Sono a conoscenza della corresponsabilità di Casa Pound, ma è l'ultimo dei problemi. Sarebbe fin troppo facile per me scagliarmi contro quel covo di fasciti, xenofobi e razzisti, ma non posso e ti spiego perché. Casa Pound, da merda qual è, ha fatto il suo lavoro di merda, ma l'ha fatto sospinta da una retorica che spacciava per vere cose che non lo sono. L'ha fatta perché poteva farla e tale occasione non se l'è procurata, ma le è stata fornita. La sinistra è ridotta a un simulacro (un'astrazione, come ho scritto molti post fa) che non ha più riscontro di rappresentanza in progetti che possano incidere sulla collettività. Sopravvive individualmente e in sparuti gruppi che sono voci nel deserto. Perché non rappresenta più le fasce sociali per cui era nata, perché non oppone progettualità di tutela, ma pure critiche filosofiche che non solo hanno impatto zero sulle vicende sociali, ma provocano una costante emorragia di consensi, fenomeno del tutto meritato. E' una politica fatta di parole e se a questo aggiungi che perfino quelle parole non hanno più senso, perché, nel caso specifico in questione, i braccianti ti chiedono conto dei soldi mancanti al totale raggiunto dalla raccolta fondi, intesa per essere destinata per intero alla Lega braccianti, scusami, io non posso prendermela con Casa Pound, posso solo inveire contro di te, razza di [...]. Contro di te e contro chi ti ha candidato, perché siete traditori. Mi chiedo quando i braccianti e i migranti potranno eleggere un nuovo rappresentante che abbia un minimo di credibilità, in un paese che ha costretto un medico condotto di colore a lasciare il proprio posto di lavoro a suon di insulti razzisti. E la risposta che mi do è sconfortante. Era un'occasione meravigliosa per dare voce a una categoria senza patrocinio, l'hanno trasformata in una pietra tombale e questo è imperdonabile.