A tessere la tela, in qualità di intermediari e magari come possibili frontmen, stanno provvedendo due personaggi che hanno raccolto a Riad le manifestazioni di interesse di un gruppo arabo. Un ruolo rilevante nell'operazione lo svolge Raffaello Follieri, spregiudicato affarista pugliese, che negli anni scorsi aveva già provato a scalare Palermo, Catania e Foggia.
Follieri, classe 1978, si è affermato negli Stati Uniti dove ha intavolato relazioni importanti arricchendosi nel periodo della bolla immobiliare. Con la società fondata dal padre, il Follieri Group, a partire dal 2003 rastrellò vecchi beni venduti dal Vaticano a New York per risarcire lo scandalo-pedofilia e li trasformò in edifici di prestigio. Cominciò così a frequentare miliardari e politici. Di quegli anni dorati il fidanzamento con Anne Hathaway e la vicinanza bipartisan a due candidati alla Casa Bianca, Hilary Clinton per i democratici e John McCain per i repubblicani.
La sua traiettoria venne però interrotta da un'inchiesta per una truffa da due milioni di dollari: in pratica Follieri, millantando amicizie inesistenti alla Santa Sede e nel mondo della politica, convinse diversi imprenditori a investire grandi somme di denaro per un business rivelatosi inconsistente. Per questa accusa patteggiò la pena e trascorse quattro anni e mezzo in un carcere della Pennsylvania, pagando 3,6 milioni di dollari alle vittime del raggiro. I Friedkin valuterebbero la Roma un miliardo di euro