Citazione di: Aquila1979 il 19 Gen 2023, 12:24
Integro, per capirci:
noi pensiamo che taluni diritti (e talune aspirazioni) abbiano carattere universale o almeno questa è la nostra propaganda.
e non è così.
la nostra concezione diverge da quella cinese, o da quella indiana, o russa.
quello che per noi è un anelito ineluttabile, una tensione costante e positiva (diritti umani, ad esempio) in altre parti della terra è visto come moto coloniale
ma è proprio questa polarizzazione delle presunte concezioni ad essere una mistificazione!
Fin dall'età coloniale, ben prima dell'URSS o della repubblica popolare cinese, l'occidente ha polarizzato attraverso la dicotomia
moderno/tradizionale.
Il Moderno (occidentale) ha gli attributi del razionale, tecnologico, civilizzato, progressista, liberale.
Il Tradizionale (l'Altro) ha gli attributi dell'irrazionale, naturale/arretrato, primitivo, oscurantista, dispotico.
Questa bussola orienta completamente il cittadino europeo medio nella visione del mondo, soprattutto dello scenario internazionale che è quello di cui ha meno esperienza diretta.
Lo stesso conflitto russo-ucraino non "funziona" così bene perché gli ucraini sono simili a noi, ma perché rientra nel suddetto quadro concettuale, che è altamente assimilato dalle popolazioni occidentali tutte.
Fosse stato al contrario (vedi israele-palestina) i se e i ma si sarebbero moltiplicati.
Tuttavia la questione non è ri-valorizzare ciò che è tradizionale nei paesi non occidentali (errore in cui spesso cadono gli studi postcoloniali) ma capire come ciò che viene definito tradizionale (dunque arretrato/primitivo/dispotico) nelle società in india, russia, cina è sovente una costruzione occidentale utile esattamente alla giustificazione di una missione civilizzatrice della civilità superiore su quella inferiore.
Anche oggi che questo discorso esplicito è occultato e viaggia sottotraccia, se non tra i suprematisti bianchi. Parliamoci chiaro: il 90% degli occidentali si sente superiore, ad esempio, ai musulmani (o ai rom). La grande differenza è tra chi lo esplicita e chi no.
Ci sarebbero migliaia di esempi, ne faccio uno solo. l'abbigliamento tradizionale e la libertà delle donne. il concetto di
lajja in india, la vergogna per i comportamenti femminili disdicevoli, si è combinato con fattori coloniali e ha portato - al contrario di quel che si potrebbe ritenere - alla copertura del corpo femminile laddove invece i costumi "tradizionali" erano notevolmente più liberi.
è stata la combinazione con il decoro middle class inglese a portare all'attuale concetto di lajja che è, dunque, tutt'altro che tradizionale e anzi è un prodotto della modernità occidentale.
Che invece viene paradossalmente letto come elemento tradizionale indiano!
O ancora, il fondamentalismo islamico nelle periferie europee, fino a dieci anni fa sulla bocca di tutti e oggi sparito un po' dai radar, non è frutto di una religione che ha di suo connotati estremistici, ma è un prodotto
integralmente europeo, più nello specifico delle politiche di integrazione.
Ossia laddove una parte della cittadinanza è stata inferiorizzata, gli è stata assegnata una cittadinanza di serie B, l'identità religiosa ha rappresentato l'unica possibilità di dotarsi di un'identità e di un riscatto. è un vero e proprio recupero al fine di riscatto sociale quello a cui assistiamo tra 1990 e 2010.
Questa roba non c'entra nulla con le "tradizioni orientali" anche se da Vespa stupidamente così dicono gli "esperti", è totalmente un prodotto della modernità occidentale.
Sono le democrazie liberali e la loro governance razzializzata e non i talebani che portano all'Isis per come l'abbiamo conosciuto in europa (in Iraq è tutt'altra cosa).
Ecco perché la dicotomia occidente/oriente nei modi a noi consuetudinari è un libro pieno zeppo di errori totalmente da riscrivere.