Da Sportellate:
«A differenza dei tuffi disperati di Brignoli o Enyeama, quello di Provedel è un gol rivoluzionario perché non è baciato dalla fortuna: un gesto tecnico perfetto, che Provedel si è costruito - e ha ottenuto - con la pura forza di volontà. Non c'è nessuna forma di angoscia. È un colpo di testa bellissimo, che prende vita da un avvitamento eccezionale del collo: una singola movenza che a qualcuno ha ricordato le elevazioni essenziali di inizio anni duemila di Hernan Crespo».
Il ritorno della Lazio in Champions League coincide con un altro ritorno, quello dello sgomento al cospetto del calcio. Essere stati spettatori del goal di Provedel ci ha permesso di vivere un lucido distacco dal razionalismo che normalmente domina le partite del calcio moderno, un'aritmia emotiva improvvisa non calcolata. La Champions League è il teatro dell'impossibile e non smette mai di ricordarcelo, ma ieri sera ci ha restituito la componente irrazionale di questo sport