La malattia è un demone orrendo, può disintegrarti quando e come vuole. Non voglio pensare cosa abbia potuto passare un uomo così forte e volitivo in questi anni.
Spero solo che abbia passato le ultime ore accanto ai suoi affetti più cari.
È come se mi avessero strappato un pezzo di infanzia, è una sensazione tremenda.
Quella Lazio la associo ai pomeriggi passati a Villa Pamphili a giocare con papà e nonno con la maglia Argentina, erano anni ruggenti con l'altro mio idolo Schumi che vinceva sempre.
Voglio solo ringraziare Sinisa in una preghiera laica per aver contribuito a rendere la mia infanzia più felice.
Sei stato un esempio da giocatore e da allenatore quando sei rimasto a schiena dritta nonostante quel demone [...].
Smetto qui altrimenti piango.
Un abbraccio alla famiglia e un abbraccio a tutti voi.