Citazione di: Tarallo il 22 Apr 2023, 12:02
Il fascismo per me è uno stato dell'anima, un'idea di persona. La destra e la sinistra non c'entrano. Se sei una persona che prevarica, per esempio alzando la voce col partner o nel traffico, o imponendo regole che si confanno a te ma non necessariamente agli altri; che vede gerarchie tra gli esseri umani e gli esseri viventi; se metti il tuo interesse davanti a quello della comunità; se non rispetti tutti allo stesso modo, se ti fai una risata ad una battuta razzista, potrei continuare; sei su quel continuum in una forma che ti fa un po' fascista perché non tagli il continuum. Per arrivare all'olio di ricino e le leggi razziali SI PASSA DA TE. Senza di te non ci si arriva, se non con un colpo di stato di una piccolissima minoranza di matti.
Mi sono fatto la stessa domanda.
Prendo spunto dal tuo intervento (che condivido) per dire che anch'io assimilo il fascismo alla prepotenza. Un altro tratto secondo me è l'uso distorto della logica. In alcuni casi consapevole, in altri no.
Esempi: 'ti ho dato uno schiaffo per il tuo bene', 'alzo la voce perché ho ragione', 'il giudice sportivo non ci ha multato per razzismo, quindi non siamo razzisti'.
Non mi riferisco alla manipolazione in generale, che tutti pratichiamo e non necessariamente è cosa negativa, anzi, ma a una manipolazione finalizzata alla vittoria sull'altro, alla prevaricazione appunto.
I fascisti possono essere più o meno intelligenti, colti, raffinati, ma per alcuni modi di rapportarsi sembrano fatti con lo stampino.
Tra le tecniche usate il noto 'e allora gli altri?' che, sebbene riconoscibile, conserva una sua efficacia. Fa leva sulla tua sensibilità, tu che al contrario dei fascisti non la neghi totalmente. Ti fa perdere tempo, quando ti dicono 'e allora i bambini in Africa' tu un pensiero glie lo dedichi, anche se i bambini in Africa non c'entravano niente.
Qui secondo me emerge il terzo tratto del fascista-tipo: l'essere infantile, il non sapersi/volersi assumere le proprie responsabilità.
Poi c'è la tecnica che io chiamo del panino alla merda. Consiste nel nascondere il contenuto lugubre in un contenitore condivisibile. L'aspetto è invitante, magari hai anche fame. Vedi il panino, non sai cosa contiene e non te lo domandi dando per scontato che sia qualcosa di per lo meno commestibile.
Un esempio di panino alla merda è il coro sulla sinagoga. La parte esecrabile (quella antisemita) è stata nascosta dietro il facilmente condivisibile 'romanista vaffanculo'.
Il fascista di oggi è combattuto. Un po' si vergogna di essere definito tale, un po' lo vuole rivendicare. Insomma è un vigliacco, una persona che non ha il coraggio di confrontarsi con gli altri in maniera aperta.