Se Atene piange, Sparta ride.
Ci sono malumori in casa Lazio, inutile negarlo, e sono ancora più stridenti se paragonati alla luminosa positività che, invece, si respira dall'altra parte del biondo Tevere esaltato da una campagna acquisti che sembra essere stata cucita con sartoriale maestria addosso al condottiero lusitano.
Nella giornata di ieri, invece, Maurizio Sarri ha dovuto registrare l'oramai tradizionale assenza di Luis Alberto alla sua chiamata.
Il calciatore spagnolo, infatti, da tempo
entrato nell'ordine di idee che lasciare Roma sia preferibile, ne ha fatta un'altra delle sue risultando assente ingiustificato all'allenamento con il resto della squadra.
Già lo scorso anno l'andaluso aveva fatto parlare di sé per via di una certa "reticenza" nel raggiungere il ritiro della squadra e, ancora prima, si era lasciato andare a commenti al vetriolo circa le priorità di spesa del club che preferiva investire in improbabili velivoli anziché pagare i suoi tesserati.
Quella di ieri, insomma, non è che l'ultima bravata, forse un ennesimo segnale di insofferenza che comincia a serpeggiare dalle parti di Formello e non solo relativamente a Luis Alberto.
Chiunque abbia assistito allo zoppicante precampionato dei biancocelesti non può non aver notato qualche ombra addensarsi sul viso del compagno di reparto di Luis, Milinkovic -Savic.
Sul serbo circolano voci insistenti di un suo trasferimento, sono anni che se ne parla ma alla fine il Sergente, come lo chiamano i tifosi laziali, non è mai riuscito a (o non ha mai voluto) lasciare il club di Lotito, forse anche per le cifre sparate dal patron. Chissà, però, che quest'anno non sia il momento giusto, se lascia Luis, forse anche il serbo potrebbe decidere di cambiare aria.