Me sò venuti i lucciconi a sentirlo parlare così spontaneamente e semplicemente della "lazialità": il legame sin da bambino, l'idolo che indossa il 13 e tu ti scegli quella maglia che te porti ovunque, anche al Milan, la onestà e personalità di non rinnegare mai la propria fede pur rimanendo sempre professionale anche quando ha giocato contro di noi, l'idea di un percorso sportivo tracciato con l'idea un giorno di "approdare alla Lazio" ma in un età matura ed ancora ttiva. Tante cose meravigliose, tante cose che mi hanno fatto pensare a Sandro ed alla storia interrotta con noi nel 2002 che ora Alessio sembra in parte ricucire con il percorso inverso: brividi forti, brividi biancoazzurri.
P.S.:...se prendesse da parte Acerbi e ce scambiasse due chiacchiere credo che forse lo aiuterebbe a capire meglio tante cose che purtroppo lui ha sempre avuto difficoltà a comprendere appieno (e non parlo solo del gesto verso la curva che forse è quello che mi interessa di meno, ma lo spirito e l'appartenenza verso questa tifoseria, l'umiltà ed il rispetto verso la lazialità).