Io sono convinto che se oggi ci ritroviamo un governo di destra guidato da una coatta cialtrona ed inadeguata, è dovuto anche al fatto che siamo un Paese con scarsa memoria. Ne ebbi sentore già al tempo delle scuole superiori, quando i programmi di storia terminavano di solito con la prima guerra mondiale. Tutto il resto (l'avvento del Fascismo, la Resistenza, la ricostruzione post-bellica, cioè gli avvenimenti che sono all'origine dell'Italia moderna) veniva appena sfiorato ("per mancanza di tempo", dicevano...), oppure lasciato all'iniziativa di qualche professore più volenteroso, che magari cercava di riempire questo vuoto con corsi pomeridiani, fuori dall'orario scolastico.
E proprio riguardo a questa "mancanza di memoria", vorrei raccontarvi una storia, che non credo sia OT rispetto all'argomento del topic.
Circa un trentennio fa vinsi un concorso alla Regione Emilia-Romagna, e venni assegnato alla sede di San Giovanni in Persiceto, un paese della 'bassa' a pochi chilometri da Bologna, senza traffico, con gente cordiale che si spostava in bicicletta. Venendo dal caos di Roma, mi sembrò un vero paradiso. La sera spesso uscivo per prendere il caffè alla Casa del Popolo, e lì cominciai a conoscere una varia umanità straordinaria, soprattutto ex partigiani, contadini e braccianti che erano stati protagonisti della Resistenza e delle lotte per il lavoro nel secondo dopoguerra. Mi facevo raccontare le loro storie, stavo per ore ad ascoltarli. Erano storie in cui si intrecciavano episodi tragici, conflitti durissimi, e piccoli fatti di vita quotidiana di gente che lottava per la sopravvivenza. Il tutto senza alcun sentimento di vanità o di rabbia, ma con l'orgoglio si essere stati dalla parte giusta. Era un patrimonio storico che non volevo si perdesse, anche perché mi accorsi che i giovani del paese erano completamente all'oscuro di quegli avvenimenti. E così -seppure io fossi tecnologicamente poco abile- comprai una telecamera, un computer adatto al montaggio, e feci un video-documentario con i racconti dei vecchi persicetani.
Il prologo del documentario decisi di girarlo all'uscita della scuola del paese, e lì ebbi la conferma che tra le nuove generazioni esisteva un enorme vuoto di memoria: nessuno degli studenti conosceva la storia tragica ed eroica della loro comunità che aveva per protagonisti anche i propri nonni. Se non volete guardare tutto il video, guardate almeno il prologo, è molto istruttivo -secondo me- sui motivi che ci hanno portato alla situazione attuale.