
Ebbene, tanto per cominciare non c'è più una giunta ideologicamente contraria, infastidita e atterrita da ogni iniziativa privata, tendente a fare un unico fascio di attività e corruzione, imprenditorialità e illecito. Non c'è più neppure un progetto fantasmagorico, colossale, se vogliamo megalomane. Ci sono prudenza, invece, commercio a misura d'uomo e di contingenza economica, una struttura d'intrattenimento al passo con i tempi. C'è una zona da valorizzare sì, ma non da terraformare, non da ricreare completamente come fosse un nuovo universo e neppure un nuovo quartiere. Ci sono infrastrutture già pronte e opere pubbliche da realizzare in misura ragionevole.
Ci sono soprattutto una città in letargo da riscattare e un'amministrazione che ha colto il senso simbolico di questo stadio in embrione: seppellire anni di pigrizia patologica, di paralisi del coraggio, di aziende in fuga e posti di lavoro dispersi, di grandi rifiuti, di Olimpiadi respinte per tremore e ignoranza, di rassegnazione al crepuscolo e fughe dal futuro.
Per quanto ci riguarda, noi osserveremo con partecipazione e sorveglieremo con serietà.
Dall'altra parte abbiamo la proprietà di una squadra di calcio che non comprende perché mai il nome Roma debba restare un relitto dell'antichità e non lo accetta. Probabilmente dieci anni fa qualcuno non aveva capito. Adesso sì. 

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.740
Registrato
Annuncio all'esposizione della Conference 

«Tocca a noi  sarà pronto  per il 2026»  (Corriere dello Sport)

Il Ceo Berardi: «Grazie al sindaco e al suo staff, c'è forte volontà  di arrivare fino alla realizzazione» 
«Ora possiamo avviare i rilievi   che porteranno  alla presentazione»
 

di Jacopo Aliprandi
ROMA
 
È stata la giornata del trofeo della Conference all'Olimpico, ma anche del tanto atteso annuncio sull'avvio dei lavori per il nuovo progetto stadio della Roma. I tifosi hanno festeggiato la notizia del comunicato congiunto tra il club giallorosso e il Comune come un vero acquisto di mercato, così come hanno ascoltato con grande interesse le parole del Ceo della Roma, Pietro Berardi, sulle prime notizie legate al nuovo progetto di Pietralata. 
La prima dichiarazione è naturalmente legata alla tempistica: «Adesso la palla è sul campo della Roma per dimostrare che le aspettative che abbiamo generato serviranno per realizzare lo stadio. Esiste la possibilità di fare l'impianto entro il 2026, dovremo lavorare molto ma per ora tutto è andato bene. Voglio ringraziare il sindaco e il suo staff, ci siamo trovati bene sin dall'inizio ed è stata una bella collaborazione. Era importante fare l'annuncio oggi, qui, è una data importante: ci rimbocchiamo le maniche e ci mettiamo al lavoro». 
Curiosamente le parole del dirigente della Roma sul nuovo stadio sono arrivate proprio dal cuore dell'Olimpico, a margine dell'inaugurazione dell'esposizione della coppa Conference League: «Abbiamo portato il trofeo nella casa che oggi è della Roma». Un chiaro riferimento all'avvio dei lavori per il nuovo impianto e al comunicato pubblicato appena qualche ora prima della sua partecipazione all'evento. 

L'UOMO DEI FRIEDKIN. Dopo l'addio di Stefano Scalera nel dicembre 2021 per rientrare al Mef, Berardi si è occupato in prima persona del progetto stadio e dei rapporti con il Comune, per avere sempre un confronto diretto con il Campidoglio e trovare punti d'incontro in modo da evitare di incappare negli stop che hanno contraddistinto il lungo e tormentato iter di Tor di Valle. I Friedkin hanno scelto il loro uomo di fiducia per occuparsi del progetto più importante della loro presidenza. 
Berardi è arrivato alla Roma nell'ottobre del 2021 dopo una lunga carriera nazionale e internazionale di alto livello. Ha conseguito un Mba a Boston e ha proseguito la carriera presso Royal Dutch Shell in Europa prima di trasferirsi nel settore dell'automotive, dove ha lavorato per oltre quidici anni in ruoli di leadership negli Stati Uniti. All'inizio del 2020 era stato nominato presidente e ceo di Pirelli in Nord America prima di accettare l'incarico offerto da Friedkin. 

LA CAPIENZA. Berardi ha voluto sottolineare la stretta collaborazione con il Comune, che ha già visionato la prima bozza del progetto: «Ma ci sono varie fasi amministrative prima della presentazione: le rilevazioni archeologiche, ambientali, acustiche, di mobilità. Abbiamo eseguito tutte quelle incombenze che porteranno alla fase finale. È ancora presto per un disegno definitivo del progetto stadio, arriverà nelle prossime settimane, nei prossimi mesi. Decideremo sempre con il Comune di comunicare le varie date e tappe. Sicuramente è una bella cosa il comunicato congiunto, dimostra forte volontà da entrambe le parti di fare lo stadio». 
Il Ceo giallorosso ha anche rassicurato i tifosi sulla capienza dell'impianto. Inizialmente, dalle prime indiscrezioni, si parlava di uno stadio da 40.000 posti, massimo 45.000. È stato proprio Berardi a fare chiarezza: «Non avrà capienza minore dell'Olimpico». 

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.740
Registrato
PIETRALATA GIALLOROSSA

Friedkin-Gualtieri, accordo
totale per il nuovo stadio (Leggo)


Annuncio del Club con il Comune: 60mila posti da realizzare entro il 2026

Francesco Balzani

Il nuovo stadio e l'uscita dalla Borsa. La Roma dei Friedkin è pronta a sfruttare due trampolini per fare il grande salto. Ieri il club ha ufficializzato in un comunicato congiunto con Roma Capitale la scelta dell'area di Pietralata come zona dove costruire il nuovo stadio di proprietà dopo il tentativo maldestro di Tor di Valle sotto la gestione Pallotta. «Roma Capitale prende atto positivamente della volontà da parte della società giallorossa di presentare nelle prossime settimane al Campidoglio uno studio di fattibilità per la realizzazione di uno stadio su un'area comunale nella zona di Pietralata. Roma Capitale e AS Roma condividono che il nuovo stadio dovrà rappresentare un volano per la riqualificazione sostenibile e senza aggravi urbanistici del quartiere Pietralata». Considerando come ai Friedkin piaccia andare spediti, la sensazione è l'iter si concluda entro il 2026. L'area scelta si trova in via dei Monti Tiburtini, proprio di fronte all'ospedale Pertini, e si distende per circa 4 chilometri nel suo perimetro fino ad arrivare a Largo Sacerdote. La zona è servita dalla linea B della metropolitana "Monti Tiburtini", distante circa 10 minuti a piedi, e dalla fermata "Quintiliani". Non molto distante c'è anche la stazione metro, bus e ferroviaria "Tiburtina". Si trova tra la Tangenziale  e la Roma- L'Aquila. L'area - in completo abbandono - è di proprietà di Roma Capitale e quindi non serve acquistarla, come fu nel caso di Tor di Valle, da un costruttore privato. «C'è la possibilità di costruirlo entro il 2026. Abbiamo compiuto le fasi che portano alla fase finale - ha ammesso ieri il Ceo romanista Berardi durante la presentazione della Conference all'Olimpico - Finora siamo stati riservati, decideremo sempre con il Comune e col sindaco Gualtieri di comunicare insieme le tappe rilevanti. Tutto questo dimostra volontà comune». Sulle dimensioni: «Non sarà più piccolo dell'Olimpico», promette Berardi. La capienza dovrebbe essere superiore ai 60 mila spettatori.

Redazione Lazio.net

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 72.740
Registrato
Roma, a Pietralata il nuovo stadio
Berardi: «Sarà pronto nel 2026» (Corriere della Sera - ed. romana)


Il Ceo giallorosso: «E sarà grande come l'Olimpico». Ieri l'accordo tra il club e il Campidoglio

La notizia era nell'aria da diverso tempo, ma da ieri mattina è ufficiale: l'area scelta in accordo con il Campidoglio per il nuovo stadio della Roma è quella di Pietralata- Monti Tiburtini, di fronte all'ospedale «Sandro pertini», in una zona che si estende praticamente sino alla stazione Tiburtina. A darne la conferma, la società giallorossa e il Comune con un comunicato congiunto. «All'esito di una serie di riunioni - si legge nella nota diramata a metà mattinata - tra gli uffici dell'amministrazione capitolina e i tecnici di AS Roma Spa tenutesi negli scorsi mesi, Roma Capitale prende atto positivamente della volontà da parte della società giallorossa di presentare nelle prossime settimane al Campidoglio uno studio di fattibilità per la realizzazione di uno stadio su un'area comunale nella zona di Pietralata ».
Archiviato definitivamente il precedente progetto-Tor di Valle, si riparte con un nuovo percorso che, come il precedente, seguirà l'iter previsto dalla «legge stadi». «L'iniziale esame urbanistico - prosegue la nota - svolto sull'area individuata da AS Roma non ha infatti messo in evidenza elementi ostativi alla presentazione del suddetto progetto che sarà attentamente valutato da Roma Capitale secondo l'iter amministrativo disciplinato dalla cosiddetta legge stadi (art. 1, comma 304, L. 147/2013)». Grande la soddisfazione espressa sia da parte della società giallorossa sia da parte del Campidoglio, soprattutto perché il nuovo stadio si andrà ad integrare nel tessuto urbano del quartiere, e non ci sarà bisogno di particolare interventi sulle infrastrutture e sulla mobilità. «Roma Capitale e AS Roma condividono che il nuovo stadio dovrà rappresentare un volano per la riqualificazione sostenibile e senza aggravi urbanistici del quartiere Pietralata e, più in generale, per lo sviluppo della Capitale». Il Ceo della società giallorossa, Pietro Berardi, ha fissato già una possibile data per l'inaugurazione: «C'è la volontà - le sue parole - di fare lo stadio entro il 2026. Dovremo lavorare molto da entrambe le parti, ma finora tutto è andato bene quindi voglio ringraziare il sindaco e la sua squadra per il supporto, ora ci rimbocchiamo le maniche e ci mettiamo subito al lavoro». Manca ancora un progetto definitivo. «Ci sono dei passi da compiere - ha proseguito Berardi - bisogna fare rilevazioni archeologiche, ambientali e acustiche. Non c'è ancora un disegno dello stadio, è ancora presto, lo si avrà nelle prossime settimane o mesi. Finora siamo stati riservati, decideremo sempre con il Comune di comunicare insieme le tappe rilevanti. Tutto questo dimostra volontà comune ». La possibile capienza ridotta preoccupa i tifosi, ma Berardi li rassicura. «Non sarà più piccolo dell'Olimpico». Sul tema è intervenuto anche il sindaco Roberto Gualtieri, in visita ieri a Parigi. «Abbiamo lavorato con grande intensità e riservatezza, la nostra politica è stata "prima i fatti, poi gli annunci". Adesso aspettiamo che la Roma presenti il suo progetto, che noi valuteremo. L'area è stata scelta dalla società, noi abbiamo verificato con attenzione l'esistenza di controindicazioni o problemi, e in linea di principio possiamo annunciare che è possibile procedere sulla base della legge stadi ».

Gianluca Piacentini

arturo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 16.504
Registrato
Quindi ricapitolando , il comune espropria dei terreni ai privati per realizzare un'opera pubblica , per vari disguidi che potrebbero essere causati ad hoc , l'opera pubblica non la faccio più ed i terreni li  vendo/regalo ad un amico?
Fico.
:asrm

WhiteNoise

*
Lazionetter
* 6.347
Registrato
Citazione di: arturo il 08 Lug 2022, 08:30
Quindi ricapitolando , il comune espropria dei terreni ai privati per realizzare un'opera pubblica , per vari disguidi che potrebbero essere causati ad hoc , l'opera pubblica non la faccio più ed i terreni li  vendo/regalo ad un amico?
Fico.
:asrm

Regalare è impossibile (spero!). Vediamo quanto lo pagheranno.
Però già che dei terrei destinati a pubblica utilità vengano destinati a privati (privati che dal 1927 rappresentano il contrario dell'utilità) è una grossa grossa forzatura.



Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Tarallo

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 111.509
Registrato
Il 18 giugno 2002 un accordo con la municipalità torinese consegna alla società bianconera il diritto di superficie sull'area del Delle Alpi per i successivi 99 anni,[48] al prezzo di 25 milioni di euro;[49] il patto, oltre alla futura costruzione di un nuovo impianto adatto al calcio,[50] sicuro e redditizio,[51] prefigura la trasformazione della Continassa in una cittadella juventina[52] con l'ulteriore edificazione di museo, centro medico, centro d'allenamento, sede sociale,[53] vari spazi commerciali[54] e altre iniziative rivolte ai tifosi.

Drake

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 5.840
Registrato
Citazione di: Redazione Lazio.net il 08 Lug 2022, 07:23
Il problema che gli uffici legali della Roma e del Comune stanno risolvendo riguarda la proprietà della zona: la superficie era stata espropriata negli Anni 60 per consentire la realizzazione dello Sdo, il Sistema direzionale orientale, una sorta di città dei ministeri. La legge prevede che un esproprio venga effettuato per una finalità specifica. Se la finalità cambia, esiste l'ipotesi che il vecchio proprietario impugni il provvedimento per riavere indietro i terreni. Ma dopo un'attenta analisi, gli esperti hanno valutato di poter difendere il progetto anche davanti a una causa perché sarebbe scaduto il termine di 10 anni entro il quale il proprietario avrebbe dovuto chiedere la restituzione dell'area. Questo tema sarà comunque oggetto di ulteriore approfondimento nei prossimi mesi.
Come poteva richiedere la restituzione dell'area entro dieci anni se il cambio destinazione d'uso avviene cinquant'anni dopo. In questo modo si sta praticamente certificando che lo stato può espropriare qualsiasi terreno per un motivo ben preciso e dopo 11 anni farci invece il cazzo che gli pare, tipo regalarlo a un altro privato. A me che non sono un legale sembra un argomentazione molto debole, se non proprio assurda. Ma aspetto pareri da chi ne sa di più.

Discussione precedente - Discussione successiva