Citazione di: Aquila1979 il 30 Nov 2022, 18:06
una domanda provocatoria, soprattutto per FD che credo abbia studiato la cosa in lungo e in largo.
dobbiamo mantenere chi non lavora... perché? perché è etico? perché siamo una comunità? perché è un'opportunità? perché conviene a tutti nel lungo periodo?
perché conviene a tutti.
Il lavoro necessario non è una cifra fissa, ma non è nemmeno un dato che possa essere modificato a piacimento. Dipende dal livello degli investimenti, dalla congiuntura, da elementi aleatori come la fiducia delle imprese.
Quindi la questione è anzitutto rendersi conto che allo stato attuale, ce lo dicono gli istituti di statistica e gli enti di ricerca sul lavoro, la domanda non è in grado in alcun modo di assorbire l'offerta.
Non solo perché l'offerta è dequalificata, inabile, ecc ecc ma proprio perché una quota parte non serve (a produrre profitti).
Dinanzi a questa situazione ci sono tre possibilità:
1) distribuire il totale del lavoro.
Se in totale si lavora 80 ore e facciamo 10 ore in 8 e 2 restano a casa, se le ore diventano 8 lavoriamo tutti e dieci.
Il problema di questa misura è che è estremamente comunista, nel senso che il costo di questa trasformazione va a carico del capitale perché si trova a pagare di più (più persone a parità di salario) per ottenere lo stesso.
Agli attuali rapporti di forza mi sembra improbabile.
2) lo Stato assume e aumenta così la domanda di lavoro aumentando i servizi di welfare.
Di questo oggi ce ne sarebbe un gran bisogno, ma....
in primo luogo aumenti la spesa, un infermiere o un badante non lo paghi quanto un RdC.
In seconda battuta, problema vero, questi settori fanno gola a pezzi di capitale. Se tu offri i servizi tramite lo stato loro perdono il profitto. E non sono molto disposti (come si è visto nell'erosione del pubblico degli ultimi 20 anni)
3) a condizioni invariate ti accolli la quota che non riesci ad occupare.
Il vantaggio è il mantenimento dello status quo, motivo per cui il RdC inteso alla 5S non è una misura rivoluzionaria, è utilizzato da svariati paesi di centrodestra, semplicemente è un modo per garantire la tenuta sociale di un paese.
Il problema è la soglia, che però in italia è già particolarmente bassa! il problema non sono i percettori del reddito, ma i padroncini che non hanno il margine per fare impresa ma pretendono di farla lo stesso. E per questo portano avanti una battaglia moralista che mistifica completamente la realtà occupazionale.
Ora, qual'è il problema? Che la misura, che il grande capitale sarebbe dispostissimo a tenere così com'è, nasce in una fase populista in cui l'élite era messa in discussione. In quel contesto il timore era che quello fosse solo un primo passo verso ulteriori rivendicazioni di tipo analogo.
é chiaro che se il reddito da 500 passa a 1000 diventa un problema politico (non economico, politico, di rapporti di forza conflittuale) anche per la grande impresa. Che quindi ha tirato la volata alla propaganda anti-reddito.
Se vedete infatti, ora che Meloni lo demolisce sono molto ma molto più cauti.
Perché ok fermare la possibile ondata populista, ma anche l'abolizione potrebbe produrne di rimando una.