Citazione di: guido 59 il 02 Giu 2023, 10:39
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BUDAPEST - La "U" raddrizzata fino a diventare una "V". Poi il rimando storico. Nostalgico: "Figli della Lupa". Così recitava la gigantesca coreografia esposta mercoledì sera alla Puskas Arena dai gruppi della curva Sud in trasferta. Oro e porpora. Migliaia di fogli cangianti hanno viaggiato in furgone da Roma a Budapest, proprio come tanti tifosi giallorossi. Poi, alzati all'unisono allo stadio, quelle macchie di colore hanno finito per unirsi tracciando la scritta che, a fine partita, ha preso a rimbalzare sui social.
In tanti - chi disapprovando, chi battendosi il petto - hanno letto in quelle tre parole il richiamo all'Opera nazionale balilla. E quindi al Fascismo. All'epoca i Figli della Lupa (capitolina) erano i balilla più piccoli, quelli tra i 6 e 8 anni. Mercoledì sotto quelle tre parole si sono riuniti, volenti o nolenti, decina di migliaia di tifosi giallorossi coinvolti nella realizzazione della maxi scritta apparsa in mondovisione prima del fischio di inizio.
Che la curva Sud abbia una maggioranza di formazioni di destra non è un mistero ormai da tempo. Dagli ex CasaPound che bazzicano il gruppo Roma alla compagine dei Boys, più di 50 anni in Sud, gli esempi non mancano. Così come le macchie "nere". Lo scorso anno, durante la finale di Conference League a Tirana, si erano stagliate tra il pubblico le magliette "Roma marcia ancora" (riferimento alla Marcia su Roma). A Budapest, invece, è arrivata la coreografia.
Una prova che si inserisce nel botta e risposta con lo zoccolo duro della tifoseria laziale, dove il caso più eclatante dell'anno è stato quello del derby e del tifoso tedesco in tribuna Monte Mario con la maglietta con il nome Hitlerson e l'88, codice che tra le squadre suprematiste sta per "Heil Hitler".
Tornando al settore più caldo del tifo giallorosso, negli anni non sono mancati dissapori e regolamenti di conti tra frange contrapposte di supporter. Risse tra Fedayn e il gruppo Roma, tanto fuori che dentro lo stadio Olimpico. Tensioni anche quando ai primi è stato rubato e bruciato lo striscione dagli ultrà della Stella Rossa di Belgrado, con i secondi rimasti fuori dal moto di solidarietà della Sud per i "fratelli" aggrediti.
Adesso il nuovo caso. In alcune occasioni, specie nei match più importanti, sono i club ad aiutare (anche e soprattutto economicamente) i tifosi a organizzare le coreografie. Ma in questo caso la Roma è fuori dalla partita. La scelta è tutta della curva in trasferta, così come l'allestimento.
"Figli della Lupa", dunque. E non "Figli di Roma", così come recita (senza riferimenti storici) la scritta ricamata nella parte posteriore del colletto della maglia indossata in campo da Dybala e compagni. Non si tratta di un dettaglio.