La Lazio delle meraviglie sul proscenio d'Europa. Riflettori puntati sui protagonisti dell'impresa biancoceleste della prima parte della stagione, big del mondo con gli occhi serrati sulle stelle laziali. Da Lichtsteiner a Radu sino a Zarate. Ma Lotito avverte: "La Lazio non vende".
LA PORTA - Nando Muslera vive un momento delicato. Le notti magiche di Sudafrica 2010 hanno lasciato il posto a domeniche di campionato complessivamente positive, con qualche passaggio a vuoto qua e là. Lievi infortuni probabilmente figli anche dell'incertezza sul suo futuro in biancoceleste. Il suo rinnovo contrattuale, che in estate sembrava già cosa fatta, è ormai da mesi in un limbo preoccupante. Fra il suo agente Fonseca e il presidente Lotito ci sono ancora parecchi dettagli da limare. Così le firme all'accordo continuano a slittare e al momento non ci sono neppure appuntamenti in agenda per sistemare definitivamente la questione. L'attuale contratto di Nando scade nel 2012, avrebbe dovuto già guadagnare 1,4 milioni a stagione e invece sta continuando a percepirne circa 600. E le pretendenti al portiere uruguagio stanno approfittando della situazione per tornare in pressing. Nelle ultime ore il nome di Muslera è stato prima accostato allo Zenit San Pietroburgo di Spalletti, quindi al Bayer Monaco. Ma è soprattutto l'Arsenal a bramare ormai da diversi anni l'estremo difensore della Lazio. I numeri del campionato sono dalla parte di Muslera: dopo 15 giornate è il portiere meno battuto della Serie A a pari merito con il milanista Abbiati e con il doriano Curci (12 gol al passivo per ciascuno dei tre). Un primato che ovviamente è merito dell'intera retroguardia biancoceleste.
LA DIFESA - Solo ragioni d'età spengono le attenzioni dei club su due protagonisti assoluti delle prime 15 giornate del campionato. Biava e Dias stanno vivendo un'annata straordinaria. Biava è la vera sorpresa: classe 1977, 34 anni a maggio, sta vivendo il momento migliore della sua carriera e merita il rinnovo sino al 2012 già concordato con Lotito. A Genova i tifosi lo amavano, a Roma sta conquistando la piazza laziale inizialmente scettica sul suo arrivo. Discorso diverso per Dias: tutti si erano accorti della sua immensa classe già al suo arrivo, in questi tre mesi si è però consacrato come il leader della retroguardia, un'imprescindibile pedina di mister Reja, che non ha mai rinunciato a schierarlo. A maggio, una settimana esatta dopo Biava, compirà 32 anni, ma avrà ancora nelle gambe diverse stagioni per poter fare la storia della Lazio. Il diesse Tare si sta solo concentrando su un centrale giovane da far crescere accanto a questi due rivalutati campioni. Sono gli esterni biancocelesti ad attirare le mire delle grandi italiane ed europee. Lichtsteiner già da un'anno a questa parte è monitorato da diverse squadre. In Italia c'è la Juve, prossima avversaria, a seguirlo con attenzione. In Premier lo svizzero è parecchio stimato e il Liverpool avrebbe già fatto un sondaggio. Ventiquattro anni da poco compiuti e una duttilità tattica da far invidia, Stefan Radu è il vero obiettivo di diverse importanti società. Operatosi ieri al menisco destro, sarà già disponibile a inizio gennaio, mese nel quale le pretendenti faranno di tutto per accaparrarselo. Chelsea, Barcellona e City lo stimano, il Milan lo segue, ma il romeno ha già un accordo di massima con la Lazio per un rinnovo a 1,5 milioni a stagione sino al 2015.
IL CENTROCAMPO - L'ultima clamorosa indiscrezione di mercato era arrivata da Londra: diciassette milioni del Chelsea per Ledesma. Offerta difficilmente verosimile, non tanto per il valore del centrocampista biancoceleste, quanto per la tempistica, considerato che se davvero mister Ancelotti avesse voluto l'argentino, lo avrebbe potuto prendere a prezzi di saldo ad agosto, prima della firma sull'agognato rinnovo con la Lazio. Ad ogni modo, Ledesma continua ed essere stimato da diversi club, nonostante la stessa volontà del playmaker sia quella di chiudere la carriera a Roma: "Lazio a vita", ha urlato a più riprese. È ancora presto per sapere il futuro in biancoceleste di Hernanes, ma è certo che per aggiudicarsi la vera rivelazione della Serie A, le squadre interessate dovranno fare eventualmente salti mortali. Lotito non lo cederebbe oggi per meno di 40 milioni, cifra astronomica per chiunque. Quadruplicato in pochi mesi il valore di quel brasiliano per il quale tante big non avevano voluto spingersi sino in fondo. Errore. Oggi in molte si mangiano le mani e nessuna, nonostante l'interesse evidente, ha il coraggio di farsi avanti per trattare con uno tosto come Lotito. Il presidente laziale aveva detto no in estate alla cessione di Mauri, ma la Samp aveva valutato bene la sua richiesta: sinora il brianzolo si è rivelato uno dei protagonisti assoluti della cavalcata trionfale della Lazio verso le zone alte della classifica. E anche Cristian Brocchi, trattenuto da Lotito a Roma, nonostante il Milan lo avrebbe voluto riportare a Milanello. Anche in questo caso, solo ragioni anagrafiche, allontanano le sirene verso uno dei motorini più funzionanti della Serie A.
L'ATTACCO - Persino chi sinora ha recitato un ruolo marginale è corteggiato. L'ammirazione di Pantaleo Corvino verso Rocchi non è una novità. La Fiorentina ci prova da tempo, ma il capitano biancoceleste non vuole proprio muoversi da Roma. La giovane età di Kozak attira le formazioni in lotta per la salvezza a puntare su di lui: dal Bologna al Brescia sino a diverse squadre della serie cadetta (Crotone in pole) vorrebbero il ceco a gennaio. Dovranno sperare che la Lazio si assicuri l'ariete che tanto vorrebbe Reja. Un messaggio lo lancia Janko del Twente: "Onorato dell'interesse biancoceleste". Comunque vada, Lotito non cederà alla corte dei club interessati ai due punti fermi dell'attacco. Il Wolfsburg vorrebbe Floccari, con 5 reti capocannoniere laziale. Tutti a Formello stravedono per il bomber di Vibo Valentia, punta utile e duttile in qualsiasi zona del campo, dalla trequarti in avanti. "Zarate non è in vendita", ha risposto ancora Lotito all'offerta golosa del Tottenham per il numero 10 argentino: 10 milioni più Giovanni Dos Santos. Maurito è tornato a fare la differenza, a suon di gol e di ottime prestazioni, come non succedeva da tempo, dalla sua prima stagione in Italia. Anche Reja, inizialmente scettico sull'attaccante anarchico, ha capito di poterne fare un punto di forza della formazione biancoceleste. È riuscito a inquadrarlo nei suoi schemi, seppur con qualche fatica di troppo. Ora Zarate, però, non si tocca. Rivalutato un patrimonio societario.
VALORE PATRIMONIALE TRIPLICATO - Anzi triplicato, se non si considera solo Zarate. È impressionante dal punto di vista strettamente patrimoniale il balzo compiuto dalla Lazio negli ultimi cinque mesi. Grazie ai successi, ai trenta punti in 15 giornate e al consolidamento del secondo posto in classifica a meno tre punti dal Milan di Ibra, la squadra che qualche mese fa valeva tra i 50-60 milioni di euro ora, dopo lo splendido avvio di stagione, è riuscita a triplicare il suo valore portandolo a quasi 150 milioni. Un'impennata che non ha precedenti e che potrebbe crescere ancora qualora il trend di risultati dovesse continuare su questi ritmi. Dopo aver annientato l'Inter, la Lazio vuole ora battere la Juventus, a distanza di otto anni dall'ultima volta. Secondo giorno di allenamenti a Formello, doppia seduta: sempre più probabile che tocchi al giovane Cavanda il compito di arginare le scorribande di Krasic. Ad aiutarlo sulla sinistra ci sarà Mauri. A centrocampo si ripropone il solito amletico ballottaggio: Ledesma o Matuzalem?