Però di questo topic una cosa si può dire: a dispetto di quello che viene spesso raccontato circa le discussioni nate sul web, stavolta il segno viene colto e sempre più laziali, almeno presenti su
lazio.net, si stanno ormai convincendo che il nazi-fascio-razzismo presente all'olimpico quando gioca la Lazio è molto strutturato, numeroso, organizzato e pervasivo. E che fare riferimento a quello presente in altri contesti di stadio per minimizzare quello che accade da noi ormai è un atteggiamento che non regge più ed è sempre più fine a se stesso.
Seguendo questo topic quotidianamente mi sembra che una presa di coscienza stia avvenendo: per tanti anni, anche qui dentro, questo fatto non era scontato e quando si facevano notare certe cose, spessissimo ci si doveva confrontare in discussioni con i minimizzatori, con quelli che ti invitavano a guardare anche da altre parti e non solo a casa tua e che in fondo, quello che accadeva nello stadio della Lazio non era tanto diverso da quello che accadeva in altri stadi.
Ora, o sarà perché i minimizzatori se ne sono andati (non lo so, eh, faccio solo un'ipotesi), o perché si sono stancati di scrivere sempre le stesse cose e lasciano stare, o perché magari si sono convinti davvero che la situazione è più grave di quello che avevano sempre pensato e il nazi-fascio-razzismo nello stadio della Lazio ha ormai una sua peculiarità e specificità riconosciute, purtroppo, in tutto il mondo, fatto sta che certe argomentazioni si sentono sempre di meno.
Mi piace pensare che molti, io riconosco a una parte di loro la buonafede nell'esprimere le loro tesi e un sincero amore per la Lazio oltre al tentativo di salvare quello che è salvabile del nostro stadio, abbiano capito la situazione e notato l'aggravamento della stessa soprattutto negli ultimi anni e che episodi quali il fischiare il minuto di raccoglimento per i morti israeliani nel pogrom di Hamas del 7 ottobre scorso fatto dalla Tevere Parterre della Lazio prima dell'inizio di una partita siano un fatto capitato solo da noi e l'indizio di una deriva ormai non più difendibile.