La verità è che io provo vergogna quando leggo certe cose.
Se qualche persona che si sente colpita personalmente/intimamente mi sta leggendo, beh! Mi scuso per queste manifestazioni prive d'anima senziente.
Non riesco a smettere di domandarmi come sia possibile che alcune persone non abbiamo ancora colto l'importanza della fratellanza (non del cameratismo), della tolleranza.
Qui non si tratta di capire, qui il tema è sentire, vivere.
Per fortuna (purtroppo per taluni) la tolleranza è un punto di partenza, non di arrivo.
Per fortuna (purtroppo per taluni) la sfera spirituale si forma sentendo non immaginando.
Personalmente credo che - in questi casi - schierarsi e rispondere sia un dovere.
Per mia speranza decido di chiamarli '100'.
Parlarne serve/servirebbe a far partire un'onda (ma anche un'ondina, uno spruzzo) disturbatrice, che racconti anche altro di noi laziali. Chiunque visiti questo forum non dovrebbe avere dubbi sulla nostra distanza dai 100, mai!
Personalmente ne parlo spesso anche live. Per me staccarmi dai 100 è proprio un'esigenza esistenziale/umana. Non ci sono coreografie che tengono, mi spiace.
A mio avviso non è mai utile inveire contro perché si va esattamente nel loro territorio. All'intolleranza si dovrebbe rispondere con messaggi/azioni di tolleranza e amore (non nei loro confronti). Nel mio piccolo, nel mio quotidiano, combattendo con le ipocrisie in cui questa società ti recinta, cerco di trasmettere ai giovani un minimo di consapevolezza.
La società ha bisogno di sapere che noi siamo di più, che siamo diversi, non perfetti, ma che certamente non siamo come 'quelli'.
Sarebbe stupendo leggere qualcosa di diverso sugli altri 3.300 tifosi (non voglio accollare responsabilità a nessuno eh!).
Si può essere più o meno coinvolti o interessati al tema, ma ci si dovrebbe mettere sempre una parola. Ogni volta che serve e anche/soprattutto quando sembrerebbe non servire.
Imho!
Forza Lazio!
Forza Laziali!