La situazione che si è venuta a creare è complessa ed è inutile guardare solo da una parte o dall'altra.
La verità è che, ancora una volta, quel che è stato messo a nudo è la totale assenza di una organizzazione vitale per qualsiasi impresa, a maggior ragione per una società quotata in borsa che fattura decine e decine di milioni all'anno. La totale assenza, cioè, di quel che, quelli bravi, chiamarebbero un adeguato assetto organizzativo.
La Lazio è una società priva delle figure apicali e delle minime strutture necessarie ad ogni impresa che non sia il bar di famiglia o l'edicola di quartiere - manca un direttore generale (CEO), manca un direttore finanziario (CFO), manca un direttore commerciale, manca un direttore operativo/sportivo, manca un direttore amministrativo e, soprattutto, mancano le relative direzioni - e quelle poche figure che ci sono spesso non sono adeguate e quando se ne vanno non vengono sostituite.
Per fare un esempio, esce di scena un direttore dell'area sportiva che, nel bene e nel male, dirigeva un'area vitale per la società e viene scelto di sostituirlo con una figura malcerta, dal curriculum non adeguato, che ha cominciato facendo l'autista di Moggi. E viene scelto, cioè, di non sostituirlo e di lasciare scoperta quell'area.
Per fare un altro esempio, esce di scena un direttore dell'area comunicazione - altra area fondamentale per la società - e nessuno arriva al suo posto, con la conseguenza che, in questa momento tempestoso, la comunicazione della società semplicemente non esiste.
E si potrebbe continuare all'infinito.
In questa confusione pure le (poche) professionalità esistenti - ad esempio si dice che il segretario generale sia persona di valore - vengono mortificate e rese incapaci di dare quanto potrebbero.
Di fatto tutto dipende dai variabili umori, dai tempi contingentati, dalle politiche federali e dalle bizzarrie personali del socio di maggioranza relativa.
Il risultato è storia delle ultime settimane ed è sotto gli occhi di tutti: una area sportiva (il core business) del tutto fuori controllo, incapace di governare dinamiche e tensioni del "gruppo squadra" che, tutto sommato, sono del tutto comuni in una società di calcio; una direzione finanziaria inesistente che da anni e anni non riesce ad elaborare (dico elaborare, non realizzare) un progetto industriale di crescita, in linea con i trend del mercato; una direzione della comunicazione afasica, che quando va bene arriva a comunicare in ritardo e in modo inefficace, quando va male fa veri e propri danni; ecc.
Credo che se non si cominicia a porre rimedio a tali carenze - ma mi sembra che chi ha il potere non abbia intenzione di farlo - parlare del resto è piuttosto inutile.