Oggi in conf.
SI PASSA A MAXIMIANO
"Credo che sia un lavoro della squadra, stiamo bene fisicamente. Tutti i giocatori fanno un buon lavoro a livello difensivo, questo è un segnale che la squadra sta bene in questo momento".
La Conference?
"Come ho detto tante volte, tutti i giocatori vogliono scendere in campo. Se ho l'occasione di farlo sono felice e cerco di lavorare al meglio".
Psicologicamente come stai?
"È vero che tutti noi sentiamo quando non siamo in un buon momento ci sono delle difficoltà. Non è stato facile, ma il calcio è così. Dobbiamo essere pronti, ho 24 anni e questa è un'esperienza che non avevo mai passato. È importante per la mia carriera, se riesco a passare i periodi difficili è importante per la mia crescita".
Quali sono state le difficoltà del passaggio tra Spagna e Italia?
"Ci sono alcune difficoltà. Portogallo e Spagna sono molto simili, mentre in Italia la lingua è un po' diversa. Quando devi capire quello che ti chiedono è più difficile. Anche per trovare casa è stato più difficile, nella vita di tutti i giorni anche. Comunque è una bellissima sfida e sono contento di essere qui".
Il tuo rapporto con Provedel...
"Lui è un bravo ragazzo, mi aiuta. Anche io sto cercando di aiutarlo. Sta facendo una grande stagione, siamo contenti che la squadra stia andando bene".
Pensavi di partire a gennaio?
"Uno ci pensa, ma sono felice di stare qui. È una sfida per me stare qui. Sono cresciuto da quando sono arrivato. Qualche stagione le difficoltà ci sono, questo è il momento di affrontarle."
Sei contento che Sarri ha detto 'no' alle offerte?
"È un segnale che il mister ha fiducia in me, quindi questo è importante per me. Sono uno in più che può aiutare e che posso giocare".
Come ti senti oggi?
"Sono pronto per giocare, per aiutare, per fare il meglio che posso. Da quando entro qui per allenarmi tutti i giorni, do il 100%".
Dove sei cresciuto di più?
La scuola dei portieri italiana è diversa, sono cresciuto tanto dal punto di vista mentale. Solo io devo avere fiducia in me, non devo aspettare che qualcuno mi dica che sia bravo. Ero abituato così in Spagna, qui è un po' diverso.
Su Felipe Anderson...
"Lui è stato il primo che ha parlato con me non parlando in italiano. Mi aiuta tanto qui e anche fuori. Anche quando andiamo allo stadio facciamo la stessa strada insieme perché abitiamo vicini".
Arrivare in fondo alla Conference?
"Per me la cosa importante è la partita di domani. Bisogna essere sempre pronti ad affrontare le sfide e le difficoltà. Quello che viene dopo ci penseremo più avanti."