Il calciomercato delle merde

Aperto da Goceano, 30 Lug 2021, 10:21

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WhiteNoise

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Citazione di: hafssol il 14 Ago 2023, 10:30
In prestito con diritto di riscatto, comodamente pagabile in rate annuali da qui al 2054.
Considerando che il PSG è valutato 1200 milioni, sarebbero circa 40 milioni all'anno.
Gnaaa fanno.

PARISsn

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Quando tutto sembrava definitivamente fatto, il Psg, filtra da Parigi, ha cambiato alcune carte in tavola per cui, in questo momento, tra la Roma e il club francese manca l'accordo totale per lo sbarco di Leandro Paredes e Renato Sanches. Con i due centrocampisti, e i loro agenti, è tutto fatto, ma il club francese avrebbe alzato la posta per la parte fissa di Paredes (più di 5 milioni) e per le condizioni del riscatto di Sanches.

tra le righe  il Corsporc ci fa sapere che  il PSG deve abbassare le pretese...

Berserkr

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Ah insomma vogliono i soldi, che cattivo gusto questi parigini

Dissi

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Zapatone invece?
sta a già a trigoria?

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Maremma Laziale

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Sti francesi sempre dispettosi...

PARISsn

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nel frattempo su TRS parlano di Lukaku che  purtroppo adesso andra' al Totthenam che ha preso 110 milioni per Kane...se si fossero mossi prima...dicono... :pp

seagull

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Coriere doo sport vergognoso, come sempre.

robylele

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Citazione di: Maremma Laziale il 14 Ago 2023, 12:10
Sti francesi sempre dispettosi...

Mi sembra già di sentire Petrucci che ricorda che non hanno neanche il bidet.

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PARISsn

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tal Ciardi nel descrivere la situazione Matic e il suo addio, racconta di uno spogliatoio delle merde che  è una  polveriera, con gruppi, gruppetti, gente che parla nei corridoi e altra gente che da paracula sta de qua e della'....

robylele

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Citazione di: PARISsn il 14 Ago 2023, 12:53
tal Ciardi nel descrivere la situazione Matic e il suo addio, racconta di uno spogliatoio delle merde che  è una  polveriera, con gruppi, gruppetti, gente che parla nei corridoi e altra gente che da paracula sta de qua e della'....

meglio inventarsi questa frottola che ammettere che Matic preferisca giocare altrove.

PARISsn

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cmq Zapata fotografato a Londra con i suoi procuratori... ;)

PARISsn

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Citazione di: robylele il 14 Ago 2023, 13:01
meglio inventarsi questa frottola che ammettere che Matic preferisca giocare altrove.

stanno tirando fuori di tutto pur di non ammettere che  ( come dice lo stesso Ciardi nel suo racconto ) Matic ha chiesto anche a Murigno certezze sul rinnovo per  un altro anno, non gli sono state date e quindi ha scelto, come altri 100mila professionisti di andare dove  lo pagano di piu' e per piu' tempo...stanno raccontando che era  uno che faceva questione sui  premi, che non gli piacevano le case che la roma gli metteva a disposizione, che si lamentava dello spogliatoio ect ect...questo tutto adesso esce fuori, fino a  una settimana fa era er centurione .... 8)

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robylele

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il Siviglia li ha affossati.
Delio Rossi diceva sarà Inferno o Paradiso. Per loro é la seconda.

PARISsn

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 Tanti si chiedono: come è possibile che un super calciatore carismatico, esperto, voluto fortemente dell'allenatore a sua volta super, un calciatore che ride, scherza e fa video virali simpatici con uno dei compagni preferiti fino a qualche giorno fa, possa di punto in bianco voltare le spalle al club, all'allenatore, ai compagni di squadra e ai tifosi? Nelle ore in cui si parla di alto tradimento alla ragion di Stato di Roberto Mancini, nella Roma il caso Nemanja Matic è stato l'aperitivo che ha aperto lo stomaco. Creando però grossi disturbi gastrici.

Che tu sia serbo o nato a Jesi, la regola spesso è sempre la stessa. Ci si fa gli affari propri. Per non dire i cazzi propri. Si curano i propri orti e interessi, si volta la faccia senza preavviso. Anche se nel caso di Matic c'erano avvisaglie di cui ora ancora più dettagliatamente, veniamo a conoscenza. Che riguardano lui e lo spogliatoio. Calciatore forte, fortissimo, ma puntiglioso nel discutere persino i benefit messi a disposizione dal club, a cominciare dalla casa in cui abitare, e Matic è stato uno che ha fatto storie pure quando la Roma gli faceva vedere villini e appartamenti dove avrebbe dimorato nel suo anno più uno di permanenza. Il più uno non c'è stato, perché la rottura è arrivata a inizio agosto, ma scopriamo oggi che poteva avvenire qualche settimana prima. Perché per Matic era un problema iniziare il secondo anno di contratto senza avere prospettive per le stagioni successive. Quindi è esistita la possibilità che non tornasse dalle vacanze estive. Poi torna, e siamo alla quiete prima della tempesta. O meglio ancora nell'occhio del ciclone.

Perché la Roma parte per le Algarve e lui palesa la volontà di andarsene, senza se e senza ma. E inizia a parlare e a lamentarsi dello spogliatoio. Fa capire che il gruppo storico che fa capo a Pellegrini, Mancini e Cristante più che fare gruppo fa gruppetto, il che non facilita l'inserimento dei nuovi, crea dissapori interni, non agevola la crescita della squadra. Ne parla con Mourinho, gli dice palesemente che vuole andare via. Mourinho capisce che su Matic non può più contare. Lo capisce pure il gruppo squadra, per molti, evidentemente non per tutti, Matic era un grosso punto di riferimento. Il gruppo si sente tradito. Mourinho si sente tradito. Ma la stagione è alle porte. Gli dice ok, se ti dà il permesso la società vai via, ma la Roma ha bisogno di soldi, perché anche solo per il prestito del sostituto servono almeno tre-quattro milioni.

Qui Matic si impunta, perché il contratto con il Rennes è ricco, ma in quanto non prevede che si paghi un corrispettivo per il cartellino. E qui è la Roma, giustamente, a mettersi di traverso. Matic vai via se il club che ti vuole paga noi. Inizia la guerra interna. Iniziano i malanni della stagione dei calciatori che forzano la mano, che fanno intendere che in caso di permanenza ci sia il rischio che quel problemino fisico che lamentano potrebbe ledere il rapporto e l'utilizzo. Un affaticamento qua, un'emicrania là. Nessuno spogliatoio è perfetto. Neanche quello della Roma. Lo sa qualsiasi allenatore, lo sa pure Mourinho. Lo sanno pure le persone che sul web, nelle radio e in tv provano a informare su queste vicende e in cambio ricevono insulti volgari, perché alla massa fa sempre comodo sentirsi dire ciò che desidera, magari da chi per avere consensi dice e scrive che va tutto bene madama la marchesa, prendendo per i fondelli lettori, ascoltatori e telespettatori, sperando di garantirsi immunità e favori del popolo. I gruppi esistono in ogni squadra, da sempre, ma un allenatore deve poi guardare alla finalità del suo lavoro, tenere uniti i molti anche a scapito dei mal di pancia dei pochi o del singolo.

Perché Mourinho lo ha spiegato anche al serbo, la Roma non è il City, non può fare rivoluzioni tecniche, non potendo permettersi di spendere decine se non centinaia di milioni di euro per rifare la squadra, per sradicare problemi in una sola mossa. L'allenatore della Roma deve tenere unite le fila. Semmai, assumendosi le proprie responsabilità, sarà lui a evidenziare in pubblico casi o vicende scabrose. Oneri e onori. Matic non accetta questo discorso, non si riallinea. La Roma torna dal Portogallo e la radiografia a Matic evidenzia che la frattura è insanabile. Pur di andare via, dipinge di nero anche il grigio. Il serbo è arrabbiato perché se il Rennes paga il cartellino, non può coprirlo di soldi come prospettato. Gli fa male la testa, si sente influenzato, non si allena più, non si allena più col gruppo che nel frattempo lo ha delegittimato come chiunque altro a Trigoria fa nei suoi confronti.

Entra in scena il suo agente, tutt'altro che contento della presa di posizione del suo assistito, prova a mettere in campo la diplomazia. Spiega che Matic non si sente garantito dal dovere giocare col contratto in scadenza, gliene serve almeno un altro. Parla con Mourinho, l'allenatore gli risponde che la situazione non può mutare. Che nella Roma ci sono stati e ci sono calciatori che giocano in scadenza. Lo hanno fatto, tra gli altri, El Shaarawy e Smalling, lo sta per fare Rui Patricio. Fa parte del gioco. Fa parte del gioco ancora di più per i calciatori in età avanzata. A questo punto però Matic e lo spogliatoio non possono più ricongiungersi. Si è messo contro tutti, anche chi aveva con lui un eccellente rapporto, a cominciare dal tecnico. Ultimo atto. L'agente media col Rennes, la Roma gli impone, per l'addio, di fare pagare il cartellino.

E così Matic va via, Pinto accetta l'offerta. Andrà a fare foto e storie simpatiche sui social coi nuovi compagni. Con buona pace di chi in buona fede pensava che bastassero due scherzetti banali con Dybala postati su Instagram per farne un nuovo centurione fedele all'Impero. E con buona pace di chi, non in buona fede, negli ultimi mesi, e ancora di più nell'ultima settimana, ha coperto di insulti chi ha provato a raccontare sul web e in radio dinamiche interne dello spogliatoio della Roma, che nei rapporti interpersonali e di gerarchia fa i conti con la quotidianità tipica di ogni ambiente di lavoro. Dove c'è chi fa gruppo e gruppetto, chi chiede aumenti e si lamenta nei corridoi, chi discute i benefit, chi fa due parti in commedia, chi si accorda con altri, chi si mette di traverso, chi fa mettere di traverso gli altri. Morale? Forse una. Non pendere dalle labbra di nessuno. E poi anche diffidare di chi, per scelta o interessi, descrive gli ambienti calcistici come paradisi terrestri.

robylele

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Citazione di: robylele il 14 Ago 2023, 13:09
il Siviglia li ha affossati.
Delio Rossi diceva sarà Inferno o Paradiso. Per loro é la seconda prima opzione naturalmente..

Dissi

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Citazione di: PARISsn il 14 Ago 2023, 13:11
Tanti si chiedono: come è possibile che un super calciatore carismatico, esperto, voluto fortemente dell'allenatore a sua volta super, un calciatore che ride, scherza e fa video virali simpatici con uno dei compagni preferiti fino a qualche giorno fa, possa di punto in bianco voltare le spalle al club, all'allenatore, ai compagni di squadra e ai tifosi? Nelle ore in cui si parla di alto tradimento alla ragion di Stato di Roberto Mancini, nella Roma il caso Nemanja Matic è stato l'aperitivo che ha aperto lo stomaco. Creando però grossi disturbi gastrici.

Che tu sia serbo o nato a Jesi, la regola spesso è sempre la stessa. Ci si fa gli affari propri. Per non dire i cazzi propri. Si curano i propri orti e interessi, si volta la faccia senza preavviso. Anche se nel caso di Matic c'erano avvisaglie di cui ora ancora più dettagliatamente, veniamo a conoscenza. Che riguardano lui e lo spogliatoio. Calciatore forte, fortissimo, ma puntiglioso nel discutere persino i benefit messi a disposizione dal club, a cominciare dalla casa in cui abitare, e Matic è stato uno che ha fatto storie pure quando la Roma gli faceva vedere villini e appartamenti dove avrebbe dimorato nel suo anno più uno di permanenza. Il più uno non c'è stato, perché la rottura è arrivata a inizio agosto, ma scopriamo oggi che poteva avvenire qualche settimana prima. Perché per Matic era un problema iniziare il secondo anno di contratto senza avere prospettive per le stagioni successive. Quindi è esistita la possibilità che non tornasse dalle vacanze estive. Poi torna, e siamo alla quiete prima della tempesta. O meglio ancora nell'occhio del ciclone.

Perché la Roma parte per le Algarve e lui palesa la volontà di andarsene, senza se e senza ma. E inizia a parlare e a lamentarsi dello spogliatoio. Fa capire che il gruppo storico che fa capo a Pellegrini, Mancini e Cristante più che fare gruppo fa gruppetto, il che non facilita l'inserimento dei nuovi, crea dissapori interni, non agevola la crescita della squadra. Ne parla con Mourinho, gli dice palesemente che vuole andare via. Mourinho capisce che su Matic non può più contare. Lo capisce pure il gruppo squadra, per molti, evidentemente non per tutti, Matic era un grosso punto di riferimento. Il gruppo si sente tradito. Mourinho si sente tradito. Ma la stagione è alle porte. Gli dice ok, se ti dà il permesso la società vai via, ma la Roma ha bisogno di soldi, perché anche solo per il prestito del sostituto servono almeno tre-quattro milioni.

Qui Matic si impunta, perché il contratto con il Rennes è ricco, ma in quanto non prevede che si paghi un corrispettivo per il cartellino. E qui è la Roma, giustamente, a mettersi di traverso. Matic vai via se il club che ti vuole paga noi. Inizia la guerra interna. Iniziano i malanni della stagione dei calciatori che forzano la mano, che fanno intendere che in caso di permanenza ci sia il rischio che quel problemino fisico che lamentano potrebbe ledere il rapporto e l'utilizzo. Un affaticamento qua, un'emicrania là. Nessuno spogliatoio è perfetto. Neanche quello della Roma. Lo sa qualsiasi allenatore, lo sa pure Mourinho. Lo sanno pure le persone che sul web, nelle radio e in tv provano a informare su queste vicende e in cambio ricevono insulti volgari, perché alla massa fa sempre comodo sentirsi dire ciò che desidera, magari da chi per avere consensi dice e scrive che va tutto bene madama la marchesa, prendendo per i fondelli lettori, ascoltatori e telespettatori, sperando di garantirsi immunità e favori del popolo. I gruppi esistono in ogni squadra, da sempre, ma un allenatore deve poi guardare alla finalità del suo lavoro, tenere uniti i molti anche a scapito dei mal di pancia dei pochi o del singolo.

Perché Mourinho lo ha spiegato anche al serbo, la Roma non è il City, non può fare rivoluzioni tecniche, non potendo permettersi di spendere decine se non centinaia di milioni di euro per rifare la squadra, per sradicare problemi in una sola mossa. L'allenatore della Roma deve tenere unite le fila. Semmai, assumendosi le proprie responsabilità, sarà lui a evidenziare in pubblico casi o vicende scabrose. Oneri e onori. Matic non accetta questo discorso, non si riallinea. La Roma torna dal Portogallo e la radiografia a Matic evidenzia che la frattura è insanabile. Pur di andare via, dipinge di nero anche il grigio. Il serbo è arrabbiato perché se il Rennes paga il cartellino, non può coprirlo di soldi come prospettato. Gli fa male la testa, si sente influenzato, non si allena più, non si allena più col gruppo che nel frattempo lo ha delegittimato come chiunque altro a Trigoria fa nei suoi confronti.

Entra in scena il suo agente, tutt'altro che contento della presa di posizione del suo assistito, prova a mettere in campo la diplomazia. Spiega che Matic non si sente garantito dal dovere giocare col contratto in scadenza, gliene serve almeno un altro. Parla con Mourinho, l'allenatore gli risponde che la situazione non può mutare. Che nella Roma ci sono stati e ci sono calciatori che giocano in scadenza. Lo hanno fatto, tra gli altri, El Shaarawy e Smalling, lo sta per fare Rui Patricio. Fa parte del gioco. Fa parte del gioco ancora di più per i calciatori in età avanzata. A questo punto però Matic e lo spogliatoio non possono più ricongiungersi. Si è messo contro tutti, anche chi aveva con lui un eccellente rapporto, a cominciare dal tecnico. Ultimo atto. L'agente media col Rennes, la Roma gli impone, per l'addio, di fare pagare il cartellino.

E così Matic va via, Pinto accetta l'offerta. Andrà a fare foto e storie simpatiche sui social coi nuovi compagni. Con buona pace di chi in buona fede pensava che bastassero due scherzetti banali con Dybala postati su Instagram per farne un nuovo centurione fedele all'Impero. E con buona pace di chi, non in buona fede, negli ultimi mesi, e ancora di più nell'ultima settimana, ha coperto di insulti chi ha provato a raccontare sul web e in radio dinamiche interne dello spogliatoio della Roma, che nei rapporti interpersonali e di gerarchia fa i conti con la quotidianità tipica di ogni ambiente di lavoro. Dove c'è chi fa gruppo e gruppetto, chi chiede aumenti e si lamenta nei corridoi, chi discute i benefit, chi fa due parti in commedia, chi si accorda con altri, chi si mette di traverso, chi fa mettere di traverso gli altri. Morale? Forse una. Non pendere dalle labbra di nessuno. E poi anche diffidare di chi, per scelta o interessi, descrive gli ambienti calcistici come paradisi terrestri.


Articolessa vergognosa.
Tutto scritto su richiesta per smerdare il reprobo e salvare l'onore de la maggica.

FeverDog

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Tarallo

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Quel capolavoro di appecoronamento, che farebbe vergognare anche il più prono dei servi dei servi, ha però delle qualità che lo renderebbero serio candidato al Turone d'Oro, se la competizione venisse riaperta.

Chi è lə schiavə che l'ha scritta, e come respira mentre ha il capo così in alto su per il culo della roma e Mourinho?

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FeverDog

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Tutto facilmente spiegabile: è Augusto Ciardi che tanto si vanta di avere contatti diretti con lo special e il suo staff.

ComeHobbyAntiromanista

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Citazione di: PARISsn il 14 Ago 2023, 13:06
stanno tirando fuori di tutto pur di non ammettere che  ( come dice lo stesso Ciardi nel suo racconto ) Matic ha chiesto anche a Murigno certezze sul rinnovo per  un altro anno, non gli sono state date e quindi ha scelto, come altri 100mila professionisti di andare dove  lo pagano di piu' e per piu' tempo...stanno raccontando che era  uno che faceva questione sui  premi, che non gli piacevano le case che la roma gli metteva a disposizione, che si lamentava dello spogliatoio ect ect...questo tutto adesso esce fuori, fino a  una settimana fa era er centurione .... 8)

il loro spogliatoio cmq deve essere una cloaca

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