Citazione di: hafssol il 25 Giu 2023, 22:22
Sacrosanto.
Questo significa guardare avanti e programmare a medio termine, anziché bearsi di risultati che non possono che essere estemporanei, infarciti dalla pur bella retorica della famiglia.
Che piaccia o meno, i giocatori decisivi dell'ultimo quinquennio sono destinati a dover essere sostituiti a breve; non aver venduto SMS un paio d'anni fa è stato un errore, come lo sarebbe rinnovare LA a 4 milioni o pensare che Ciro possa fare trenta gol l'anno fino ai 38 anni senza preoccuparsi di trovarne già ora un possibile erede.
Ovviamente il discorso può tollerare qualche eccezione (á-la Radu o Lulic), ma non può essere la regola da applicare a metà della rosa. Con SMS il danno è stato già fatto, ma per il resto NO rinnovo lungo e costoso a LA (anzi, se ci scappasse un'offerta decente...) e NO a Berardi o simili, altrimenti rischiamo di dover rimpiangere le scelte - sotto il profilo squisitamente economico - quasi al livello di Muriqi.
Che sia stato un errore non vendere in passato SMS è relativo. SMS ha contribuito, e non poco, a consentire alla Lazio di non mancate l'appuntamento europeo dal 2016 al 2023, che per un marchio tutt'altro che ricco come la Lazio è un percorso per nulla scontato. E a questo percorso hanno contribuito tanti altri pilastri di questa squadra, quindi razionalmente ci devono essere tratti di virtù e raziocinio in alcune scelte societarie.
Che a breve debba essere sostituto LA o chi si trova in un percorso di carriera simile non è detto: LA non ha ancora compiuto i 31 anni di età se non erro e gode di uno stato fisico ottimo. Il lato caratteriale è sicuramente la sua pecca, ma penso che ci sia una percezione della vecchiaia votata all'eccesso. Sull'opportunità di offrirgli un contratto è chiaro che bisogna porci delle domande, più in società che qui; più sul lato caratteriale secondo me.
L'offerta per Luis non ci può scappare perché la società non è in grado di smontare un reparto privandosi di due perni dello stesso, e della squadra, per rimontarlo con criterio.
Poi, non si tiene conto delle criticità della concorrenza: chi ha limiti finanziari, economici e contabili che impediscono di fare allegramente mercato come una volta; chi ha una dirigenza incerta; chi ha una squadra piena di prestiti e contratti in scadenza; chi ha una squadra da rifare nei ruoli cardini. Neanche la concorrenza se la passa benissimo.
Senza considerare che oggi persino i potentati del calcio locale sono in una condizione di subalternità rispetto al mercato estero e rispetto ad alcune leghe. Quindi il margine è meno marcato di quanto si pensi.
Senza dimenticare un'area tecnica cui perno è Sarri, che fa un lavoro sul campo come pochi colleghi, che paradossalmente si può sposare bene, almeno in parte, con il conservatorismo di Lotito visto che Il mister non disdegna di avere calciatori con cui lavorare con costanza nel tempo e che sposino a pieno le sue idee in modo da plasmarle sul campo nelle stagioni a venire.
Il lavoro minuzioso, costante e stabile di Sarri e la reticenza al cambio di Lotito può portare a risultati ottimi almeno in una singola competizione, cioè, la Serie A.
Prima di dare per scontata una Lazio prossimamente a debito di ossigeno, ci penserei bene.