Citazione di: er polipo il 30 Set 2023, 09:48
Evidentemente preferisci un'anarchia. Io no: io voglio uno stato che mi protegga, che mi garantisca servizi essenziali come la giustizia, l'istruzione, la sanita', la difesa.
Questo fa di me un comunista?
Anche io vivo all'estero e con mille soddisfazioni, anche io ho avuto opportunita' che questo disastrato nostro Paese non mi avrebbe mai garantito.
E guarda caso, anche in questo paese, che credimi e' ultra-liberista (parlo dell'UK), il modello politico-economico, con tutte le tendenze preoccupanti che ultimamente ha sviluppato, e' moooooolto diverso da quello degli USA.
E credo che il tutto parta dai riferimenti antropologico-filosofici di fondo, prima ancora che economici. C'e' un antopologia hobbesiana, ultra-individualista e che fondamentalmente spinge verso societa' di tipo anarchico od eugenetico: la legge del piu' forte, che muova una societa' dove homo homini lupus. E c'e' un'antropologia filosofica di tipo aristotelico-tomista, dove si riconosce la natura sociale e razionale (almeno in termini di aspirazione) dell'essere umano. Tu ti riconosci nella prima, io nella seconda. Contento te...
Citazione del giorno:
> Any government big enough to give you everything you want is big enough to take away everything you have. <
Io no perchè non mi fido / non condivido / non riconosco / reputo totali imbecilli i soggetti chiamati (secondo procedimenti dubbi e discutibili, peraltro) a fare le leggi.
Gente che a parole ha tutte le soluzioni del mondo, però incapace di attuarle in modo funzionale e non distruttivo.
No grazie, mi proteggo da solo.

"anarchia" è una parola che non uso, perchè ha ormai una accezione culturale negativa, una sorta di stigma verbale.
Diciamo che mi è difficile fidarmi dal momento che non si è capaci di contenere il leviatano e i suoi sostenitori, e su questa base ovviamente non posso che auspicare che si contragga da solo, cercando quante più persone a me affini con cui si, cooperare e associarmi.
E ribadisco, il modello americano ha una sua precisa origine e genesi, e se è diventata l'America, al punto da dare opportunità a tutti da oltre un secolo, è proprio da ricercare in questo preciso aspetto.
Survival of the fittest, well, si, è sempre stato così, poi può pure subentrare quell'aspetto filosofico o sociologico che invochi a limare gli spigoli, ma è sempre stato così e lo sarà per sempre.
E' parte del gioco, piaccia o meno, competizione e anche conflitto sono aspetti naturali inderogabili dell'umanità, e oggi va pure infinitamente meglio rispetto a svariati anni fa, nella maggiorparte dei casi, e andrebbe meglio se burocrati autoreferenziali, filosofi e politici non pretendessero di fare esperimenti sulla pelle delle popolazioni, ma tant'è.
@FD
Guarda che Nozick non sostiene l'
abolizione dello stato, quello è Bakunin, che a te dovrebbe essere pure più affine.
Btw, Nozick parla di STATO MINIMO.
La dicotomia che mi imputi però non ha senso, una social-democrazia può avere una economia di mercato ed un approccio interventista alla stessa, uno stato liberale avrà una economia di mercato senza, o con ridotto approccio interventista, un soviet non avrà l'economia di mercato.
Cioè a me pare una cosa semplice, il discorso è determinare il ruolo di tale "interventismo" da parte dello stato mediante una serie di fattori e i propositi che si prefigge di ottenere, da questo assunto possiamo poi giudicare tale misura.
Per te ha senso che un lavoratore debba percepire un salario dimezzato sulla base di tale intervento, o che l'azienda in questione non possa crescere, magari assumendo quattro lavoratori invece di due, per lo stesso costo, per me non ha senso.
Questa è la distruzione di ricchezza che vado denunciando.
Parla di ridurre lo stato (= la funzione politica dello stesso, non quella pratica, il fattore di discrezionalità negli umani che lo compongono) non di cancellarlo, esattamente alle funzioni che invoca polipo nel quote sopra.
Il carattere sociale che invochi sarebbe tale in un contesto in cui posso decidere a chi associarmi, a cosa contribuire, ed influenzarne obiettivi e percorsi.
Questo, nelle società-alveare che avete in mente voi è impossibile, semplicemente impossibile.
La forza lavoro viene formata dallo stato? ma in che universo?
Neanche ai tempi della catena di montaggio lo stato formava la forza lavoro, adesso vai verso una realtà completamente diversa dove hai meno lavoratori, n volte più specializzati, i cui costi di formazione, preparazione e fidelizzazione sono totalmente in carico alle aziende quando non al lavoratore stesso.
Gli entry level jobs sono sempre meno e pagano sempre meno, perchè sono evidenti placeholder allo step seguente, quello della robotizzazione da cui verranno totalmente soppiantati nel corso del prossimo decennio.
Ah, si è visto cosa ha portato la gestione di quelli come Carney, Greenspan & co.
Guarda che la crisi dei subprime l'hanno causata loro eh.
E la traccia giusta, infatti, era fare come con Lehmann brothers, ossia capire che bisognava tagliare l'esposizione con le varie bolle ed evitare di bruciare un numero infinitamente superiore di capitali a conseguenza dell'effetto a catena.
Ma lo sai benissimo e ti diverti a provocare.