Per "hummus": scusate, la colpa è mia, nel post di qualche pagina fa l'ho scritto sbagliato e quindi ho dato il via all'errore. Sembra appunto una dinamica da coro smozzicato poi cantato da tutti, vero?

A parte scherzi, volevo dire a Lazio style che il tentativo di trovare una chiave di lettura alternativa a quella più spietata (e più giusta, per me) di FD è esattamente il modo in cui i comunicatori Laziali tendono a evitare il problema.
Se fosse veramente una questione condivisa dalla Gran parte dei Laziali, per me dissociarsi sarebbe stato facile. Migrare in altri settori dello stadio pure.
Ma ciò non avviene, e per me non avviene appunto perché le persone per le quali questa convivenza con il fascismo più becero insieme al tifo per la Lazio è semplicemente insostenibile sono poche. E quindi o sanno di non poterci fare molto (se non prendersi insulti o peggio), oppure temono di avere contraccolpi sul lavoro (giornalisti e comunicatori) e nei rapporti con lo stadio e gli ultras.
Già questa cosa dovrebbe farti capire quanto invece il problema sia grande. Non puoi non ammettere e non notare, al di là di tutto, che la nostra curva IN PARTICOLARE sia molto attiva nella rivendicazione politica e ideologica della propria radice ultra destrorsa.
E come dice Fat, questo fa guadagnare consensi soprattutto in ambito politico (facciamo la conta di quante volte un esponente di FN, CasaPound e FDI si è espresso sulla Lazio o a favore dei Laziali) e nei contesti in cui questo marchio è apprezzato (le curve di triestini, interisti, veronesi e altri estremisti dell'est Europa).
Ci sono realtà ugualmente estreme in altre curve, e chi lo nega. Ma diciamo che la costanza e la compattezza del tifo della Lazio, spesso, riesce a mettersi in evidenza.
Te ne dico una: in anni di stadio sento sempre un brivido quando vedo un giocatore di colore segnarci o fare un brutto fallo su uno dei nostri, perché so quale sarà la reazione. Leggo sempre con un filo di ansia gli striscioni che vengono innalzati prima e durante alcune partite. Una sera ho portato mio figlio a vedere la nazionale perché me lo aveva chiesto da tempo, si trattava di Italia Svizzera. Beh, ammetto che mi sono goduto uno stadio che fischiava e basta i giocatori avversari, anche quelli di colore, anche quando segnavano o facevano qualcosa di esagerato in campo.
Ripeto, non si tratta di analisi logica, è percezione reale, e quella può essere discussa riguardo il suo livello di intensità o di ripetitività. Ma sull'esistenza di un costante quanto determinato modo di connotare il tifo con elementi spesso estremisti/xenofobi/discriminatori non possiamo nasconderci. Questi siamo, in curva, in distinti, addirittura in montemario, dove una volta mi sono pure lasciato scappare "state sempre zitti, perché non potete starci pure quando volete ululare?".
Ero con mio figlio, un ragazzetto mi ha detto qualcosa (sembrava un insulto) un altro mi ha guardato male per svariati minuti.
Ecco, io non credo di dire più niente, perché è una guerra che non posso vincere. Ma almeno qui sul forum posso evitare di mentire a me stesso.