Citazione di: MisterFaro il 31 Mag 2023, 10:03
Gnonto non fa parte della Nazionale U21, è un 2003 e fa parte della U19. Certo, potrebbe essere convocato nella U21 ma non fa parte di quel gruppo, che ha altri giovani nel ruolo di attaccanti:
Giocatore Data nascita (età) Pres. Reti Squadra
Lorenzo Colombo 8 marzo 2002 (21 anni) 16 4 Lecce
Matteo Cancellieri 12 febbraio 2002 (21 anni) 9 4 Lazio
Samuele Mulattieri 7 ottobre 2000 (22 anni) 5 3 Frosinone
Gaetano Oristanio 28 settembre 2002 (20 anni) 3 0 Volendam
Tommaso Baldanzi 23 marzo 2003 (20 anni) 1 0 Empoli
Partivo dal presupposto che la Nazionale maggiore sceglie i migliori, indipendendemente se abbiano ancora l'età per giocare con le giovanili.
Magari in momenti particolari si ritiene prioritario il risultato dell'U21, ci può stare.
Fatico a capire cosa vuoi dire. Nel caso l'U21 sia prioritaria, anche Gnonto sarebbe potuto essere convocato. A meno che Nicolato lo ritenga meno idoneo dei cinque che hai citato (cioè, la pensa diversamente da Mancini). Oppure i due hanno fatto un compromesso.
Tornando alle opinioni, io contesto a Mancini un uso personalistico della Nazionale. A volte fa il fenomeno. Vuoi puntare sui giovani, benissimo, sono d'accordo.
Prendiamo Pafundi, è talentuoso, ma ha giocato spicci in campionato. Che senso ha farlo esordire? Non serve alla squadra e non serve a lui, anzi semmai gli può far montare la testa.
Un anno fa convocò e fece esordire Cancellieri, fu una forzatura. Se ci crede, perché non continua a convocarlo? I giovani vanno aiutati, difesi.
Qualche anno fa chiamò Kean, esordì a diciotto anni, aveva fatto mezzo campionato in un pessimo Verona e qualche apparizione con la Juve. Per qualche anno l'ha continuato a chiamare. Adesso ha ventitré anni, sarà più maturo del Kean diciottenne? Eppure non viene più convocato (magari lo richiamerà, chissà). Non lo dico perché penso la Nazionale abbia bisogno di Kean. Voglio sottolineare un modo di trattare gli attaccanti che si ripete e che finora non ha dato buoni risultati. Anzi, è solo la mia opinione, ma comincio a sospettare che un po' di talento ce l'avessimo e l'ha bruciato Mancini, per fretta, per incompetenza.
I giovani non vanno usati, sperando di azzeccare il campione. Quelli già forti a vent'anni sono pochi, non solo oggi che in Italia c'è meno talento, ma anche in passato. Lui, intendo Mancini, ha esordito in serie A a sedici anni, ma è un'eccezione. Grande classe, non si discute, ma Mancini è stato anche il prototipo del giocatore coccolato, viziato, capriccioso, quello che già da giocatore sceglieva i compagni di squadra (cfr. il campetto, le squadre le decido io) o i massaggiatori o il colore della maglia di riserva, quello che in fondo non è mai veramente cresciuto.
Non è stato un giocatore come gli altri, sia in positivo che in negativo. Grande talento e intelligenza sul campo, è riuscito a dare il meglio di sé quando è stato trattato da privilegiato, da principino indiscusso.
Per me ha perso di vista la realtà. Grande merito per l'Europeo, la squadra per qualche anno ha giocato benissimo. Poi un disastro. La fase di fascinazione sui giocatori, riuscita, è terminata da due anni. Ogni partita è peggio, il gruppo dell'Europeo sempre più bollito. Con a capo non un profeta ma un despota capriccioso e privo di autorevolezza, sempre più chiuso nel tentativo folle di difendere se stesso.