Scusate se "riuppo" questo topic...credo però che la centralità della discussione non sia sul "bruchismo" bensì sul resto del paragrafo del libro

infatti, bruco a parte, il "laziale" (più volte chiamato così con chiaro riferimento dispregiativo) usa modi bruschi, arrivando anche alle mani, e insultando (troia) una donna per un banale incidente automobilistico.
Quello che non mi è piaciuto, è la scelta di etichettare come Laziale il volgare energumeno, scelta inutile ai fini letterari, che non apportava nulla alla costruzione scenica...poteva benissimo essere un personaggio ...neutro...ma il buon niccolò ha preferito così. (?)
Un mio giovane amico, anni fa mi consigliò questo autore, salvo poi riferirmi di un incontro presso l'ateneo de La Sapienza...dove,dopo il dibattito, provò a scambiare due parole subendo un rifiuto (a suo dire) di superbia...aggiungo da "soubrette imborghesita"...e fu liquidato in malomodo...
ecco, oggi, leggendo quelle poche pagine, ho capito meglio chi c'è dietro lo scrittore...