Non era tifoso della Lazio, così come non era un tifoso delle merde.
In passato lo trovavo insopportabile perché recitava la parte del riomanista sia in radio che sul giornale (ma forse qualcuno dimentica che per anni le firme della Lazio su "il tempo" erano Luigi Salomone e Daniele lo Monaco, tifosissimo riommico che quando ha avuto la possibilità di andare a lavorare per testate riommiche ha vomitato sulla Lazio continuamente).
Non l'ho mai considerato più di tanto, anche per la storiaccia delle finte questioni massoniche che portò avanti con quel losco figuro di Marione.
Però da quando l'ho cominciato a leggere su Twitter ho scoperto una persona pacata, intelligente, ironica e molto più onesta intellettualmente di svariati colleghi.
In questo senso mi sono "affezionato" a lui solo in quest'ultimo periodo, tant'è vero che neanche io sapevo nulla della malattia.
Per quel poco che ho potuto conoscere di lui attraverso Twitter, mi dispiace non averlo potuto apprezzare prima. Ma come scriveva un altro netter prima di me, purtroppo certe regole tristi e campanilistiche del giornalismo soprattutto romano rischiano di affossare le proprie qualità in funzione di una garanzia di lavoro.
Peccato, ma trovo che sia comunque bello lasciare un buon ricordo in tutti, indipendentemente dal corso degli eventi.
R.I.P.