Citazione di: calimero il 02 Apr 2024, 18:44
Ovvio che non c'è alcun complotto e l'egemonia incontrastata dell'ideologia fasciorazzista nei gruppi ultrà laziali è un fatto talmente lapalissiano che è francamente ridicolo solo discuterne.
Detto questo, la zona grigia sarà sempre più tendente al nero se si convince che è in atto una campagna stampa a combattere la "lazialità" invece che la deprecabile ideologia che ne affligge una sua parte rilevante.
Per fare un esempio, secondo me, se sette imbecilli che si firmano Ultras Lazio fanno uno striscione ridicolo di risposta a Raimo e le cronache che raccontano l'evento titolano "I laziali rispondono a Raimo" tutti i tifosi biancocelesti si sentiranno attaccati anche quelli che non condividono lo striscione e mentre chi ha una coscienza politica formata sarà in grado di individuare il vero problema (l'ideologia distruttiva alla base dell'azione dimostrativa) chi ha posizioni più sfumate (la "zona grigia"), pur non essendo nè fascista, nè razzista, tenderà a sentirsi attaccato e invece di prendersela con gli autori dello striscione accuserà i media di "antilazialità".
Concludo dicendo che è vero che ognuno di noi deve primariamente accusare chi ci ha procurato la nomea di Nazio, ma è anche giusto pretendere dai media una trattazione equilibrata non inquinata da ragioni di tifo, anche perchè niente danneggia una causa giusta quanto campagne originate da ragioni non completamente genuine.
il problema calimero è che chi si firma UL non sono sette imbecilli
E che siano rappresentativi della tifoseria come tutti gli altri gruppi organizzati è un dato assunto generalmente. Ossia non è che valga solo per noi
Se dobbiamo dare un'identità al "tifoso di X" si parte dai gruppi. Quando si parla dei tifosi dell'OM che sono pericolosi si parla in larga parte dei gruppi organizzati. Ma non ho mai visto qui dentro nessuno fare la specifica "attenzione però, sono gli ultras, non i tifosi del marsiglia".
perché questo medium di identità, per cui gli ultras sono la parte più rappresentativa di una tifoseria, la usiamo anche noi, tolta l'unica volta in cui ci stona perché ne siamo parte.
E secondo me non è che non funziona lo stesso giochetto, per dire, alla Roma perché giornalisti celano accanitamente quanto accade. Ma perché essendo una curva fatta di vari gruppi (
in sud anarchia, in nord gerarchia, no?) ognuno tira la volata che gli viene meglio, anche in termini di rappresentazione. O meglio, il connotato politico - in questa molteplicità - non diviene parte di questa identità, come invece da noi essendoci di fatto un soggetto unico in Curva.
Questa a me pare la vera differenza che finisce per incidere sull'identità.
Se la roma avesse un solo gruppo simil-Irr/UL ne parlerebbero tanto quanto.
Al contempo, se da noi LeL fosse un gruppo storico che prende un intero settore di curva avresti una caratterizzazione più variegata.
So bene che molti laziali non credono che sarebbe così e arriviamo all'ultimo punto, a cui accennavo nell'ultimo post. Questa cosa del convincersi che si è accerchiati da una campagna tutti vs noi non è affatto slegata dal (neo)fascismo. Il quale in termini di autonarrazione si è SEMPRE costruito così. Come le vittime del sistema (demo-pluto-giudaico-ecc), i perseguitati, odiati e fieri, mai domi e tutte le stronzate loro. In questa assonanza che hanno prodotto laziale/fascista perseguitato c'è molto più il riflesso della presa egemonica che in quanti cantano buda.
Perché l'egemonia viene anche definita come capacità di rendere universale un particolare togliendo ad esso attributi.
Ossia, non è tanto il fatto che io convinca chi ho attorno di ciò che penso nello specifico (tipo il giudizio su Mussolini), quanto il convincerlo a pensare come me su un piano categoriale, cosa che permetterà una più facile comprensione dei miei argomenti rispetto a quelli di altri (quando ci spostiamo su altri piani l'individuo tenderà a riprodurre lo schema a cui è abituato e a ritrovarsi in posizionamenti assonanti. Perseguitato calcistico --> perseguitato politico --> ecc ecc Laclau le chiama catene di equivalenza in rapporto al populismo)
che, mi pare, sia esattamente quel che accade rispetto al tema in oggetto.