Dario Fabbri (tifoso romanista) in un'estratto di un'intervista (molto interessante) su sport e geopolitica, su Contrasti Ultras:
"... La Roma rappresenta un caso peculiare. Roma è città universale e universalistica per eccellenza, cattolica in sento etimologico. Roma e i persiani hanno insegnato l'universalismo al mondo, ma nel calcio, almeno nell'accezione che ne ha la gente, la Roma è questione quasi etnica, dunque il contrario dell'universalismo. Si tifa Roma essenzialmente solo a Roma (con poche eccezioni). La AS Roma diventò così diffusa in città, a differenza della Lazio che pure nasce prima, perché immigrati abruzzesi, calabresi, siciliani o napoletani cominciarono a tifarla quando giunsero in città, perché non capivano come mai la prima squadra in senso cronologico della città si chiamasse Lazio, giacché il Lazio come regione non ha una sua coscienza geopolitica. Io stesso sono di origini emiliane e toscane.
Lazio contro Roma, due anime diverse
La trovavano un'incongruenza e questo li portò a tifare la Roma, il che è diventata una questione quasi etnica. È strano nella città universalistica per eccellenza, però è così, e questo spiega la questione del tifo a cui tu fai riferimento..."
Non l'ho mai trovato altrove, così candidamente riportato da inquelli, il concetto secondo cui il "romanista è tifoso storicamente proveniente da fuori le mura"...