La Lazio è ANTIFASCISTA!

Aperto da Goceano, 20 Lug 2021, 11:47

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Fiammetta

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Citazione di: Il nostro Giorgione il 21 Feb 2023, 09:22
Sull'antirazzismo non si esagera mai, a mio umile avviso. Però la critica di Sabrina Efionay non l'ho capita. Nel senso che se non c'è ruolizzazione / stereotipismo (mi scuso per gli orribili neologismi) il messaggio, la rappresentazione mi sembrano del tutto privi di portata discriminatoria. Non so, qui serve una sensibilità speciale per capire: chiedo l'intervento di Fiammetta o di Pan! 😀😀
Ing, scusa, cosa ha detto la bellissima?

zorba

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Il nostro Giorgione

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Citazione di: Fiammetta il 21 Feb 2023, 13:12
Ing, scusa, cosa ha detto la bellissima?

Ciao carissima, ecco l'intervista:

«Ogni volta che un giocatore nero eccelle in una squadra (in questo caso, il Napoli) ho sempre un'ansia tremenda per come si pensa che debba essere celebrato. Dalla solidarietà di Sorbillo a Koulibaly che si dipinse la faccia di nero, ai bambini che avete colorato di marrone in "onore" di Osimhen per Carnevale. Credetemi, non è per niente celebrativo. Fa proprio venire la pelle d'oca se pensate che sia solidale, divertente, una maschera o un sostegno al calciatore nigeriano». Non è un post qualsiasi quello di Sabrina Efionay, che nell'ultimo libro Addio, a domani. La mia incredibile storia vera , (Einaudi, 2022) parla della sua difficoltà di essere nigeriana nata a cresciuta in Italia con due mamme, di cui una vittima della tratta. Per chi non la conoscesse, Sabrina è diventata famosa a 16 anni come "Sabrynex" con 4 milioni di follower su Wattpad; pubblicata per i primi tre romanzi young adult da Rizzoli, a 23 anni è già al quarto libro, il primo con Einaudi.

Sabrina Efionay
Sabrina Efionay
Sabrina perché il post?
«Cerco sempre di restare fuori dal mondo social dove tutti devono dire la loro anche su argomenti che non li toccano in primissima persona. Però sono stata presa da un grandissimo sconforto quando su Instagram è uscita l' ennesima pagina con un video del carnevale che mostrava un bambino di cinque-sei anni travestito da Osimhen».

Cosa c'era che non andava?
«Nonaveva solo la maglia del Napoli con il nome del giocatore e i capelli biondi ma anche la pelle, le mani, la faccia tutti dipinti di un marrone scurissimo. È stata un'immagine incredibilmente disturbante: da una parte mi sento di capire questo omaggio a un calciatore bravissimo che è pure nigeriano come me, ma al tempo stesso c'è una linea molto sottile tra il celebrare un idolo e fare una gaffe abbastanza forte tra le persone nere. Sarebbe abbastanza assurdo vedere bambini tinti di giallo per travestirsi da difensore coreano Kim, invece per il nigeriano è un altro discorso».

Quale?
«Un background razzista nei confronti di noi persone nere. La questione è legata alla blackface , la maschera utilizzata a teatro come sfottò nei riguardi degli africani, per enfatizzare aspetti somatici a mo' di macchietta, come le labbra grandi, oppure nelle donne il seno prosperoso e i fianchi larghissimi, alla "mami" di Via col Vento . Sono tutti stereotipi che si fa ancora fatica a combattere. E non me la posso prendere certo con i bambini, ma provo rabbia e fastidio nel sentire gli adulti giustificare cose come questa, come se fossero i piccoli a decidere».

Siamo tutti razzisti inconsapevoli?
«Sì. Se non fosse così non ci sarebbe nulla di male a vedere un bambino che si dipinge la pelle nera ma sarebbe bello riuscire a sensibilizzarli su quello che stiamo facendo. Dovremmo partire dall'educare noi stessi: purtroppo il grandissimo limite che abbiamo noi adulti è quello di non volerci più correggere. È una questione culturale».

L'omaggio a un calciatore come può diventare offensivo?
«Il fatto di voler essere un nero per finta è discutibile per chi è nero per davvero. Se vuoi vestirti da Spiderman o Capitan America è tutto normale perché indossi un personaggio ma se ti vesti da Osimhen ricalcando la pelle nera non stai prendendo le sembianze di un calciatore ma di una cultura diversa. E poi il calciatore nero va bene finché ti porta alla vetta della classifica di Serie A, ma li abbiamo sentiti tutti i cori contro Koulibaly. Dipingersi la testa di nero per lui dopo non è un gesto solidale. Noi avremo la pelle nera fino alla fine dei nostri giorni».

Cosa si dovrebbe fare?
«Informarsi e fare i conti con un razzismo introiettato che ho anche io stessa. Viviamo in una cultura che ci ha abituati ad avere atteggiamenti discriminatori verso gli altri, bisognerebbe mettersi un po' in discussione. Io lo faccio con temi come l'omofobia e il sessismo, sarebbe importante che lo facessimo tutti».

Che cos'è il razzismo per lei?
«Sicuramente non è solo vedere la signora che sull'autobus non si siede vicino a me perché ho la pelle nera. È una cosa più sistemica e sottile, si riversa in alcuni atteggiamenti imparati negli anni che sembrano la normalità. Tutti noi nella concezione del diverso abbiamo un limite e dobbiamo fare qualcosa senza arrivare all'estremo del politicamente corretto. Perciò se vedo un travestimento di carnevale che ritengo offensivo e non un omaggio, lo dico e vorrei non sentire minimizzati quelli che sono i miei sentimenti al riguardo».

Lei il razzismo l'ha subito?
«Certo anche se sono nata e cresciuta in Italia. Un razzismo anche inconsapevole, persino dai miei parenti stessi che non mi percepiscono come persona nera, però quando c'è un commento da fare verso chi ha il mio stesso colore di pelle non sempre sono riusciti a fermarsi».

Qualcosa sta cambiando?
«Ho la consapevolezza costante che c'è aria di cambiamento rispetto agli anni 90 quando mia mamma arrivò in Italia. C'è un'aria diversa che si fa fatica però a respirare anche se confido tantissimo nell'ascolto e nell'empatia delle persone: mi sarebbe difficile sopravvivere negli ambienti ostili. E oggi riesco di più a sensibilizzare la mia famiglia e le persone che mi sono intorno, anche parlando ai ragazzi delle scuole. La mia Generazione Z, che viene vista come persa, ha in realtà una sensibilità invidiabile».

Il suo ultimo libro è anche la necessità di una denuncia?
«Sì è nato dopo la morte nel 2020 di George Floyd da parte dei "fratelli" bianchi; in quel momento mi sono resa conto che non ho mai detto la mia riguardo a temi che mi erano tanto vicini come quelli legati al colore della pelle».

Fiammetta

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Grazie a entrambi. Sì, l'ho letto qualche ora fa, ma non capisco l'origine della tua incomprensione. Intendo, per me ha detto cose sacrosante sul razzismo inconsapevole e, anche ciò che dice sul travestirsi da Osimeh ha una sua logica: intanto parliamo di una persona ben precisa (e sono certa che il popolo napoletano intendesse omaggiarlo perché lo adora), ma calata in una "parte" in cui effettivamente la maschera storica della gente di colore era usata per denigrare, caratterizzare un'inferiorità e destare ilarità. Sarebbe stato meraviglioso se si fosse evitato il bisogno del pigmento scuro. Sarebbe stato meraviglioso se i bambini avessero esibito solo il proprio viso al naturale. Possiamo non essere d'accordo con lei, possiamo sicuramente pensare che l'intento fosse innocuo, ma dobbiamo seriamente interrogarci sul nostro modo di comunicare e, soprattutto, dobbiamo sempre tenere in considerazione che alcune ferite sono difficilissime da curare. Men che meno rivangando stigmi antichi e schifosi. Insomma, credo che la nostra filosofia da bianchi corretti e inclusivi ne abbia ancora di strada da fare. Ma tanta.
Brava bellissima.  :luv:

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Fiammetta

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Dimenticavo: lo so che mi stavi co.glio.nan.do con i tuoi "non capisco".  :DD Ho l'acume di un bradipo ultimamente, sono stanchissima. Scrivo molto poco per questo.

pan

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credo non si possa tacciare di ipersensibilità i diretti interesati sull'argomento, quando quell'ipersensibilità l'abbiamo creata noi occidentali bianchi in secoli e secoli di soprusi. ormai è sedimentata, e vorrei ben vedere.
c'è uno scollamento: da un lato la critica sdegnosa, infastidita, volta a sminuire, a normalizzare, verso tutte le reazioni considerate esagerate di chi si sente discriminato o vittima di razzismo. dall'altro lato però non c'è stato un vero cambiamento culturale, perché razzismo e discriminazioni continuano a esistere. difficile, quasi impossibile, in questa vita, in questo spazio/tempo, comprendere che quella volta, proprio quella, razzismo, sottotesto, non erano voluti, non erano contemplati. Come posso pretendere una normalizzazione delle reazioni, se quella normalizzazione io persona bianca che si sente anche inconsapevolmente diversa in quanto superiore, non la attuo mai, nella mia quotidianità?
si pretende una assenza di reazioni, una tabula rasa concettuale, da dimensione ucronica, quando ancora non siamo nemmeno a un consapevole discernimento da prossimo futuro. si vuole tutto, azione, propria, e nessuna risposta, altrui.

richard

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contano anche le intenzioni però. Un bambino che si dipinge di nero la faccia per assomigliare al suo idolo Osimhen non ha nulla a che vedere col razzismo secondo me. E credo che anche Osimhen non se la prenderebbe per una cosa del genere, se interpellato in proposito.

Il nostro Giorgione

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Citazione di: Fiammetta il 21 Feb 2023, 18:23
Grazie a entrambi. Sì, l'ho letto qualche ora fa, ma non capisco l'origine della tua incomprensione. Intendo, per me ha detto cose sacrosante sul razzismo inconsapevole e, anche ciò che dice sul travestirsi da Osimeh ha una sua logica: intanto parliamo di una persona ben precisa (e sono certa che il popolo napoletano intendesse omaggiarlo perché lo adora), ma calata in una "parte" in cui effettivamente la maschera storica della gente di colore era usata per denigrare, caratterizzare un'inferiorità e destare ilarità. Sarebbe stato meraviglioso se si fosse evitato il bisogno del pigmento scuro. Sarebbe stato meraviglioso se i bambini avessero esibito solo il proprio viso al naturale. Possiamo non essere d'accordo con lei, possiamo sicuramente pensare che l'intento fosse innocuo, ma dobbiamo seriamente interrogarci sul nostro modo di comunicare e, soprattutto, dobbiamo sempre tenere in considerazione che alcune ferite sono difficilissime da curare. Men che meno rivangando stigmi antichi e schifosi. Insomma, credo che la nostra filosofia da bianchi corretti e inclusivi ne abbia ancora di strada da fare. Ma tanta.
Brava bellissima.  :luv:

Quando la parafrasi è meglio della poesia...😀😀😀

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trax_2400

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Questo sinceramente è un livello di razzismo al quale non arrivo.
Per me tingersi di nero per travestirsi da Osimhen è come mettersi i baffi finti per travestirsi da Magnum P.I..

tommasino

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Se la ragione del topic non ti è chiara puoi contattarci e avremo il piacere di spiegartelo.
Reiterare la domanda continuamente ad un certo punto potrebbe sembrare un commento sulla moderazione, che, come sapete tutti, non è permesso.
Per dubbi e contestazioni potete utilizzare le segnalazioni e state certi che vi risponderemo.

Grazie per la collaborazione,

LazioNet Staff

Tarallo

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C'è evidentemente la complessità offerta dalla storia delle relazioni.
Nei teatri degli USA segregati in scena ci andavano i bianchi col black face, grandi labbroni e cappelli per rappresentare personaggi di provenienza africana. Visto il richiamo a quei tempi, oggi fare una cosa così è assolutamente inaccettabile qualunque siano le intenzioni. Lo si sa, non la si fa, punto.
La globalizzazione forza situazioni in posti dove non esisterebbero, e quindi ci si trova a discutere giustamente (male che vada si eleva un po' la sensibilizzazione ad un tema importante) di un fatto che probabilmente non meriterebbe nessuno stigma di razzismo. Sono equilibri delicati, sarebbe bene non prendere posizioni estreme in un caso così.

Aquila Romana

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Un bambino bianco che innalza a proprio idolo un uomo di colore lo trovo piuttosto un forte segnale di antirazzismo, come a dire "sei il mio eroe, vorrei essere come te"

Senza troppa inutile dietrologia

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FatDanny

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Mi duole dirlo, ma secondo me ha un po' pestato una merda.
E mi sembra che, non considerando pienamente il contesto, finisce per creare più confusione che chiarezza.

Se senza alcun dubbio la blackface, ossia il dipingersi di nero, è storicamente una forma di travestimento razzista che purtroppo è fin troppo diffusa ancora oggi, ciò avviene non tanto per il colore assunto ma per ciò che si rappresenta.
Questo infatti veniva/viene spesso usato per riprodurre, in maschera, gli stereotipi del nero: lo schiavo, il primitivo, il tribale, il bluesman, ecc.
Nessuno rappresenta un manager nero ovviamente. il travestimento carnevalesco richiama dei topos riconoscibili. Un manager nero te direbbero "ma chi è?".  essendo i  topos sui neri razzisti, ne riproducono il senso.
Ora, anche lo sportivo potrebbe rientrare nei suddetti stereotipi, perché "si sa" che i neri sono bravi negli sport (doti fisiche vs doti intellettive dei bianchi). tuttavia credo vada considerato il contesto.

Un bambino che si tinge di nero lo fa, evidentemente, per assomigliare maggiormente al suo idolo.
Non sta rappresentando uno stereotipo come il cinquantenne che se veste da generico giocatore di basket, quindi si fa nero (cosa che sarebbe certamente razzista).
Il ragazzino che imita il suo giocatore preferito invece prova a somigliargli in tutto e il colore della pelle è una delle cose oggettivamente più evidenti.

Non so, io sinceramente sto razzismo non ce lo vedo.
secondo me è il significato ad essere (o non essere) razzista, non il gesto a priori.
Tenendo conto che il significato può essere anche involontario, assolutamente.
Io però qui non ci vedo alcuno stereotipo, manco involontario.
Il ragazzino non voleva rappresentare un calciatore nero, voleva rappresentare Oshimen.
Perché è il suo idolo. E quindi si fa nero così come si fa biondo.
Nella sua prospettiva non c'è differenza tra le due cose e francamente mi sembra la cosa più naturale del mondo, visto che Oshimen è nero. Come diamine fa ad assomigliargli sennò?
Il razzismo ce l'abbiamo messo - un po' a forza - noi adulti.

E sorvolo sull'esempio del coreano che dovrebbe dipingersi di giallo, perché francamente mi sembra imbarazzante (i coreani nun so' gialli ed è del tutto evidente la ragione per cui, fosse stato Kim Min-jae l'idolo rappresentato non ci sarebbe stato bisogno di scurirsi la pelle, visto che non siamo in Norvegia).


WhiteBluesBrother

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Citazione di: trax_2400 il 21 Feb 2023, 20:43
Questo sinceramente è un livello di razzismo al quale non arrivo.
Per me tingersi di nero per travestirsi da Osimhen è come mettersi i baffi finti per travestirsi da Magnum P.I..
Ma certo che è così.
I ragionamenti che abbiamo letto nell'articolo sono paranoie fobiche e basta, non certo un manualetto del perfetto antirazzista (che già fa ridere solo il nome).
Il politically correct fa cacare in ogni sua forma in quanto espressione esemplare della demenza più totale.
Parole proibite, cose sulle quali non si può più scherzare neanche fra amici, riscrittura della storia... sono tutti vezzi provenienti dagli Stati Uniti, un paese che ha la coscienza lurida come la merda  sull'argomento visto che è ancora oggi il paese veramente più razzista, classista e discriminatore del mondo occidentale. I sensi di colpa degli americani non ci appartengono e quindi non ci devono interessare le loro puerili e stupide invenzioni di nuovi paradigmi dementi alla quale attenersi per un Bon Ton bacchettone e censorio. Pensiamo a noi, a come migliorare la nostra cultura nei confronti dell'altro e a come trattare OGNI persona per quello che è e per come si comporta senza badare minimamente ai caratteri fisici esteriori. E senza scuse e pietismi ipocriti per nessuno.
Io direi basta anche a parole terrificanti come "tolleranza" che dà perfettamente l'idea di una sopportazione forzata. È una parola con forte accezione negativa. Parliamo piuttosto di piena e reciproca accettazione, o di confronto, di vera inclusione effettiva (non a parole) di disponibilità a capire e a parlarsi, e di stessi diritti e stessi doveri, per tutti e senza esclusioni. E chi sbaglia paga, sti cazzi de chi è e come appare. E chi fa bene va premiato sempre, e se ha bisogno va aiutato. È tutto qua, in fondo.
Eh, mi' vallo a fare capire alle teste di cazzo che fanno i versi da scimmia allo stadio... mission impossible?

Fiammetta

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Scusate, ma io non credo proprio che i bambini abbiano l'esigenza di dipingersi la faccia di nero. Non la vedo una decisione autonoma, ma quand'anche lo fosse, non credo possano procurarsi da soli i prodotti per realizzarla. Fossi stata un loro genitore, io non avrei acconsentito. Ci sono archetipi culturali che dovrebbero essere consegnati alla storia e mai più riproposti, perché sono simboli di oppressione. E, in ogni caso, finché non saremo in grado di ascoltare chi il razzismo lo subisce sulla propria pelle, applicando il nostro "buonsenso", non ne usciremo mai.
E' tutto in quella frase "noi restiamo persone di colore tutti i giorni". E quella frase è una cazziata terribile, ma anche un invito a non celebrare la pelle, ma le persone. A non dover rimediare agli insulti razzisti, scimmiottando un colore non proprio. Cristo è solo pelle. E' solo dannata pelle.
I bambini non hanno un colore dirimente negli occhi. Il problema sono gli adulti. E la critica è verso gli adulti. La necessità di doversi dipingere di nero, significa che la connotazione principale di Osimeh è la sua pelle. E non è vero.

PabloHoney

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Io da piccolo volevo la maschera di Zorro e pure il vestito col mantello... tutto rigorosamente nero....

FatDanny

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Citazione di: Fiammetta il 22 Feb 2023, 07:53
Scusate, ma io non credo proprio che i bambini abbiano l'esigenza di dipingersi la faccia di nero. Non la vedo una decisione autonoma, ma quand'anche lo fosse, non credo possano procurarsi da soli i prodotti per realizzarla. Fossi stata un loro genitore, io non avrei acconsentito. Ci sono archetipi culturali che dovrebbero essere consegnati alla storia e mai più riproposti, perché sono simboli di oppressione. E, in ogni caso, finché non saremo in grado di ascoltare chi il razzismo lo subisce sulla propria pelle, applicando il nostro "buonsenso", non ne usciremo mai.
E' tutto in quella frase "noi restiamo persone di colore tutti i giorni". E quella frase è una cazziata terribile, ma anche un invito a non celebrare la pelle, ma le persone. A non dover rimediare agli insulti razzisti, scimmiottando un colore non proprio. Cristo è solo pelle. E' solo dannata pelle.
I bambini non hanno un colore dirimente negli occhi. Il problema sono gli adulti. E la critica è verso gli adulti. La necessità di doversi dipingere di nero, significa che la connotazione principale di Osimeh è la sua pelle. E non è vero.

appunto perché è solo pelle il tentativo di voler assomigliare non va necessariamente ammantato di un significato elevato a necessario.
Se io mi travesto da biondo mi tingerò i capelli (e sono solo capelli).
se mi travesto da persona con gli occhi celesti cercherò le lenti a contatto (e sono solo occhi).
Il travestimento ricerca la somiglianza per definizione, è basato sull'apparenza, e la pelle è una delle cose più visibili. Ma come tante altre cose: se sono 2 mt di altezza non mi vestirò da nano di biancaneve perchè non lo capirebbe nessuno. Oppure camminerò sulle ginocchia.
Se sono magro per travestirmi da grasso metterò un cuscino, senza per questo trasmettere un messaggio abilista.
travestimento non è un'operazione astratta concettuale, se non forse per qualche avanguardia artistica con molta elaborazione teorica in capo, ma è mera imitazione. Altrimenti basterebbe mettersi un cartellino a carnevale: "sto facendo fred flinstone" e tutti dovete capirlo dall'interpretazione.
Imitazione delle apparenze, quindi forma, particolari e anche colori. Che c'è di male?

Io non mi  sentirei di assomigliare a Oshimen solo mettendo la maglietta del napoli, tanto quanto non mi sentirei di assomigliare a bud spencer senza farmi la pancia finta nel caso sia magro.
Ma non solo per via della pelle, pure perché ho i capelli nero corvino.
Quantomeno vorrei farmi lo stesso taglio e lo stesso colore.
Il significato razzista in questo caso ce lo mettiamo noi, mentre invece è semplicemente una caratteristica tra le altre funzionale al travestimento. Nel caso specifico.
Poi come ho detto ieri sera certamente può assumere connotati razzisti (tipo se si pensa di farsi neri solo per fare gli zulù o i watussi). Ma lì non è il colore, è il significato che quel colore porta con sé.

Attenzione infine con questo fatto di ascoltare chi subisce il razzismo che automaticamente significa prendere quanto si dice per vero, perché così diventa una posizione assoluta che non prevede alcuna discussione possibile.
Ascoltare non signifca che tutto ciò che dice una persona nera sia la realtà. le persone nere dicono pure un sacco di fregnacce, come tutte le altre persone.
Se Santanché parla delle donne in quanto donna non è che automaticamente ha ragione.
Trovo problematico questo essenzialismo, è proprio ciò che la destra può strumentalmente utilizzare, occupando lo spazio pubblico con donne, neri, gay di destra che sostengono certi discorsi e a quel punto potrebbero dirti "eh ma tu non ci ascolti".

I neri hanno sostenuto anche la negritudine, l'idea che essa avesse dei caratteri propri da valorizzare.
Era un discorso giusto? per me no, erano una vagonata di cazzate che prendeva gli stereotipi razzisti e semplicemente li rovesciava. Eppure era sostenuta da un pezzo consistente di movimento per i diritti civili.
Stessa identica cosa può essere detta per le femministe differenzialiste (la filosofia di fondo è la stessa, ambedue si basano su un essenzialismo).

Ascoltare si, tradurre l'ascolto in "automaticamente hai ragione" no.
Io ti ascolto, poi però posso pure non concordare.

paolo71

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Citazione di: richard il 21 Feb 2023, 19:56
contano anche le intenzioni però. Un bambino che si dipinge di nero la faccia per assomigliare al suo idolo Osimhen non ha nulla a che vedere col razzismo secondo me. E credo che anche Osimhen non se la prenderebbe per una cosa del genere, se interpellato in proposito.

bastava farsi i capelli gialli come i passatelli in brodo...
ha ragione a dire che è razzismo, ma concordo pure con FD che fatto da un bambino probabilmente ha un significato diverso.

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Tarallo

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Quoto fat.
Non c'è nulla di razzista nel gesto del bambino, a meno che non sia eterodiretto.
Chi ha cresciuto figli da zero a adolescenza in società multirazziali sa che i bambini non percepiscono affatto alcun significato del colore della pelle che non sia meramente cromatico.

Adler Nest

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Vi leggo tutti con estremo piacere e ammirazione.
Ho volutamente postato su Lazionet anche se forse doveva andare su Temi, anche per evidenziare come per taluni alcune aree di grigio siano più o meno sfumate.
A istinto, sono molto vicino alle parole di FD.

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