Cinghiate, pugni, bastonate e bottigliate. Lo scontro tra i tifosi laziali e quelli spezzini che è avvenuto intorno alle 17.30 pomeriggio in pieno centro città ha visto sfoggiare tutto il repertorio della furia ultras, lasciandosi alle spalle sangue e vetri rotti.
Il contatto tra le due fazioni è avvenuto tra Via Napoli, Piazza Ramiro Ginocchio e Via dei Mille, sotto lo sguardo incredulo di passanti, turisti e residenti. Il culmine dei tafferugli è stato toccato nel tratto iniziale di Via Napoli, dove i due schieramenti sono entrati in contatto diretto, dopo ore in cui la tensione è cresciuta costantemente. Una settantina di laziali, infatti, è sbarcata dal treno già in mattinata, dichiarando di non voler rischiare di arrivare tardi alla partita a causa dello sciopero del personale di Trenitalia.
Ma il risultato è stato quello temuto, con lunghe ore di attesa prima di raggiungere lo stadio e il materializzarsi da entrambe le parti di pretesti per arrivare alle mani.
Dopo lo scontro e il fuggi fuggi generale, l'arrivo in forze di Polizia, Carabinieri e Digos ha riportato la calma, mentre i laziali si erano concentrati di fronte a un bar di Via dei Mille, nel quale avevano già trascorso buona parte della giornata. Agenti e militari in tenuta antisommossa hanno impedito qualunque altro contatto sino a quando il gruppo dei laziali non è stato scortato fino alla stazione ferroviaria a piedi, attraversando Via del Prione per poi salire lungo Via Vecchio Ospedale e girare in Via XX Settembre. I poliziotti hanno dovuto bloccare il transito dei pedoni e quello delle auto, mentre i laziali sfilavano con aria compiaciuta.
Una volta in stazione i tifosi sono stati trattenuti in attesa del pullman che li avrebbe portati al Picco.
A fare le spese di questo pomeriggio di follia, oltre alle teste spaccate di qualche tifoso, è stato il dehors dell'Osteria Puin, che si è vista travolgere la staccionata e il canniccio che delimitavano l'area dei bidoni della raccolta differenziata.
"Erano indemoniati, se le sono date con bastoni e bottiglie per poche decine di secondi, ma sono bastati per lasciarsi alle spalle sangue e distruzione. Noi ci siamo chiuse dentro – racconta a CDS Gabriella Bianchi, titolare del locale – e abbiamo atteso che finisse tutto. Stasera? Lavoreremo, abbiamo delle prenotazioni, speriamo di riuscire a sistemare l'area esterna in qualche modo".
Finita la rissa, a Gabriella come agli altri gestori e titolari di negozi non è rimasto altro che rimboccarsi le maniche e spazzare i marciapiede per togliere i cocci di bottiglie sparsi ovunque.