Visto che il topic in cui volevo farlo è chiuso, scrivo qui una cosa che sento il dovere di scrivere.
Mi dispiace se sto urtando la sensibilità di qualcuno. Mi rendo conto che la mia ironia da strapazzo possa risultare inappropriata, ma è la mia cifra, è sempre così che ho reagito agli urti di una biografia che definire complicata è un eufemismo.
Questo modo mi ha sempre aiutato e ritengo che abbia avuto un ruolo nel consentirmi di continuare ad avere un atteggiamento positivo nei confronti della vita.
Nel caso specifico, non sono riuscito proprio a prendere sul serio la deriva del topic appena lucchettato. Non perché l'argomento non meriti una disamina ed una riflessione seria; al contrario, proprio perché è troppo serio, avrei evitato di buttarlo (termine non casuale) in mezzo a una cosa che si chiama calciomercato, termine che - se ci pensate - fa già ridere di suo.
Ovviamente trovo abominevole anche solo pensare di voler intimorire una donna (o una persona in generale), figuriamoci il toccarla - in qualsiasi modo - contro la sua volontà. Per dire: ieri ho rivisto una collega dopo le ferie ed era di spalle, per attirare la sua attenzione (era intenta a digitare sul telefonino) l'ho chiamata toccandole un braccio, sta cosa l'ho trovata una piccola e non necessaria violazione... ed è una collega con cui ho confidenza e che conosco da 15 anni, che mi ha sorriso e mi ha abbracciato.
Trovo però anche completamente sbagliato e a suo modo violento il tentativo di imporre la propria legge morale agli altri, questa è una cosa molto vicina all'ordalia.
Mi sarei limitato ad un "Non mi interessa il suo iter giudiziario, mi basta quello che ho sentito e visto per non volerlo alla Lazio", ed avrei evitato di giudicare il calciatore e chi magari la vede diversamente (ovviamente non quelli che "sticazzi che è un violento, basta che sa gioca'").
Ciò vi dovevo e chiedo ancora scusa, ma sappiate che non mi leggerete mai serio un'altra volta!