topic molto interessante. Peccato che molti dei pensieri che vengono esposti, tutti rispettabilissimi e ben esposti, appartengano solo ad una piccola minoranza di netter laziali, molti dei quali di cultura superiore e di età adulta (avanzata suonava brutto...

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Io ho una figlia adolescente e vivo la sua quotidianità e, di riflesso, quella dei suoi amici coetanei. Per loro, il concetto di fascismo ed antifascismo, comunismo ed anticomunismo, destra e sinistra è un qualcosa di vecchio e lontano, qualcosa che hanno sentito e letto da qualche parte, che conoscono superficialmente ma che non comprendono perché il loro mondo è molto diverso.
Oggi la divisione dei ragazzi è per ceto, quartieri di provenienza, modi di vestire e tifo.
Nella visione semplicistica di un adolescente, essere di destra e fascista significa essere ricco, vivere in un quartiere borghese, vestirsi griffato e frequentare bella gente e posti fichi.
Per loro il comunista è una zecca pelosa, è povero, viene dalle periferie, veste male (dove per male intendono cose di poco prezzo) e frequenta persone sfigate, grezze ed ignoranti.
Il razzismo nel loro caso è più classismo e dare dell'ebreo a qualcuno significa denigrarlo e in un certo senso definirlo povero e sfigato.
La cosa che più però deve preoccupare delle nuove generazioni è la quasi totale mancanza di idee politiche.
Il loro mondo è pieno di valori materiali: avete mai sentito qualche canzone trap di quelle che ascoltano? Avete mai sentito le parole di quelle canzoni? È un concentrato di sessismo, classismo, razzismo e consumismo.
Concludo questa breve dissertazione per dire che se vogliamo provare a cambiare le menti di questi ragazzi dovremmo smetterla di dare etichette ma cominciare a parlare di tollerenza, di rispetto delle idee altrui, di democrazia e spiegargli cosa significa fascismo, comunismo, liberismo ma sopratutto dovremmo spiegare loro che si è fichi anche senza conformarsi e che una persona va rispettata non per i soldi che ha la sua famiglia, per come veste e per i soldi che frequenta, ma per quello che di utile fa per la società e per la profondità delle sue idee, che vanno rispettate sempre anche se non sono condivise.